22 novembre 2009

Imprinting (del popolo, dalla culla)

Oggi, in Italia, migliaia di rumeni si recheranno a votare e, ascoltando la notizia tramite un telegiornale (purtroppo a tavola, a pranzo e a cena, c'è questa malsana abitudine, a me avversa), mi ha colpito la frase, banale, di una signora: "Le nostre case sono qua, ma le origini là".

Ovviamente questa frase vale per ogni migrante del presente e del passato, infatti valeva per i nostri che scappavano per l'Australia, il Nord e il Sud America, dal poverissimo Sud Italia fra '800 e '900 (il cui odor di quel motore che ci portava avanti quasi tutti quanti maschi, femmine e cantanti, non è assaporato da chi è sottovento che, in cuor suo, ha solo astio e malcontento. Piccola divagazione faberiana che ben si addice anche ai giorni nostri, dato il divario sempre più marcato fra ricchi e poveri) e per gli attuali giovani che cercano lavori onesti, gratificanti e ben remunerati nel resto d'Europa e a volte del mondo.

Cos'è la Patria? Cosa ci lega al suolo patrio? Perchè nutre in noi sentimenti nostalgici e di purezza?

La Patria è l'insieme di persone che condividono le stesse tradizioni e valori generali facilmente (non richiedono grossi sforzi) condivisibili da tutti. E' inoltre un territorio ben delimitato dove, sembra, solo lì si riescono a trovare dei propri simili. Però, può essere anche un fatto di arretratezza/limitatezza culturale, infatti, varcando i confini, stili di vita e paesaggi non mutano drasticamente ed anche in queste nazioni confinanti si trovano esseri umani degni di questo nome. Cambia solo la lingua!
La Patria è un concetto vecchio, utile per unire milioni di persone contro invasori nemici e per far sì che questi milioni si sentano uniti ogni giorno, anche se i loro valori sono uguali a quelli degli stranieri confinanti. Lo Stato che consideriamo nostro, è tale da un "pugnetto" di anni rispetto all'immensità del tempo infinito dello spazio, del mondo ed anche della storia umana.
Perchè siamo così legati a qualcosa di così recente?
Molti che emigrano, si dicono nostalgici del proprio Paese (non paese), ma più probabilmente lo sono del paesaggio circostante la loro casa d'origine e della presenza di tutti gli amici, parenti e conoscenti.
Uno di Lecce non sentirà la mancanza di Brescia, che magari non ha mai visto. Idem il contrario. Quindi non sentirà la mancanza dell'Italia, ma di Lecce (o Brescia, ecc.).

Ovviamente, in un mondo fatto di veloci viaggi intercontinentali, un mondo aperto a nuovi cittadini, parlare di Patria risulta alquanto anacronistico, eppure sembra che questa (o una limitata parte di questa) viva sempre nel cuore del migrante, anche nel caso sia dovuto fuggire per estrema povertà.
Forse è come la religione: la si repuata vera, unica, e impossibile la sua assenza/inesistenza, perchè si nasce lei attraverso simboli, colori, bandiere, inni, frasi fatte che ci entrano nella mente e ci fanno quasi compagnia, dando un senso alla nostra esistenza.
Ecco, c'è una simbiosi fra ogni nascita umana e la patria e la religione, che infatti ci accompagnano sempre. Se vengono tolte, molte persone si sentono vuote e quasi morte.
Si è come le anatre di Konrad Lorenz che vivono in base a ciò che han visto e che gli è stato insegnato dal momento della loro nascita.

Se nascessi in un luogo sperduto, in una famiglia "ribelle", dove trascorrere la mia infanzia, probabilmente (dico probabilmente perchè non l'ho mai sperimentato) non avrei alcuna concezione di Patria nè alcun desiderio di venerare il Dio venerato dal resto della popolazione del nostro Stato. Avrei solo il desiderio di un mondo senza confini...

Penso che semplicemente ci si adegua, ci si uniformizza e che quindi i valori e le tradizioni siano alla Patria utili e che sia l'omologazione a crearla.


Se, non trovandomi bene nella mia città d'origine, ne cerco un'altra dove poter avere migliori rapporti affettivi e di lavoro, non sentirò mai la mancanza della prima (specialmente se grande e globalizzata, quindi senza segni di riconoscimento diffusi e unici), forse solo rabbia per i momenti infelici che vi passai.
Allora perchè i migranti devono pensare con affetto smisurato al Paese che li ha visti nascere fra enormi sofferenze? Dovrebbero averne solo per le persone care, tralasciando i nomi delle loro (?) nazioni.

