20 maggio 2010

Morto sul lavoro in Thailandia

In Thailandia è morto un fotoreporter italiano, Fabio Polenghi, impegnato da mesi in questa zona dell'Oriente.

Ci lascia a 45 anni mentre stava riprendendo, come altri colleghi di altre zone del mondo, la sanguinosa battaglia di questi giorni fra le "camicie rosse" e l'esercito nazionale.
E' andato lì sapendo di rischiare come già in passato rischiò in altre zone pericolose del Sud-America dove però cercò e trovò la vitalità pacifica di bambini e sportivi (infatti, come dicono gli amici "Voleva essere testimone delle emozioni"; inoltre "Non aveva affatto l'abitudine di battersi per una causa, voleva essere piuttosto un testimone"), ed è morto sul lavoro, è morto cercando di informarci, informare noi italiani, per questo la sua bara merita la bandiera tricolore come quella che avvolge i militari caduti.

Renato Schifani: "In questo tragico frangente tutti noi dobbiamo riflettere sull'importanza fondamentale del lavoro svolto, anche a rischio della propria vita, dai professionisti dell'informazione che, in nome della verità, pagano purtroppo un alto tributo di sangue".

Ecco, quando sfogliate riviste che pubblicano fotografie di guerra, di battaglie, di eventi terribili, pensate al rischio corso da quel fotografo il cui nome magari neanche compare (nei quotidiano no, nelle riviste solitamente sì), pensate che magari in quel momento in cui le guardate con stupore, lui non c'è più e non c'è perchè ha dato la sua vita per i vostri occhi..

Su Kataweb, è possibile vedere alcune sue fotografie in bianco e nero di atleti di colore relativi ad un suo libro che stava realizzando quest'anno: "Steppin out".

Eh no, cara stampa, io non lo voglio ricordare sanguinante a terra, ma con le sue fotografie, grazie.

Link:
"Morire per la fotografia. Chi era Fabio Polenghi" Il Sole 24 Ore
"Muore sul campo il fotoreporter Polenghi" Mediapolitika.com
"Ucciso il fotoreporter Fabio Polenghi" La Repubblica
"Thailandia, muore un fotoreporter italiano" TG3

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