16 maggio 2010

Bondianamente parlando siamo viscidi

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(aggiornamento: a Silvio Scaglia sono stati concessi gli arresti domiciliari. Fonte: APCom)

Bondi è inviperito per la sua comparsa attraverso i giornali nel caso Appaltopoli/Tangentopoli2. Ecco gli effetti collaterali, eheh

Infatti, come ci fa notare questo articolo de Il Messaggero, il Ministero dei Beni Culturali (o della Cultura, ovviamente solo una) abbia appaltato dei lavori di restauro necessari agli Uffizi di Firenze, per la cifra di 29 milioni e mezzo di Euro agli "amici della cricca" facendo, come se non bastasse, direttore dei lavori un parrucchiere (che è anche ingegnere, fiuuu).
Apprendiamo dunque che il suo "capo di Gabinetto" Salvo Nastasi, per telefono, dice al famoso Balducci di aver scelto amici/colleghi di quest'ultimo: Mauro Della Giovampaola, Enrico Bentivoglio (entrambi arrestati e rilasciati nei giorni scorsi assieme a Diego Anemone) e Riccardo Miccichè, il parrucchiere.

A Bondi (e questa è satira) che non ha mai visto in vita sua un parrucchiere, gli avranno detto che un coiffeur è uno molto esperto con gli s-calpelli, ed ora eccolo lì fra le statue di Michelangelo.
Riccardo (e questa non è satira, ma una notizia proveniente da un articolo de L'Unità) è "fratello del responsabile tecnico della Giusylenia il cui amministratore unico è Antonio De Francisci, azienda che per ammissione di Giovanni Brusca (interrogatorio del 17 aprile 1997 davanti al pm Ingroia e Lo Voi) risulta tra quelle selezionate dal boss Bernardo Provenzano e indicate in uno dei suoi pizzini.", oltre ad aver già presenziato nei lavori del G8 alla Maddalena.

C'è poco di cui lamentarsi, caro Bondi: in questi giorni è stato appurato che tantissimi lavori sia riguardanti lo Stato (es: G8 Maddalena e Mondiali di nuoto) che singole personalità di esse (ministri, capi forze armate, ecc.), venivano affidati ad una stretta cerchia di professionisti che, grazie alla scusa delle emergenze in cui subentrava con prepotenza la Protezione Civile di Bertolaso alla tanto decantata trasparenza degli appalti, otteneva appunto importanti incarichi in diversi ambiti.

Bondi innocente?
Forse, ma solo perchè avrebbe accettato certe nomine fidandosi dei suoi sottoposti, magari ricevendo pressioni che non può dire, nè dimostrare e se potesse secondo me non ne parlerebbe, per non fare la figura del debole che accetta ordini.

L'unica cosa certa è la sua ira (peraltro giusta dal suo punto di vista):
"Leggo anche oggi il mio nome associato ad inchieste in corso, di cui non ho alcuna notizia [..] Sono esposto in questo modo da circa una settimana, e chissà quanto ancora continuerà questo incivile e violento trattamento, ad ogni genere di supposizioni, di sospetti e di diffamazioni" (La Stampa, 15 maggio 2010).

Oltre all'appalto dato agli amici degli amici, mi ha colpito la lettera della sua compagna comparsa su Il Giornale (dove non compare il suo nome):

"Bondi è innocente: conosco il mio Sandro quasi più di me stessa".
"In una di queste mattine .. mi è tornato alla mente chiaro, limpido, quasi come di fresca lettura, il romanzo Il processo di Kafka. Una storia surreale in cui il protagonista viene accusato, arrestato e processato senza conoscerne mai il motivo .. Credo sia esattamente questo che sta accadendo in questi giorni a Sandro Bondi. È proprio guardando l’espressione incredula del suo viso alla lettura di alcuni quotidiani, che il mio pensiero mi ha condotto a rivivere l’angoscia del protagonista kafkiano vittima di una situazione assurda, con la differenza che quello era un romanzo, mentre noi stiamo vivendo la realtà."

Accusato?
E' in una nota della Finanza.

Arrestato?
No, "vaga" ancora fra il suo Ministero e le sue umili dimore.