"Governare è far credere" (N. Machiavelli)

Non fate le anatre!

PS: articolo stimolato da un video dell'ex prof e scrittore Serafino Massoni

20 novembre 2009

Che eroe!

L'eroe dei 2 mondi, ovvero colui che dal profondo Sud sbarcò a Genova ammazzando un criminal-manifestante (criminale per via dell'estintore che stava per scagliare contro i Carabinieri, i quali però avevano causato quella rivolta, come da sentenza EU), ovvero il ragion-geometra Placanica del reparto anti-sinistri, è stato accusato di aver commesso violenza sessuale su una minorenne di anni 11.

Per fortuna che D'Alema non è stato scelto come Ministro degli Esteri dell'Unione Europa, altrimenti sarebbero giorni buio-pesto per l'ItaGlia!

Ovviamente il Governo Berlusconi ha appoggiato il baffetto-furbetto, d'altronde dopo che questo, 10 anni fa, fece con l'amico di inciuciate Silvio una legge su misura grazie alla quale RTI (proprietà di Berlusconi) avrebbe pagato e paga tutt'ora allo Stato solo l'1% degli introiti per la concessione delle frequenze statali, Silvio doveva ricambiare il favore, ovviamente fallito, perchè nel resto del mondo Silvio Berlusconi in quanto premier con mille processi a carico e alle spalle è davvero visto male, anche da quotidiani economici di destra (anche perchè lui non è liberale, ma è in realtà comunista, raffigurando quasi uno Stato ricco di monopoli, Stato che ovviamente coincide con le sue proprietà. Non son monopoli veri e propri, ma posizioni dominanti sì: nelle televisioni e nell'editoria. Altre grandi imprese nelle banche e nelle assicurazioni...ed ovviamente legifera per noi, è sceso in campo per noi!).

Link:
Placanica accusato di abusi sessuali (La Stampa)

Il governo ha sostenuto con grande determinazione D'Alema (L'Occidentale)
Berlusconi, mister 1% (blog Di Pietro)

Di fondamentale importanza

Balotelli è milanista, ecco il fil rouge che lega le notizie sportive odierne.
Allora Pato è interista? Grandi battutacce nell'etere televisivo.
Di stronzi come lui ne facciamo a meno, siamo già pieni di italiani ignoranti, quindi di un afro-italiano simile che si vanta di andare ai 250 all'ora in macchina (capirai, basta schiacciare un pedale) non ce ne facciamo assolutamente niente. Mourinho, l'allenatore dell'Inter (la squadra dove gli extracomunitari sono gli italiani!), si preoccupa per lui. Per lui??? Ma che si ammazzi, io mi preoccupo per la gente a cui passa affianco! Questo è un criminale da prendere a bastonate!!!

Internet non sta meglio:
nella prima pagina di un famoso portale, ecco il grande dubbio amletico non ammesso ma da me compreso: non è che quel dato partecipante (non mi sovviene il nome) al Grande Fratello sia gay? Sapete, un suo amico ha tolto, da Facebook, tutte le fotografie che li ritraevano assieme...

Ora corro a farmi processare.

Senza futuro

Più il popolo s'impoverisce economicamente e più, anzichè cercare di aiutare il prossimo, diventa egoista, cinico e cieco.

Non basta comportarsi bene e mandare sms per aiutare i malati e gli africani.
Non basta fare la raccolta differenziata a casa propria, se tanto poi si cambiano tv e cellulari con una completa ignoranza su dove e come verranno smaltiti!

Esempio quasi banale ma per me scioccante, sul degrado civico attuale: possibile che per svariati giorni siano rimasti per terra, in un bel parco vicino ad un fiume di Torino, senza alcun problema rifiuti di ogni tipo (sacchetti di carta, di plastica, lattine, bottiglie di vetro, fazzoletti) eppure con la presenza, il passaggio, di varie tipologie di persone considerate "amanti della natura", come pensionati, anziani col cane, giovani con cani, ciclista e corridori?
Certamente chi ci passa una prima volta non può fare niente, perchè sprovvisto sicuramente di guantini idonei, ma considerando che è un parco, come tutti gli altri parchi di ogni altra città, frequentato da "autoctoni", perchè solo io ci son dovuto tornare, da solo, per ripulire?
Se nessuno bada alla pulizia delle zone verdi, cosa ne sarà di tutto il resto?

