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1 maggio 2020

Zagrebelsky vs Conte

Su La Stampa Zagrebelsky dice alcune cose interessanti a proposito dei decreti contiani:

"A differenza di altre Costituzioni, la nostra non prevede lo STATO DI EMERGENZA, come base per speciali deroghe al funzionamento dei poteri dello Stato e ai DIRITTI E LIBERTA' delle persone".

OPS!

Però...:

"Il nostro sistema costituzionale stabilisce analiticamente che per questo o quel diritto o libertà siano possibili limitazioni in considerazioni di legittime necessità (sanità o sicurezza pubblica)".

Proprio come dice l'articolo 16 della Costituzione.

Proseguiamo:

"Il Parlamento è centrale nel sistema perché ogni limite che si voglia/debba imporre ai diritti deve essere disposto dalla Legge";
"Il governo è autorizzato a emanare DECRETI LEGGE (proprio come a fine febbraio, ndb) che entrano subito in vigore, ma che devono essere controvertiti in legge entro 60 giorni dal Parlamento";
"...l'equilibrio dei poteri dello Stato fa perno sul Parlamento e sulla Legge"; "La Legge può delegare al governo, ma sempre indicando stretti criteri per l'esercizio della delega". ---> "NON E' QUESTO IL CASO del decreto legislativo del 2018 sulla Protezione Civile ... , che non contiene le specificazioni che sarebbero necessarie per consentire al governo di incidire sui DIRITTI COSTITUZIONALI".

Ovvero, quando possono, governo e presidente del Consiglio, mettere mano ai nostri diritti che oserei definire naturali? Spostarsi, incontrarsi e lavorare non devono essere diritti elargiti dagli Stati in quanto sono cose che avvengono naturalmente, sono comportamenti che appartengono da sempre alla natura umana.
L'emergenza Coronavirus/Covid-19 era ed è tale da obbligarci a stare chiusi in casa? Per di più, inizialmente, su iniziativa del solo pres del Cons/governo col primo famoso DPCM?
Dopo qualche giorno, ai primi di marzo, è stato sì convertito in legge, ma se non ritenessimo reale l'emergenza, in teoria dovrebbe crollare tutto questo insieme di decreti. Anche perché dopo la conversione il legge, sono arrivati altri DPCM e, come dice Zagrebelsky, "è difficile riconoscere questo assetto costituzionale (suppongo si riferisca all'equilibrio dei poteri dello Stato che fa perno sul Parlamento e la Legge, ndb) nell'accavallarsi di decreti del pres del Cons, decreti dei ministri, provvedimenti regionali, circolari, ecc., cui abbiamo assistito con sorpresa e preoccupazione".

"Ciò che colpisce è il ruolo marginale svolto dal Parlamento, non solo nella sua fondamentale funzione legislativa, ma anche in quella generale di CONTROLLO E INDIRIZZO".

Che ne pensate?


-3 al 4 maggio. SOGNANDO LA LIBERTA'.

Tra soli 3 giorni sarà finalmente terminato questo lungo periodo durato quasi 2 mesi in cui degli insulsi regolamenti ci impedivano di passeggiare e fare sport individuali all'aperto.

Non c'era alcun motivo per vietare queste pacifiche e salutari attività fisiche, utili non solo per il corpo, ma anche per la mente che avrebbe evaso per qualche ora dalle oppressive 4 mura di casa che amplificano la solitudine, se si vive da soli, o i lati negativi dei partner/genitori/figli che diventano sempre più grandi e senza fine.

Ricordo quando a fine febbraio era ancora possibile uscire e andare al parco, pur senza potersi "assembrare" (odio questo termine!).

Poi, i geni al governo, hanno visto (ma quando mai) che c'era ancora troppa gente in giro (beh ovvio, se è consentito lavorare e girare, la gente lavora e gira) e che quindi era necessario (ma perché?) attuare una stretta (e giù tutta una serie di frasi orrende) sui nostri LEGITTIMI spostamenti, che sarebbero poi stati ANNIENTATI da delle leggi FASCISTISSIME di Conte, Casalino, dei presidenti di Regione e di tutta quella serie di VIROLOGI e compagnia bella che anzichè spiegarci come prevenire, come sanificare, anzichè farci capire quali sono i luoghi in cui è più facile contagiarsi, hanno semplicemente optato per la strada più facile: BLOCCARE TUTTO, così i controlli delle forze dell'ordine saranno semplicissime, ovvero chi è fuori casa è un sospetto CRIMINALE.