Processato?
Senza arrestarlo e senza portarlo in Tribunale sarebbe veramete kafkiano, ma così non è.


Perchè ingigantire la figura di un umile lavoratore (non vorrei dire servo, perchè non è più tempo per questa allegra figura lavorativa) della vigna del Signore Silvio, con un narratore di fama mondiale che ci ha fatto tremare veramente per un sistema insormontabile e inspiegabile e per la fame di potere di esseri indegni di stare al mondo che giocano a comportarsi da Dio?
Non facciamola più grande di quel è che in realtà: Bondi è libero!
Quanto è triste leggere lettere come queste, perchè realizzate da chi, sui giornali, non ha mai scritto niente, pur potendolo fare, su tutte le vere ingiustizie del mondo e anche dell'Italia, tralasciando il fatto che non parla delle accuse, ma è solo una difesa a spada tratta.

C'è chi soffre molto di più perchè in carcere da febbraio e ancora in attesa di interrogatorio e processo.
Sto parlando di Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb.

Sono molti gli articoli che prendono le sue difese, qui sotto alcuni esempi.

"Un tormento senza senso" .. "Una carcerazione così lunga è inaccettabile" .. "Silvio Scaglia non è un criminale." (Pierluigi Celli, Il Riformista)
La carcerazione preventiva può essere un incubo, perchè sicuramente la subiscono anche innocenti, ma come si fa già a dire che sia innocente?
Solo perchè i due sono amici? Scandaloso.

"Perché nei tribunali se ne sbattono del codice di procedura penale? Ormai la custodia cautelare viene usata come deterrente sociale, anticipazione della pena, castigo o espiazione preventivi, quasi una caparra che non verrà restituita a sopraggiunta assoluzione, quando non come forma di pressione (tortura?) per convincere il presunto reo alla connessione-collaborazione"..
"Per ordine dello stesso gip che ha incarcerato Stefano Gugliotta, è ristretto in una cella Silvio Scaglia, consegnatosi spontaneamente alla giustizia, impossibilitato a reiterare il reato di cui è accusato non avendo più ruoli nella sua ex società e che non si capisce come possa oggi inquinare prove di un reato consumatosi negli anni 2003-2007."
(Ubaldo Casotto, Il Riformista);

"C’è un volto della giustizia italiana che fa paura. È quello rivelato dalla pratica costante della carcerazione preventiva che chiude negli istituti penitenziari innocenti e probabili colpevoli prima ancora di un processo e di una sentenza.".. "Katerina Mathas si è fatta sedici giorni di carcerazione preventiva, è stata indicata dai media come una terribile infanticida e poi sia il pm sia il gip l’hanno scarcerata perché non c’erano prove a sorreggere l’accusa."..
"Da fine febbraio Silvio Scaglia è in carcere come un delinquente comune senza che alcun tribunale abbia finora accertato la sua colpevolezza. Probabilmente viene sospettato di non aver rivelato tutto quello che sa, il che conferma che in Italia la carcerazione preventiva è la risorsa estrema dei magistrati per ottenere quella che non è più da secoli considerata in diritto la “prova regina”, cioè la confessione."..
"Il codice disciplina in modo severo le ipotesi di carcerazione preventiva. Invece nella realtà il carcere viene utilizzato come strumento estremo di pressione sull’indagato per costringerlo a confessare il reato di cui è accusato." (Peppino Caldarola, Il Riformista)
Innocenti e probabili colpevoli. Ma ogni tanto i pm e i gip ne azzeccheranno una, spero. Almeno un colpevole ogni due-tre arrestati ci sarà, o no?
Comunque il suo ragionamento non fa una piega (insomma..): se un bambino viene ritrovato morto nella casa dei suoi genitori, lasciamo questi, ovvero i più probabili assassini, liberi di vagare per la città.
Se i tempi della Giustizia sono lunghi, come tra l'altro affermato in questo articolo, non è quindi uno strumento di sicurezza verso i cittadini la carcerazione preventiva?