Massì, infondo chissenefrega, l'importante è laurearsi per andare in un call center e votare Silvio che ci promette un ricco futuro in tivvu.

19 novembre 2009

Gheddafi sciacallo d'anime

Una volta i sultani erano attorniati da decine di concubine, ovvero in termini più brutali schiave del sesso per il riposo del guerriero, ottenute a seguito di conquiste territoriali.
Il leader libico Gheddafi, invece, preferisce attorniarsi di soldatesse, per mostrarsi aperto di mente, moderno e non maschilista, ma...

...ma, come se non gli bastassero i miliardi che lo Stato Italiano inspiegabilmente gli darà per i crimini fascisti, s'è inventato un altro modo per prenderci in giro (eufemismo):
ottenere della "carne fresca" sarebbe troppo facile e ormai banale (basta pagare, per poi non avere nulla dopo l'orgasmo) e allora il leader africano, partner economico del nostro Stato, pagando 100-200 ragazze con una manciata di euro cadauna, compie un'orazione religiosa per rubargli l'anima.
Infatti, a queste ragazze probabilmente senza troppi ideali ("Ma ci sarà anche Silvio??") e con una fede traballante (chissà quante famose collanine con la croce fra le tette), perchè vista sempre più come una convenzione sociale per farsi apprezzare e non per convincimento personale, gli ha parlato di Gesù e dell'Islam, sparando boiate pazzesche (non che le nostre "verità" non siano da meno) nella speranza (o nell'auto-convincimento) di convertirle.

In molte guerre le donne vengono stuprate fisicamente affinchè siano piene di vergogna e vengano poi schifate dalle proprie famiglie e da futuri impossibili mariti. In questo modo si cerca di non far riprodurre determinate etnie.
In questo caso invece, Gheddafi vorrebbe distruggere la nostra civiltà (che in quanto dei consumi e perciò della distruzione e dell'inquinamento non sopporto, ma è sicuramente migliore della sua), convertendo, rubando le anime delle nostre giovani donne che rappresentano il nostro presente ed il nostro futuro.

Uno smacco simile non s'è mai visto e dev'essere punito, specialmente dai nostri compaesani catto-talebani.

18 novembre 2009

Chi è normale?

I trans in tv non vanno bene, perchè non rappresentano la normalità della società.
Questo è il concetto di molti bacchettoni cattolici che, a dispetto di libertari e atei, trovano ampio spazio per pontificare mandando (per fortuna solo mediaticamente) i "diversi" al rogo come da millenni a questa parte.
Se è per questo però, neanche i politici fannulloni, arrivisti e collusi con la Mafia rappresentano la società che invece è in massima parte composta da travet (impiegati), medici, poliziotti, artisti, studenti, elettricisti, ecc.

La persona considerata normale è principalmente quella che vediamo riflessa nello specchio ogni mattina e ad ogni ora del giorno e della notte, cioè noi stessi.
Se noi non siamo succubi e vittime della società, vorremmo che questa sia composta da gente come noi, in quanto noi ci riteniamo per l'appunto normali. Ma molte volte, per non essere esclusi dai giochi (?) della società, ci adeguiamo, venendo educati nel pettinarci, nel vestirci, nel parlare e nel rispettare ben determinati orari.
Siamo normali in quanto rispettosi di voleri imposti da entità astratte.

La visione di altri simili a noi stessi, ci porta a parlare di normalità nella società.
Le folle oceaniche di fronte ai leader del mondo, sono ciò che questi e l'establishment han sempre desiderato.

Perchè, se il mondo alto-locato ci propone 2 leader, noi dobbiamo per forza sostenerne uno e non altri sconosciuti provenienti dal nostro mondo? Siamo così provinciali da credere che la giustezza e la saggezza nascono sempre da menti lontane dal nostro mondo?

