22 maggio 2010

Inter-Bayern, sono commosso

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45 anni fa un 20enne Massimo Moratti assistette, al fianco del padre presidente, alla conquista della Coppa dei Campioni da parte dell'Inter.
L'allenatore Mourinho ha detto di voler vedere ad Appiano Gentile la foto di Massimo con la coppa dalle grandi orecchie al fianco di quella col padre.
Questa continuità patronesca, capitalmonarchica, arricchita da filmati in bianco e nero, mi ha davvero commosso. Una persona così delicata, così dedita al prossimo e all'ambiente, vorrei accarezzarla e dirle che sarò sempre al suo fianco.

A parte gli scherzi, come nell'industria e nella politica, pure nello sport professionistico non si riesce a trovare spazio se non è figli di, perchè laddove c'è professionismo c'è una lobby chiusa e premurosa di mostrarsi insostituibile per farsi considerare necessaria dal popolo che diventa fan di uno o dell'altro, e senza mai cambiare la situazione, per niente.
Il popolo sogna, grazie a loro, di diventare come loro, perchè il sogno di tutti, diciamo la verità, è quello di comandare, spendere e spandere (forse questa è una banalità alla Noemi, scusate). Non sono ancora certo se ciò dipenda dal nostro istinto animalesco o se è un vezzoo culturale, ma probabilmente la verità sta fra i due, perchè se è vero che gli animali devono lottare per mangiare, non farsi sbranare e riprodursi, è anche vero che ci sono quelli che vivono pacificamente assieme e si aiutano.

Noi invece non vogliamo sentirci simili a chi si trova nelle nostre stesse condizioni e, forse perchè plagiati dal mercato, vogliamo mostrarci da un gradino posto più in alto.
Non c'è l'invidia che genera odio verso il potente, ma solo verso le persone comuni, nelle quali rivediamo i nostri difetti.

Se vivessimo in spazi aperti, lontani dai rumori e dalle pubblicità, ci cureremo per buona parte della giornata di gioire delle beltà del mondo, invece costretti come siamo ad ammassarci in un'unica società la bellezza viene riposta dentro i televisori, a loro volta siti dentro migliaia di casermoni che riprendono ciò che avviene in stadi affogati anch'essi nel cemento e nell'asfalto.
Costretti pure a gioire, nei giorni pronti a salutare festosamente l'arrivo dell'estate, per vittorie compiute da altri, perfetti sconosciuti, mentre la nostra vita è immutata, se non peggiorata, soprattutto di questi tempi in cui si riduce il lavoro e lo stipendio, senza il quale non possiamo compiere la nostra attività preferita: accumulare merci da sostituire dopo poche con altre super innovative che faranno però la stessa fine delle prime, e così via. Siamo marionette nelle mani degli industriali e non ce ne rendiamo conto, perchè vittime delle illusioni che loro sanno creare, illusioni di gioia, benessere, velocità, ecc.
Tutte cose smontabili da chi ha ancora un pizzico di umanità.


I giornalisti di questo regime postmonarchico incensano la vita del povero Massimo con le lacrime agli occhi per la commozione dei bei tempi andati, per farci immedesimare in lui e lui in noi (ovvero: siamo tutti figli dello stesso Dio, siamo tutti umani ricchi di emozioni, non è vero che i ricchi sono senza cuore, non dategli addosso poverino, non lo vedete?), continuando ad ammirare questa pagliacciata giocata fra miliardari, tali solo perchè non tentiamo neanche minimamente di cambiare stile di vita.

Inter-Bayern per me vale come Valerenga-Inter Turku o come FC Valletta-Enosis: gente che corre al posto nostro con appiccicati addosso marchi di mega ditta distruttive.

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6 commenti:

Paolo ha detto...

Bravo daniele, uno dei tuoi posts piu belli, Mi è piaciuto il senso del messaggio e condivido totalmente
GIoaimo per la vittoria di perfetti socnosciuti ma a noi toccano le sofferenze e - nonostante l'inter o chicchessia vinca, condita dai loro stipendi miliardari, noi rimaniamo nel nostro status pietoso senza la dignità di una vita decente
CIao!

Dannox ha detto...

eheh purtroppo è così: siamo scimmie ammaestrate e certi tifosi solo scimmie, anche se mi sembra un complimentone..

Paolo ha detto...

...e un'offesa per le povere scimmie:)
ciao

Inneres Auge ha detto...

Il calcio moderno è un modo per tenerci 'a bada'

Anonimo ha detto...

A proposito del tuo pezzo...
un tipo che si chiama augè ha parlato dei tuoi non luoghi tipo il Bernabeu e un altro, credo ,Benjamin ha fatto un librone prima di suicidarsi per sfuggire ai nazi, sul sogno della merce.
Ti facevo più ottimista, alla fine consocordi anche tu sulla teoria del pollaio sprangato.
Saluti,
R. B.

Dannox ha detto...

Grande Augè,
vero amante del profumo della natura, mentre l'umanità rimane pietrificata nelle zozzerie che costruisce con tanto ardore frenetico.