E infatti le persone sono state molto spesso trattate da criminali.

L'uscire, seppur da soli, era considerato (e lo è tutt'ora fino al 3 maggio) PERICOLOSO.
Anche chi sta camminando da solo, in una zona isolata e con la mascherina, non deve farlo se non sotto casa sua. Ma dov'è la logica? Dov'è la scienza? Dov'è il buonsenso?

Non esiste nulla in Italia.

In Italia lo Stato è, come sempre, NEMICO dei cittadini onesti!

29 aprile 2020

Sanità indebolito, ecco perchè aumentano contagiati e morti


Altro che parchi che verranno aperti dietro la minaccia di una pronta chiusura se le persone non faranno le brave.

I giornalisti italiani dicono balle sul VIRUS in Germania

I giornalisti italiani non si smentiscono mai, intendo quelli filogovernativi.

Qualche settimana fa ci parlavano della Svezia come dubbiosa sulle propri blande misure prese per evitare il diffondersi del virus. Pare che il governo svedese fosse in procinto di "COPIARE IL GOVERNO CONTE", quando l'Italia veniva vista, secondo i nostri giornalisti e basta, come un "MODELLO DA COPIARE".

FAKE NEWS CLAMOROSA:

la Svezia ha continuato a consigliare ai propri cittadini di stare in casa il più possibile ma NON HA MAI VIETATO cose fondamentali, per il benessere psico-fisico di ogni persona, quali passeggiate, corse, pedalate in zone urbane e naturali.
In Svezia non sono stati chiusi neanche luoghi pubblici in cui bere e mangiare. Hanno chiuso le scuole, molte persone escono poco, e nonostante queste blande misure di contenimento, il tasso di mortalità è nettamente inferiore rispetto a quello italiano. OPS.

Ora, i giornalisti italiani filogovernativi, se ne sono invetata un'altra:

"GERMANIA PREOCCUPATA PER L'AUMENTO DEI CONTAGI"; "LA GERMANIA CI RIPENSA, PASSI INDIETRO SUGLI ALLENTAMENTI".

Insomma, i nostri amati giornalistici, specialmente quelli del TG1, ci hanno fatto credere che i tedeschi, fino ad ora anch'essi liberi nei movimenti e anche in ambito lavorativo seppur non totalmente, rischieranno di dover subire misure drastiche come le nostre, a causa di un presunto aumento dei contagi.

Aumento dei contagi che non vuol dire niente. Nessuno o pochissimi sono preoccupati in Germania. Il perché l'ho spiegato in un mio recentissimo POST. Per farla breve, i teutonici controllano subito ogni persona sintomatica e i casi più gravi vanno subito in ospedale dove ci sono molti più posti letto, terapia intensiva inclusa, rispetto all'Italia.

Andando a vedere il sito del giornale BILD, non ho trovato notizie in merito.
L'unica è questa che parla di un allentamento previsto per il 25 Maggio in Sassonia.

I nostri giornalisti vogliono invece farci credere che in Germania ci sia stato un allenamento di recente per farci capire che la Fase 2 italiana può essere rischiosa ed è una grande concessione che il governo ci fa.
Ma andate a cagare.
In Germania le persone sono libere di muoversi: basta andare a vedere le WEBCAM, come quella di Monaco di Baviera dove le coppiette passeggiano in centro e i bambini usano le bici.

27 aprile 2020

FASE 2: POSSIAMO CORRERE, MA DOVE?

Ci si potrà spostare all'interno della propria Regione sempre e solo per motivi di lavoro o di salute.

Allora com'è possibile poter correre e praticare altri sport all'aria aperta e individualmente se questo tipo di attività non centrano col lavoro e con i problemi di salute?

Vuol forse dire che non si potrà utilizzare l'auto per recarsi in qualche parco lontano da casa? Un cittadino cioè un abitante delle città non potrà raggiungere colline e montagne?

Il decreto dice anche che i sindaci potranno chiduere quelle aree in cui non possono essere garantite le distanze minime di sicurezze. Quindi alcuni sindaci potranno chiudere anche i parchi oltre che sicuramente i giardinetti?