Non siamo portati a cambiare
, perciò cerchiamo conferme negli altri simili, mentre ogni diverso recherà in noi un forte disturbo, perchè ci pone di fronte a degli interrogativi introspettivi a cui non abbiamo voglia e tempo di rispondere, insicuri già come siamo.
Il disturbo vale sia per la massa di piccoli borghesi considerati normali (in quanto massa), sia per i trans che, vivendo nel loro mondo chiuso (anche se a volte molto aperto verso politici e vippume vario, ma non per questo aperto ufficialmente, poichè mondo non considerato), si auto-reputano normali, perchè per loro è normale voler e poter cambiare identità e stile di vita.

E' più normale (sic) un uomo che vuole diventare donna (trans), o un uomo che rimane tale, ma che perde la sua sessualità (almeno formalmente) vestendosi da donna (preti, ecc)?

13 novembre 2009

Mafiosi! Ora referendum contro l'amnistia mascherata

Il Governo arcorpiduista ha trovato al suo interno l'accordo per l'ennesima legge vergogna, l'ennesima legge ad personam (19, come ci ricorda Antonio Padellaro, notizia a fondo post), ovvero una legge che riforma la Giustizia cancellando dopo 2 anni ogni processo, non ancora terminato, su reati sotto i 10 anni (stupro, sequestro di persona, corruzione, associazione mafiosa), grazie alla prescrizione dei processi.

I dati sono tanti? I faldoni sono tanti? Ovvero, la mole di lavoro è gigantesca?
Bene, basta lavorare, tutti a casa, compresi i presunti criminali. Questa è l'illuminante idea di Ivstitia del Governo Berlusconi!
Ovviamente questa è una conseguenza che al premier e ai suoi avvocati non interessa, essendo lui sullo scranno per meri interessi personali (e loro lì per lui, non per noi), ovvero per evitare caterve di processi e probabili condanne.


Questa riforma, salvando politici, dirigenti ed imprenditori, i cui processi sono solitamente e notoriamente molto lunghi, non cambierà la vita ai piccoli delinquenti (piccola consolazione e forse ennesima dimostrazione di leggi varata da una Casta) per i quali, invece, i processi sono velocissimi, avendo, i giudici, poche e schiaccianti prove tangibili.
C'è una particolarità in questa legge che forse la renderà incostituzionale. Infatti i censurati (ovvero coloro già condannati per reati passati), a differenza degli incensurati, non avranno diritto al processo brev (come ci spiega qui sotto Bruno Tinti). Eppure, sia i primi che i secondi, durante il processo, prima della sentenza, sono entrambi presunti innocenti e questa legge andrebbe contro gli articoli 3 (per il quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge) e 111 (per il quale tutti i cittadini hanno diritto ad un processo veloce) della Costituzione Italiana.


Contro questa legge vergogna, l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro è pronta a tornare nelle piazza italiane per raccogliere milioni di firme (come successo la scorsa estate per dire no alla Legge Alfano e alla sua immunità per le quattro più alte cariche dello Stato):
"Dal 5 dicembre dobbiamo manifestare per raccogliere firme per un referendum per abrogare questa legge, e contestualmente fare un blocco di disegni di legge di iniziativa popolare per proporre un sistema di processi piu' rapidi" dice il leader molisano (link AdnKronos)


Gli ultimi tre articoli comparsi nel blog del quotidiano Il Fatto Quotidiano sono molto tosti a riguardo e mi preme copiare ed incollare alcune loro parti:


Bruno Tinti
Incostituzionale e pericoloso il processo breve

13 novembre 2009
Censurati e incensurati: la legge non sarà uguale per tutti.

"Berlusconi & C. hanno pensato: un po’ di delinquenti la faranno franca ma non proprio tutti; insomma, io speriamo che me la cavo e per non farla cavare a tutti gli altri ho fatto il possibile.
Forse si sono fatti male da soli.

Il problema di B&C è sempre lo stesso: la Costituzione; e più in particolare quel rompiscatole dell’articolo 3 con la sua assurda pretesa che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge. Sicché, se i cittadini hanno diritto al “processo breve”, come del resto dice anche l’articolo 111 della Costituzione, per quale motivo chi non è incensurato non dovrebbe godere di questo diritto?