"Silvio Scaglia e’ in galera da 79 giorni. Solo scriverlo mi fa impressione. Fa impressione perche’, pur non essendo un giurista, mi avevano insegnato che siamo tutti innocenti fino a prova contraria. Il posto giusto per gli innocenti non sarebbe la galera."..
"Non va bene per i ladri di mele, e non va bene per un signore che, fino a prova contraria, in questo Paese ha creato ricchezza, innovazione, e l’unica vera start up di successo nel mondo delle nuove tecnologie che l’Italia abbia saputo produrre."
(Alberto Mingardi, Istituto Bruno Leoni)
Aridaje con sto innocente, e la prossima volta voglio un articolo su un ladro di mele (che come si evince da questo articolo non è un signore) ingiustamente incarcerato, grazie.

"Silvio Scaglia, ex amministratore delegato e fondatore di Fastweb, è stato arrestato lo scorso 26 febbraio nell’ambito di un’inchiesta su una rete di riciclaggio legata alla ‘ndrangheta (la stessa che coinvolse l’ormai ex senatore Nicola Di Girolamo)"
Incredibile, menzionano l'accusa. In questo post de IlPost.it, viene copiato un articolo comparso su Il Foglio che afferma due cose giuste:
"Il Tribunale del riesame presieduto da Giuseppe D’Arma ha rigettato la richiesta di scarcerazione con l’argomento specioso dello stile di direzione di Scaglia, che secondo il giudice aveva una visione aziendale assolutamente accentratrice, quasi al limite del dispotico. E allora? Questa circostanza può tutt’al più essere impiegata per avvalorare l’accusa, in base al discutibile principio del non poteva non sapere, che può essere usato in un dibattimento, ma non costituisce motivo valido di detenzione preventiva."..
"Scaglia non ha patteggiato il suo rientro, quindi non ha diritto che di questo si tenga conto per la scarcerazione. Questo del patteggiamento obbligatorio è l’indizio di una volontà di onnipotenza della procura, che naturalmente non ha riscontro nella legge."
(Il Foglio)

In quest'altro articolo di Caldarola su Il Riformista si cerca di capire perchè Zampolini sia libero, menter Scaglia no. Il primo è al centro di un sistema affaristico, ma non è in carcere perchè "ha collaborato", mentre il secondo, evidentemente, dice il giornalista, "non ha detto ciò che i pm si aspettavano dicesse".

Quante anime belle (e soprattutto buone) che si battono per una Giustizia dal volto umano. Solo ora? Solo adesso? Sì, e per difendere una sola persona (talune volte interessandosi ad altri casi forse per non dare nell'occhio): Scaglia.


Ci pensa Bruno Tinti dalle pagine de Il Fatto Quotidiano a svelarci la disavventura del povero Scaglia.
Per l'ex docente di diritto tributario, come rilevato anche da me, l'innocenza di Scaglia è tutta mediatica: se lo affermano dei suoi amici dai giornali e dalla radio, allora così sarà certamente. Bruno Tinti in questo articolo ci spiega di cosa Scaglia sia accusato e del perchè sia giusta la sua carcerazione preventiva:

"Silvio Scaglia, il grande capo di Fastweb, è detenuto da marzo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale; il ricavato sarebbe stato poi riciclato da altri."..
"La frode consisteva (secondo l’accusa) nell’aver venduto traffico telefonico a inesistenti società, recuperando l’IVA tramite altre società, anch’esse inesistenti, e creando artificiosamente crediti di imposta a beneficio di Fastweb."..
"Tranne Napolitano, tutti d’accordo (Giannino, Celli, S.Craxi, Cicchitto, Maran, Caldarola, ecc., ndb), che SS stia in prigione proprio non va. Naturalmente nessuno si è preoccupato dei fatti, probabilmente perché non li conoscono. Il che non gli ha impedito di accusare i pm di fare uso ricattatorio della carcerazione preventiva."..
"Non è vero che l’associazione a delinquere contestata a SS fosse finalizzata a dichiarazioni infedeli, punite con una pena massima di 3 anni (che dunque non avrebbe consentito l’emissione della misura cautelare); in realtà si trattava di frodi fiscali, punite con una pena massima di 6 anni. Quindi, quando Giannino (Radio24, ndb) accusa i pm di essersi inventati l’associazione a delinquere solo per mettere in prigione SS, che diversamente non avrebbe potuto essere catturato, dice cosa non vera: SS poteva tranquillamente esser messo in prigione anche solo per aver fatto fatture false (questa è la frode fiscale)."..
Per il conduttore Giannino e l'avvocato di Scaglia, il pm ha privato quest'ultimo della sua libertà e di ciò che ha, il che rende l'Italia un Paese incivile. Ma Bruno Tinti afferma invece che ad aver dato l'ordine della carcerazione non è stato il pm, ma il GIP, "perché pensa che le prove che gli presenta il pm sono convincenti".
Come scritto su Il Foglio, non ci sono solo gip e pm cattivissimi, ma altri giudici presenti nel Tribunale del riesame, il Tribunale della Libertà, che hanno mandato indietro la richiesta di scarcerazione.
Veniamo ora all'innocenza mediatica:
"Giannino non lo sa, ma ha riesumato un istituto di antica tradizione giuridica, addirittura risalente al primitivo diritto germanico. In quei tempi la testimonianza non era valutata dal giudice con i criteri che conosciamo noi: sarà vero?, sarà falso? Quello che contava era l’autorevolezza del testimone: se gente importante e potente diceva una cosa, questa era vera, punto."