Giornalisti incazzati o pacati. Le prime pagine del 27 aprile


Piccola critica del Fatto: SI RIPARTE COL FRENO A MENO, ma non possiamo certo dire che sia dura, infatti sopra elenca cosa verrà riaperto e sotto inserisce una frase del duce-Conte.
A sinistra, ecco un bel titolo di Massimo Fini (ha 77 anni): Fate uscire anche noi anziani assieme agli altri.
Ma la cosa allarmante sta in alto: Il Piemonte rischia di RICHIUDERE. Pazzesco!


Il Giornale è più incalzante: LA FALSA RIPARTENZA, GOVERNO SENZA CORAGGIO, SPOSTAMENTI LIMITATI. NULLA ALLE IMPRESE.
Sallusti critica i politici: Azzeccagarbugli senza arte né parte.


La Stampa è moooolto prudente, questa prima pagina è veramente una delusione, alla faccia del cambio di direttore (ora c'è Giannini, ex Repubblica). Infatti viene evidenziata la frase di Conte sulla riapertura, ma io ho appunto messo un punto interrogativo.
Più in piccolo: "Prime critiche. Renzi: una ripartenza finta".
Ecco, questa frase avrebbe secondo me dovuto essere esaltata.
Poi il titolo di un articolo forse interessante: Aspettando un altro sblocca Paese.


Un po' più grintosa la Repubblica: I VESCOVI CONTRO IL GOVERNO. MORIRE DA POVERI NELLE BANLIEUE (ovviamente in Francia). I BAMBINI FUORI DALL'AGENDA. LA PANDEMIA AIUTA GLI AUTOCRATI by Ezio Mauro.

Libero regala sempre grandi soddisfazioni:

CREDE DI ESSERE IL DUCE. CONTE SI TIENE I PIENI POTERI.
SPOSTAMENTI LIMITATI E SCUOLE CHIUSE.
Feltri come sempre duro: ZINGARI E NERI PIU' RISPETTATI DEI VECCHIETTI.
Poi un altro titolo interessante: IL PAESE DEI PRIVILEGI HA DATO VIA LIBERO AL COLPETTO DI STATO.

Il Mattino la fa breve: Più divieti che permessi. Proprio così.

FASE 2: potremo uscire a passeggiare o no?

Dal 4 maggio si potrà tornare a correre, ma si potrà passeggiare liberamente in lungo e largo nella propria città e negli altri paesi all'interno della propria regione? Non capisco. Leggete:

 Resta l’autocertificazione

«E' chiaro – ha sottolineato a questo proposito il premier – che nel momento in cui il regime degli spostamenti resta limitato dovrà rimanere l'autocertificazione che è uno strumento rapido: basta compilare un semplice foglio. 

Questo però è indicativo del fatto che questo nuovo provvedimento non sarà un via libera per tutti, non possiamo permetterci di dire si esce liberamente. Comprendiamo che questo regime restrittivo è limitante, ma deve esserci un motivo per spostarsi».

26 aprile 2020

IN GERMANIA IL VIRUS NON FA PAURA. IN ITALIA E' UN CAPRAVIRUS

Nel sito Italiani Nel Mondo, viene riportato l'articolo tradotto del New York Times che spiega come mai in Germania siano morte poche persone rispetto al resto del mondo, Italia in primis.

I motivi sono facili da intuire.

1 - i medici vanno a casa dei contagiati e controllano le loro condizioni;

2 - sono state testate molte più persone;

3 - si è intervenuto in tempo, aumentando quindi le probabilità di sopravvivenza/guarigione;

4 - l'età media degli infetti è più bassa rispetto a quella italiana (49 anni vs 62);

5 - l'approvigionamento del materiale sanitario è stato effettuato con un'ottima tempistica, dunque ben prima del picco;

6 - ci sono più posti letto che in Italia anche in rapporto alla popolazione;

7 - il personale sanitario viene costantemente testato;

8 - da aprile vengono effettuati test gratuiti su larga scala per scovare i focolai.

In Germania il virus è rimasto così soltanto uno dei tanti virus.

In Italia invece si è trasformato subito in un CAPRAVIRUS!

25 aprile 2020

Quando gli ANGELI dell'ospedale non ti assistono

Questa storia ha qualcosa di clamoroso, anzi, di INGIUSTO.