L’essere pregiudicati comporta effetti sulla pena (sei proprio incorreggibile, già condannato e continui a delinquere, ti meriti una pena più grave) ma non sul tempo necessario per accertare l’innocenza o la colpevolezza: prima della condanna, un incensurato e un pregiudicato sono entrambi presunti innocenti, non c’è nessuna differenza tra loro.
Dunque un pregiudicato ha diritto di vedersi processato con gli stessi strumenti e negli stessi tempi di chiunque altro; e termini di “estinzione del processo” differenziati sono incostituzionali".

Peter Gomez
Tutti gli uomini di B.: sette avvocati un magistrato e dieci senatori

13 novembre 2009

"Piero Longo avvocato principe del foro padovano, gran maestro (di diritto) di Niccolò Ghedini e difensore di Silvio Berlusconi, per dimostrare che lui è davvero un uomo di parola, non tenta di rallentare il corso delle udienze contro il premier. Le elimina.
Longo è infatti uno dei sette avvocati (più un ex magistrato) che hanno firmato, assieme ad altri dieci senatori Pdl-Lega, il disegno di legge sul processo breve presentato ieri a Palazzo Madama. Sia lui che i suoi colleghi sono dei tecnici del diritto.

Nell’elenco dei firmatari figurano nomi di celebri professionisti:
da Giuseppe Valentino, in passato legale del furbetto del quartierino Stefano Ricucci e del produttore Vittorio Cecchi Gori, fino a quello di Alberto Balboni che a Ferrara assiste anche indagati per tangenti.
Tutti loro, insomma, sanno benissimo quali saranno le conseguenze del provvedimento che vogliono approvare: condanne solo per i poveracci pizzicati in flagranza di reato e prescrizioni a ripetizione per tutti gli altri.

In due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio tutto si prescrive, chiunque se lo potrà permettere andrà in aula a testa alta rinunciando a patteggiamenti e riti abbreviati. E ogni indagato facoltoso avrà un motto solo: resistere, resistere, resistere. Ovviamente al fianco del suo celebre legale".

Antonio Padellaro
Oltre ogni limite

13 novembre 2009

"Basta con l’ennesimo provvedimento ad personam, il diciannovesimo in quindici anni. Basta con i trucchi e con il ricorso a tutti i possibili imbrogli legislativi per consentire l’impunità di un premier che se ne frega di tutto e di tutti. Basta con le leggi che per salvare uno soltanto cancellano centinaia di migliaia di processi. Assicurano la prescrizione a fior di corrotti e corruttori. Basta con il Parlamento svilito, svuotato, usato solo per soddisfare le necessità del padrone.

Possibile che una intera nazione debba essere tenuta in ostaggio da gente simile?"

Link:
Anm: "Con riforma salterebbero 70% dei processi" (L'Unità)

12 novembre 2009

L'immunità parlamentare è ancora presente

Il PDL, oltre ai processi brevi, si fa promotore del ripristino dell'immunità parlamentare.

Questa, agli inizi della Repubblica, serviva per garantire alle opposizioni in Parlamento piena libertà di opinione, potendo infatti la maggioranza legiferare ogni tipo di legge ed essendo la Repubblica comparsa subito dopo il ventennio fascista.

La versione originale dell'articolo 68 della Costituzione prevedeva l'arresto solo nel caso in cui il parlamentare veniva colto nell'atto di commettere un delitto.

Nel 1993, in seguito allo scandalo denominato "Tangentopoli", l'immunità venne soppressa tramite votazione in Parlamento, ma non totalmente, a differenza di ciò che certi esponenti del PDL e giornalisti vogliono farci credere.
Se la più recente versione prevede
la possibilità dell'arresto, oltrechè della perquisizione personale e domiciliare, solo nel caso di una sentenza irrevocabile di condanna, non v'è, per la Giustizia, alcuna possibilità di compiere ciò detto sopra ed altro di entità minore come le intercettazioni, senza l'autorizzazione della Camera nei casi in cui non c'è una condanna.

I parlamentari grazie all'articolo 68 non corrono alcun pericolo ed il caso di Nicola Cosentino (PDL) lo dimostra: i magistrati fanno la richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare, la camera legge i documenti e dopo approva o meno la possibilità di mettere il dato politico parlamentare nelle mani della Giustizia.

Quindi, chi vuole l'immunità totale, o è un criminale o amico di colleghi criminali.