Appurato che per la frode fiscale e associazione a delinquere la sua carcerazione preventiva sia giusta, l'unica cosa che rimprovero al giornalista de Il Fatto, è il non aver menzionato la motivazione (a mio avviso, oltrechè a quella de Il Foglio, assurda) del Tribunale della Libertà.

Una cosa che trovo insopportabilmente banale, perchè scontata, sono le dichiarazioni dei familiari e amici degli indagati/arrestati: "E' innocente, lo so per certo", e via dicendo.
Digitando su un motore di ricerca la frase "Lo so è innocente", ho trovato queste fastidiose pagine che non ci dicono assolutamente nulla, siccome il verdetto di innocenza lo devono esprimere dei giudici:
"Dell'Utri è innocente, metto le mani sul fuoco", Silvio Berlusconi sul suo amico e collega siciliano. Fonte: Il Corriere della Sera
"La madre mi ha assicurato che suo figlio è innocente", delitto di via Poma. Fonte: Il Tempo;
"Angelo Izzo (il mostro del Circeo, ndb) è innocente", parola dell'amante epistolare Donatella Papi, su Rai uno. Fonte: Xamax;
"Fabrizio Corona è innocente", parola di fan;
Di esempi ce ne sono tanti altri e sono tutte affermazioni inutili per i lettori che vorrebbero essere informati con dati di fatti e non con opinioni così, per ovvi motivi, di parte.

Tornando al caso Scaglia, mi fa piacere, come scritto prima, che ci siano giornalisti che si battono per una giustizia migliore, ma vorrei tanto che lo siano sempre, non solo quando viene accusato ed incarcerato un pezzo grosso, vorrei che ne parlassero in termini generali, anche attraverso saggi e conferenze.
Chi avesse articoli e libri sulla Giustizia scritti da Caldarola e Giannino, me lo faccia sapere, così rivedrò i miei forse affrettati giudizi su di loro.
Al momento rimango della mia idea sul fatto che un ricco imprigionato faccia notizia, mentre il famoso "ladro di mele" di cui prima no (se non quando ripreso durante un pestaggio della Polizia come nel caso di Gugliotta, che comunque non è un ladro, nè un assassino).
Questi giornalisti che sui giornali slinguano coi potenti, dove sono quando onesti lavoratori stranieri vengono rispediti nei loro Paesi d'origine, senza alcuna possibilità di rientrare neanche per un momento nelle loro case italiane almeno per prendere la propria roba?
Questi sono incubi kafkiani, purtroppo reali. Un caso che ho scoperto tramite Facebook (alla faccia di chi pensa sia un covo di terroristi) è questo della signora Lira Akhmetchina, badante russa in Italia dal 2000 e mandata a Mosca, a 2.500 km di distanza dalla sua città natale.

Queste sono le schifezze del sistema italiano e queste ci sono grazie a Bossi (il re dell'oppresso popolo padano) e a Fini (l'alfiere della legalità che vuol dire tutto e niente: infatti essere legalitari non è un pregio, se si rispettano e si legiferano anche le leggi ingiuste).

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