Un fotografo di nome Andrea, e piuttosto importante visto che lavora anche per il NY Times e Nat Geo, ha perso la mamma malata di Covid-19...

Una delle tante morti?

NO!

Come al solito, di mezzo c'è il CAPRAVIRUS.

Cosa intendo per capravirus?

Per capravirus intendo non certo sminuire il virus, quanto invece denigrare il comportamento di tanti italiani, in primis quelli che appartengono alle Istituzioni e al Sistema Sanitario Nazionale.

Questa storia ci parla di una donna di Milano che, nonostante l'età, continua a lavorare come receptionist e proprio nel luogo di lavoro si è ammalata a causa del via-vai incessante e quotidiano di persone proveniente da ogni parte d'Italia e del Mondo.

Come tante altre persone nel periodo che intercorre tra l'inverno e la primavera, non si sente molto bene, ma la febbre non è alta. Per cui non si preoccupa, proprio come vuole il suo carattere.

Il figlio, invece, che per lavoro e non solo legge molto a riguardo di questo nuovo virus, si preoccupa e le dice di contattare il 118, di non uscire, ecc.

Ma, cosa dicono i nostri "angeli"?

Le dicono che, non avendo una febbre alta, non deve essere visitata e portata in ospedale.

In piena emergenza, in Lombardia, se dici di stare male e di essere preoccupato/a di esserti preso il virus, DI TE SE NE FREGANO. Certo, c'è la scusante dei tanti malati e pazienti, ma loro, i nostri "angeli" sono lì apposta. E invece niente, la donna è costretta a RIMANERE A CASA nonostante una TOSSE che il figlio ricorda tutt'ora, una tosse molto forte, mai sentita prima.

Finalmente i sanitari si decidono qualche giorno dopo, a causa non della tosse ma della febbre che nel frattempo era schizzata a 40°, di portarla in ospedale.

Ma è troppo tardi. Non ha scampo. Muore ingiustamente, lo dico perché sono convinto un intervento precoce l'avrebbe fatta sopravvivere...

E questa, per oggi, è la SECONDA STORIA TRISTE DI MALASANITA' AI TEMPI DEL CORONAVIRUS.

Mi vergogno di essere ITALIANO!

Il Covid-19 lo prendi in ospedale

Migliaia di persone si sono ammalate di Covid-19 nelle case di riposo e negli ospedali.

Molte di esse sono purtroppo morte, come il padre di un ragazzo della provincia di Torino, che entrò in ospedale per un intervento chirurgico, perfettamente riuscito, ma che nonostante ciò, non si sa perché, si ammalò di Covid-19 dovendo rimanere decine di giorni lì, ovviamente in un altro reparto, per poi... MORIRE!

Immagina di entrare in un ospedale qualunque (nel civilizzato ed industrializzato NORD) per portare a termine un percorso di cure lungo, complesso, faticoso. Immagina che, nel frattempo, un virus qualunque, infetti, uccidendole, migliaia di persone: chiaro, molte di queste erano già deboli, malate, piene di acciacchi, non in perfetta salute; ma tu, se riesci, immagina che tra quelle potrebbe esserci un tuo caro. O tu stesso.

Ti fanno entrare nel reparto – eri in una lista programmata, mica cazzi – dopo averti misurato la febbre, controllato mascherina e gel nelle mani; saluti gli sventurati che ti hanno accompagnato senza poterli TOCCARE, senza baci né abbracci, solo un veloce saluto perché così non prendiamo infezioni in corridoio.Immagina di non poter toccare tua moglie, tuo figlio, tuo marito, tua figlia. Fatto? Ok, bene.

Immagina di entrare in reparto: ti spogliano, ti mettono al sicuro gli effetti personali, ti esortano ad essere tranquillo – col cazzo che sei tranquillo, se poi te lo dicono così, nemmeno ci pensi – ti dicono “la operiamo alle 14, lo dica ai suoi”, poi ti operano, ti svegli 8 ore dopo e ti dicono “la intubiamo alcune ore, non respira molto bene”.
Suona il telefono all’una di notte, è quello di tua moglie: lei risponde: “sì signora sono il medico, suo marito sta bene è qui con me adesso glielo passo, l’operazione è un successo, lo intubiamo qualche ora ma lei STIA TRANQUILLA!! E’ SOLO PRECAUZIONE.