Cosa dovremmo pensare, noi cittadini vogliosi di avere politici parlamentari, quindi nostri rappresentanti, completamente puliti come noi onesti votanti siamo, quando un parlamentare come Margherita Boniver (PDL) afferma che l'abolizione dell'immunità (in realtà l'immunità c'è ancora, lo ripeto, come loro continuerano a ripetere il contrario per convincere il popolo di essere delle vittime dei magistrati "rossi" che, guarda caso, dan fastidio anche ai mafiosi) fu un atto vigliacco?
Come si apprende dal IlVelino.it, "Margherita Boniver, deputata del Pdl, ha presentato una proposta di legge costituzionale per il ripristino dell’immunità parlamentare. Un istituto - spiega l’esponente del centrodestra - che esiste in molti ordinamenti europei, nonché al Parlamento europeo e che rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall'Assemblea di Palazzo Madama nell'ottobre del 1993 in clima di pesante intimidazione. La proposta di legge composta di un solo articolo ripristina un istituto volto a tutelare l'interesse della collettività, prevenendo eventuali condizionamenti del potere giudiziario sullo svolgimento della dialettica politica"

Replica alla Boniver:
C'è poco da ripristinare siccome vengono arrestati solo i condannati e siccome nessun parlamentare subisce processi nel momento in cui prende posto in Parlamento, senza l'autorizzazione della Camera. Ma quante volte, questa, ha detto sì dal 1993 ad oggi? Forza, che lei sembra essere ferrata in questa materia..
Se è presente in varie nazioni (molte? Ci dica l'esatto numero e percentuale, senza giocare col fatto che tanto la gente che la ascolta dalla televisione, ma anche dai quotidiani, non cercherà l'esatto numero e quindi la veridicità della sua informazione, sicuramente faziosa), non lo è in tutte ed è in base a ciò che prevedono le varie Costituzione che il Parlamento Europeo si regola (da Wikipedia:
"Il Protocollo di Bruxelles dell'8 aprile 1965 ha riconosciuto ai parlamentari europei le medesime immunità e prerogative di cui godono gli appartenenti al Parlamento del loro Paese"). Esempio: se in Italia vige, il parlamentare di cittadinanza italiana Caio non sarà processabile, se in Spagna non esiste, il collega Tizio, spagnolo, potrà starsene comodamente a Strasburgo.
Cancellata con atto di vigliaccheria nel 1993? No, fu modificata (non cancellata) dal Parlamento intiero, destra e sinistra unite, quando l'MSI plaudiva a Di Pietro (Gasparri: "Per noi Di Pietro è mejo de Mussolini!")per le sue investigazioni. Nessuno è stato vigliaccio, ovvero nessuno s'è piegato ai voleri di certa magistratura, ma sembra invece che tutti votarono con grande orgoglio.

Link:
Immunità parlamentare. Com'era, com'è oggi (La Stampa).
Chiesta misura cautelare per Cosentino. La richiesta sarà inoltrata alla Camera (Il Messaggero).
Nicola Cosentino vuole imbavagliare Annozero (Il Fatto Quotidiano).
Immunità parlamentare. La Boniver apre la partita alla Camera (Il Velino).
Immunità parlamentare europea (Wikipedia).

11 novembre 2009

I quotidiani e la riforma golpista della Giustizia

Berlusconi e l'avvo-deputato Ghedini (purtroppo il Parlamento è strapieno di avvocati. Chissà se legiferano per il bene nostro e del Paese o dei loro clienti, molte volte anch'essi parlamentari?) avevano ideato pochi giorni fa la prescrizione dei processi (link mio blog), per liberare il primo dalle sue beghe giudiziarie, dopo il fallimento della Legge Alfano, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale (legge peraltro condivisa da ben 6 giudici).

Come se non bastasse già la Legge Ex-Cirielli (ex perchè Cirielli alla fine se ne dissociò), l'invenzione arcoriana dei processi con una durata massima di 6 anni, farebbe piazza pulita di tantissimi processi (infatti la durata media è di 7 anni e mezzo) riguardanti casi con pena massima di 10 anni, quindi reati come la corruzione, la rapina, il sequestro di persona, la violenza sessuale e l'associazione mafiosa.

Si rischierebbe così di rilasciare a piede libero tantissimi criminali (o presunti tali), alla faccia della tanto conclamata "questione sicurezza", grazie alla quale il PDL e la Lega hanno vinto le scorse elezioni.
Liberare persone come politici ed imprenditori collusi con la mafia significa fare un passo indietro, un pauroso passo indietro, se non 10.