Immagina tua moglie ora, come possa sentirsi tranquilla, rilassata, piena di speranze ed allegria: peccato non possa andare a ballare, per dire…
Immagina di sentirti dire che l’operazione è perfettamente riuscita, che il fegato si sta incanalando, che è questione di giorni, tempo di andare in bagno, mangiare, riprendere le funzionalità generali e via, pronti per tornare a casa.

Invece un cazzo!!, toglitelo dalla testa: dopo due giorni di speranza ed illusioni al telefono con moglie figlio suocera amici, arriva la lieta novella: il secondo tampone è positivo. Il primo era negativo, ma questo è positivo, domani ti mettono nel reparto COVID19.

Ti senti ancora bene? Benissimo. Immagina di sentirti sperso, i medici che riconoscevi, IMPROVVISAMENTE, non li vedi più, gli infermieri – vestiti da astronauti, per loro stessa ammissione – non ti toccano, ti parlano da due metri di distanza (giustamente, ma tu non sai perché); Sicuramente, qualcuno dei medici di turno ti ha detto “guardi il suo secondo tampone è positivo, deve stare qui per curarsi”… Ma cazzo è un tampone? Io ero in un reparto in cui mi coccolavano, dovevo uscire al sabato di Pasqua, dove sono?
Immagina di sentirti così impaurito che ti agiti sempre di più, ti incazzi, ti strappi più volte i cateteri, il sondino gastrico, le flebo, urli e bestemmi come un turco. 

Chiami casa dici “qui mi legano alle sbarre, non mi fanno scendere dal letto nemmeno per pisciare, porco qui porco li; dall’altra parte della cornetta si agitano più di te, inizia un calvario condiviso in cui nessuno vede nulla, sente nulla, non ci sono dialoghi, colloqui con i medici, nessuno ti accarezza, ti rassicura. Passi i giorni nel letto, senza cure se non un antipiretico.

Bello vero? Dai che poi passa. Tu immagini…Nel frattempo, mentre sai di essere IMMUNODEPRESSO, muori di paura, urli e ti agiti ancora, così ti sedano come una bestia, ti tengono buono perché sennò è peggio, ti fai del male. Così dormi sempre, tanto l’unica cosa da fare è aspettare: in questo caso DI MORIRE.
Immagini ancora? o stai iniziando a pensare che potrebbe succederti davvero?

Continua così, immagina pure di perdere le forze, la speranza, la lucidità; non riesci più a telefonare a casa, NON CE LA FAI, NON SEI LUCIDO NON TROVI I TASTI DEL TELEFONO, i tuoi cari non ti sentono più, non ti vedono più, si attaccano alla telefonata dei medici che dicono più o meno sempre le stesse cose: “il signore non collabora, è agitato, non riusciamo a curarlo bene e poi sa, ha avuto tanti problemi prima di finire qui, era già un paziente molto difficile”…

Tu chiami al cellulare di tuo marito e quello squilla a vuoto tutti i giorni, nessuno risponde, così chiami il reparto 3 volte al giorno chiedi di metterglielo in carica, quel cazzo di cellulare, ti arrabbi con il malato dici “come è possibile che non chieda di chiamare casa? che non chieda di me, della moglie, del figlio?!?” Poi, in modo più o meno improvviso, ti dicono che il malato non è in grado di usare il telefono, che la saturazione dei polmoni è calata, che c’è la febbre alta, c’è la polmonite, che lui viene alimentato col sondino e non possono intubarlo per evitargli una prematura dipartita.

Prova adesso, se riesci, ad immaginare come ci si sente, essendo parente di un disgraziato così. Anzi, immagina di essere lui.
Ore 15.49 “Buongiorno, sono la dottoressa tal dei tali, la chiamo dall’area critica, suo padre, come le hanno già detto i colleghi ieri è molto provato, molto malato, sarò sincera: non ci sono più speranze che riesca ad uscirne, purtroppo io temo che non superi la giornata”.
Cioè, quella di oggi?

Immaginati dall’altra parte del telefono. Provaci, dai…
Ore 16,27 “Signor Turchetto, sono sempre la dottoressa tal dei tali, purtroppo il papà è deceduto poco fa. Non ha sofferto, la morfina l’ha accompagnato dolcemente alla fine”.
Ah, è morto?
“Sì. Se riesce, l’aspettiamo entro le 19.30; venga in portineria, le consegnamo noi gli effetti personali del papà, li mettiamo in un sacco”. Certo, grazie dottoressa, ringrazi il personale medico, ci scusi, mio padre era tanto spaventato.
Da morire.

Dal 2 di aprile alle ore 7.50, nessuno – tranne il personale in servizio nei reparti ospedalieri – ha più visto mio padre. Dopo 19 giorni è morto, dopo altri 3 abbiamo visto una bara con il suo nome scritto sopra.

Il corpo, avvolto in un sudario, è stato inserito in un sacco di nylon, poi messo nella bara e sigillato. Come per Cristo, manca l’esposizione del corpo, nessuno l’ha visto, – né lui né gli altri amici del COVID – nessuno può confermare che quella bara lo contenga, tocca fidarsi della burocrazia. La stessa che perde le mail, quella che ci dice di non camminare in collina o al parco ma ci fa morire nei luoghi di cura. Prima o poi, qualcuno dovrà spiegare. Immagino. Ma voi, STATE A CASA».

Una quarantena di violenza


21 aprile 2020

La FASE2 sarà molto dura

Leggete cosa ho trovato su un giornale:

"L'idea è di procedere con prelievi sierologici dando priorità alle categorie più esposte al contagio".

"Progressivamente bisognerà fare un'indagine diffusa sulla popolazione, per SEPARARE chi ha sviluppato gli anticorpi da chi ha un rischio più elevato di contrarre l'infezione".

"Chi ha sviluppato gli anticorpi è più protetto ma potrebbe essere ancora positivo al virus e quindi contagiare gli altri. Queste persone andranno sottoposte anche al tampone e se necessario dovranno mettersi in isolamento, per evitare che i portatori sani asintomatici diventino veicolo di una nuova fiammata dell'epidemia".

La grave accusa di una RSA alla Sanità regionale e alle Protezione Civile

Su La Stampa di qualche giorno fa ho trovato un articolo dedicato ad una RSA piemontese, in cui la dirigente si scaglia contro la Sanità regionale rea di aver complicato le cose, di aver generato la tragedia.

Leggiamo i punti salienti:

"Siamo stati abbandonati in mezzo alla bufera".

"Noi delle RSA non siamo degli ospedali, non dobbiamo gestire le epidemie. Non è colpa nostra se si sono fatti pochi tamponi o se sono venuti a mancare i dispositivi di protezione".

"Assistenti e infermieri hanno protestato, denunciando carenze nella fornitura di materiale di protezione e problemi organizzativi nella gestione dell'emergenza".

"I primi tamponi a 8 degenti sono stati fatti il 9 aprile, al personale il 10 aprile. Il 10 marzo abbiamo fatto la prima richiesta di tamponi all'Unità di crisi regionale perchè un ospite presentava una sintomatologia sospetta, ma non è stato fatto nulla".

Alla fine è venuto fuori che degli 8 degenti sospetti, ben 7 erano/sono positivi!

"La Protezione Civile ci ha fatto 2 consegne di mascherine il 2 e il 10 aprile per un totale di 402 pezzi. Ma molte delle nostre forniture di Dpi di alta qualità, sono state requisite proprio dalla Prot. Civ. nelle settimane scorse. Non è un controsenso? Così ci espongono a denunce per mancanza di protezioni. Ecco perchè il 9 aprile ho diffidato formalmente la Prot. Civ. perchè impedisce le buone pratiche".

Mi sono segnato altri 2 articoli.

Nel primo si parla dei medici di famiglia che hanno denunciato la scomparsa di centinana e centinaia di email inviate da loro al Servizio di igiene dell'ASL Città di Torino. All'interno c'erano le segnalazioni riguardanti pazienti con sintomi da Covid-19 e le richieste di tamponi.

Un modo per lavarsene le mani da parte della Sanità? O si trattò davvero di un problema di server e cose simili? Non si può sminuire la cosa, si parla infatti di ben 500 email al giorno. E a quanto pare il problema è durato settimane.

Il Codacons ha chiesto alla Procura di procedere penalmente nei confronti dei responsabili.