Ecco perchè io, seguendo i timori di Marco Travaglio (link video), parlo di Colpo di Stato.

Ora sembra che Berlusconi e Fini (quest'ultimo non in sintonia con le nuove idee del premier) abbiano trovato un accordo (link UltimeNotizie.tv), ma sinceramente non capisco perchè si dica sì ai processi con una durata massima di 6 anni (solo per gli incensurati e guarda caso Silvio lo è, grazie alle amnistie e prescrizioni varie) e allo stesso tempo si dica no alla prescrizione.
I titoli del momento della stampa sono:
"Intesa fra Berlusconi e Fini. Sì a processi brevi, no a prescrizione"
.
Ma per fare i processi brevi non sarà necessario ricorrere alla
prescrizione processuale, la cui "bozza prevede una durata massima di 6 anni dei processi, due anni per grado"?

Torniamo al discorso principale, ovvero golpismo e giornalismo.
Il "colpo di Stato" non sembra essere stato recepito da tutti igiornalisti.
Basta infatti vedere le prime pagine dei principali quotidiani di questi giornali per vedere come la questione sia passata sotto gamba.

Corriere della Sera:
Giustizia. Le condizioni del patto (Lunedi 9 novembre 2009).

Patto, come se in ballo ci fosse solo la solidità della maggioranza e non gravi conseguenze per tutti.
Richiesta d'arresto per Cosentino (Martedi 10 novembre 2009).
Non si parla più di riforme della giustizia e patti vari.
Accordo sul processo breve. Esclusi interventi sulla prescrizione. (Mercoledi 11 novembre 2009).
Ma la prescrizione processuale che vuole processi lunghi massimo 6 anni e poi tutti a casa?

La Repubblica:
Fini: Il Pdl non va. C'è aria di caserma (lunedi 9 novembre 2009).
Sembra che il problema, anche su questo giornale, sia interno e basta.
Processi veloci. Ultimo trucco (martedi 10 novembre 2009).

Trafiletto.
Processi veloci. Via libera da Fini. Il Presidente della Camera: No alla prescrizione breve. (mercoledi 11 novembre 2009).
E i 6 anni?

La Stampa
Giustizia non firmo nulla. Rosy Bindi: no alle leggi che servono al Cavaliere (lunedi 9 novembre 2009).
Solo a lui? Sicura?
Fini e Berlusconi restano lontani sulla Giustizia (martedi 10 novembre 2009).
Giustizia. Compromesso nel PDL. Fini: Una legge sul processo breve (mercoledi 11 novembre 2009).

Il Sole 24 Ore
Accordo sul processo breve. Vertice teso Berlusconi-Fini. Si prepara un Ddl
(mercoledi 11 novembre 2009).

Il Giornale
Il nodo Giustizia. Prime aperture di Fini a Berlusconi (lunedi 9 novembre 2009).
Fini vuole affossare Berlusconi. Alla fine il premier strappa al recalcitante alleato soltanto un disegno di legge che pone un limite di sei anni alla durata dei processi (mercoledi 11 novembre 2009).
Soltanto? La gente muore di fame, muore tra l'altro pure in carcere, e Berlusconi vuole processi brevi e prescrizioni per farla franca (assieme a tanti altri "furbetti" tra cui i malavitosi) e dite soltanto?

L'Unità
Berlusconi dà l'ultimatum: o mercoledì gli alleati firma la prescrizione o sono fuori (lunedi 9 novembre 2009).
Fini: Non siamo una caserma
(lunedi 9 novembre 2009).
Giustizia. Accordicchio tra Fini e premier (mercoledi 11 novembre 2009).
Titolo in basso a sinistra.

Nessuno ha intravisto il pericolo di una legge che ci costringerà a vedere liberi da processi, e da probabili condanne, una miriade di criminali, cosa che comunque accadrà in futuro grazie alla prescrizione processuale (6 anni)? Possibile per i giornalisti tutti si riduca ad una "lite condominiale"?
Possibile che i giornalisti debbano fermarsi solo alla frase del giorno, senza analizzare, se non nelle pagine interne? Le copertine sono importanti, sono viste da tutti, anche da chi in edicola compra altro e sono viste anche dai giornalisti stranieri e dagli internauti di tutto il mondo.