Anche perchè adesso ci sono persone costrette a stare chiuse in casa perchè non sanno se sono ancora positive o meno, dato che nessuno si è palesato per effettuare i test.
Questi ritardi e mancanze possono aver contribuito, secondo il Codacons, all'estensione del contagio, perchè ha chiesto di valutare l'ipotesi di reato di concorso in epidemia colposa.

Nel secondo il caso di un signore di 67 anni che si è ammalato ai primi di marzo a Sauze d'Oulx, in montagna, dove lavorava in un hotel, ma che solo il 18 marzo è andato in ospedale, perchè, ai famigliari, dicevano che solo in presenza di febbre alta o di difficoltà respiratoria qualcuno sarebbe intervenuto. Questo, nonostante il signor Bruno Bruschi fosse diabetico e avesse avuto 2 infarti!

E, a proposito di questo paese, complimenti al sindaco che ai primi di marzo invitava i turisti e gli sciatori a recarsi presso questa ridente località alpina perchè non c'erano casi di coronavirus, per poi cambiare idea invocando addirittura l'intervento dell'esercito.

Chi passa da un eccesso all'altro merita solo di sentirsi dire questo: VERGOGNA!

Attenzione, non finisce qui: ho trovato i casi di 2 lettori che si lamentano il primo di non aver ricevuto risposte per 1 settimana alla sua richiesta di ottenere un tampone di controllo, ma soprattutto di essersi sentito dire che ci sarebbe una direttiva (?) in base alla quale agli asintomatici (ma in questo caso si tratta di un dimesso...) non spetta più questo servizio.

Il secondo, invece, dice di essere in quarantena perchè la moglie, infermiera, è risultata positiva.
Si è isolato per 15 giorni e il 16° l'ASL gli fa sapere che può uscire di casa e alla richiesta di ottenere un tampone, gli dicono che in Piemonte il tampone non viene fatto ai famigliari dei positivi.

COMPLIMENTI!

20 aprile 2020

La Regione Piemonte tarocca IL NUMERO DEGLI ANZIANI MORTI?

La SPI CGIL PIEMONTE fa una gravissima denuncia: la Regione Piemonte avrebbe taroccato i numeri degli anziani morti nei primi 3 mesi del 2020.

Ciò è stato scoperto grazie al numero delle pensioni:

se nel mese di marzo del 2019, in Piemonte, erano state eliminate per decesso 623 pensioni con quota destinata allo SPI (trattenute destinate al sindacato su delega dell'iscritto), quest'anno la cifra è di 1.102.
Secondo la Regione, i decessi per Covid-19 sono 252, come mai? A quanto pare, la Regione avrebbe spalmato su 3 mesi i numeri di morti che sono concentrati prevalentemente in marzo, perchè a gennaio e febbraio, grazie alla mitezza del clima e dell'influenza stagionale, la mortalità ordinaria è stata bassa.

"LA REGIONE HA FATTO UNA SPALMATURA INGANNEVOLE", denuncia la CGIL.

Non finisce qui, infatti i sindacalisti avevano chiesto cosa era stato previsto di fare in queste strutture dove vivono 25.000 anziani, nella maggioranza dei casi pluripatologici. Risposta: NIENTE, perchè sono quasi tutte private. Non c'è stato dunque alcun supporto dei dispositivi di protezione per il personale e, non rispondendo alle richieste di tamponi, si è favorita la creazione di grandi focolai.

GRAZIE CIRIO, GRAZIE FORZA ITALIA (il suo partito)!

MORTI del 2020 inferiori rispetto al 2019 VERO O FALSO?

FALSO!

"I numeri riportati nell’articolo sono sbagliati perché l’Istat ancora non sa qual è il numero complessivo di morti che si sono avuti in Italia dall’inizio dell’anno!
I dati pubblicati dall’Istat in questi giorni sono quelli ricevuti da una parte dei comuni che rientrano nell’Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente).
I comuni Anpr sono quelli che trasmettono i dati all’Istat quasi in tempo reale e sono i 3/4 del totale. Gli altri comuni forniscono i dati all’Istat in modo più lento e ci vogliono 4 mesi per averli elaborati e inseriti nelle tabelle."

"Il dato VERO che emerge è che, in quei 1.689 comuni fino al 3 aprile 2020 ci sono stati 18.337 morti in più rispetto al 2019 (78.555 vs 60.218) e poco di più rispetto alla media 2015-2019 (59.917).
Altro che meno morti del 2019…"

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