Il personaggio della settimana

Scioccanti le ultime rivelazioni su Nicola Cosentino, esponente del PDL candidato a Governatore della Campania.
Campania, regione che dopo essere stata governata a lungo da Bassolino (PD), è un pò come gli States dopo 8 anni di George W. Bush.
Uomo al soldo dei casalesi a cui deve la sua fortuna grazie ad una marea di voti durante le varie tornate elettorali dopo aver riciclicato i soldi dei mafiosi, uomo che promise ai camorristi un alleggerimento della pressione posta loro dai giudici considerati di sinistra, le famose "Toghe Rosse".
Questo emerge dalle rivelazioni (le prime del 1996) dei pentiti e dalle intercettazioni (link La Repubblica e Libero News)

Quando Berlusconi accusa i magistrati e i giudici di sinistra (senza mai menzionare quelli che accusano e condannano i suoi avvocati, garantendo invece impunità a lui con vari metodi e dichiarazioni stralunate) e quando allo stesso tempo afferma che sconfiggerà la Mafia, cominciate a tremare perchè, dopo aver stretto probabili accordi coi mafiosi per non farsi ammazzare (o per non far ammazzare il figlio, minacciato negli anni '80) è e rimarrà sotto ricatto tutta la vita. Lui continua a dire di non esserlo mai stato, ma è risaputo che dice sempre bugie.

Se è vero che Dell'Utri (condannato a più di 9 anni di carcere per concorso in associazione mafiosa più 2 di libertà vigilata. Link Narcomafie.it) strinse accordi coi mafiosi per ottenere successi elettorali sicuri (al cento pecciento) per Forza Italia, Berlusconi, coi suoi sgherri, rischia grosso nel caso non rispettasse i patti.
E allora ecco che lancia messaggi alla criminalità organizzata colpita dai magistrati "malati di mente" (Link Il Messaggero) o "cospiratori" (link. Con un colpo solo ottiene innumerevoli vantaggi:
1) voti sempiterni dai mafiosi (altro che i voti "rubati" da Prodi nel 2006);
2) potere che gli consente, anche tramite il guardasigilli, di spostare magistrati scomodi
3) opinione pubblica che, non sapendo nulla delle vicende "dellutresche", si stringerà attorno al "povero Silvio";
4) opinione pubblica che, sentendo i successi del Governo (o della Polizia???) contro la Mafia, non crederà alle accuse contro di lui e contro i suoi sgherri e che quindi continuerà a votarlo con piena ed infinita fiducia.

Gianfranco Fini non vuole Nicola Cosentino come candidato.
Mi chiedo perchè, nel caso sia contrario ai politici collusi, continui a rimanere nel PDL.
Ma, si sa, essendo Cosentino il personaggio della settimana, ci si deve riferire solo a lui per ottenere plausi e far finta che tutto il resto che si ha intorno sia lindo e pulito.

Se Fini si smarca, c'è un direttore di un TG, un certo Scondinzolini, ehm no, Minzolini, che fa il gioco di Berlusconi (non a caso da lui scelto proprio per il ruolo di direttore del TG1 pochi mesi fa), : nell'editoriale del 9 novembre 2009 ha attaccato il magistrato Ingroia (dell'antimafia, mica uno che porta le veline a Silvio) per aver affermato ad un convegno dell'IDV (Minzolini è contrario ai magistrati che partecipano ad incontro politici e ai partiti che hanno fra le loro fila dei magistrati. Peccato che anche nel PDL ve ne siano) di essere contro l'immunità parlamentare e di pensare che l'Italia stia correndo grossi pericoli (link Rai.it).
L'intervento di Ingroia, che al TG1 non ha avuto modo di replicare, lo trovato
qui su Youtube.

Se il giornalista più seguito dagli italiani (ma purtroppo non da questi scelto nè direttamente finanziato, come invece accade, almeno in parte, al momento dell'acquisto di un quotidiano, scelto liberamente) fa editoriali contro un magistrato coraggioso, senza menzionare le collusioni mafiose dei politici al Governo, terrà nell'ignoranza tutta la popolazione, la quale verrà spinta ancora una volta a pensare male dei magistrati. Farà, insomma, lo sporco gioco dei Berlusconi e de mafiosi. E' questo che vogliamo? Fatevi un favore: spegnete la tv!