21 giugno 2010

Vaticano contro Saramago

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José Saramago è stato un grande scrittore innovativo, che ha lasciato il segno soprattutto con i suoi romanzi, ma anche con i suoi saggi ("Saggio sulla lucidità").

Avendo vissuto i suoi anni migliori durante l'asfissiante divisione fra fascisti e comunisti, ed essendo persona arcigna, non poteva che schierarsi e lo fece coi secondi.
Tale restò fino alla fine dei suoi giorni, senza cambiare fazione come accaduto invece a molti italiani a cui non potremo rendere onore (anche in senso inverso: penso a Scalfari, Bocca e Fo che da giovani furono convinti fascisti, sostenitori della razza ariana).
Si dice che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Forse è vero perché non si finisce mai di imparare e quindi di mettersi in gioco, ma in un mondo di vip pronti a propagandare il partito del proprio datore di lavoro che scuse miliardi, la sua coerenza va rispettata.

Il giorno della sua morte, avvenuta il 18 giugno 2010, L'Osservatore Romano (il quotidiano del Vaticano) lo ha attaccato per il suo materialismo di stampo marxista, per la sua sterilità teologica (e direi, era ateo) e per aver condannato sempre e solo i crimini della Chiesa e mai, ad esempio, i gulag dei sovietici.
Ma non si può pretendere un senso di giustizia a 360 gradi quando questi accusatori sono i primi a non possederlo (hanno impiegato 1000 anni per scusarsi delle Crociate e della condanna di Galilei e solo dopo decenni di coperture, han deciso di tirare fuori il rospo della pedofilia nella Chiesa).
Inoltre, come scordare che visse nel Portogallo fascista di Salazar, stretto alleato della Chiesa proprio come questa lo fu di altri dittatori di destra in Europa e nel mondo?
Predicavano bontà (giusto per far abboccare i timorati non di Dio ma della morte a cui noi umani, e si badi bene solo noi, dobbiamo porre rimedio sperando che nell'universo ci si un'essere umano superiore che ci faccia continuare a vivere)
a discapito dei legittimi non credenti essendo la religione (tutte quelle monoteiste in particolare) un'invenzione dei patriarchi per sviluppare il patriarcato, una lungimirante idea atta a concedere loro pieni poteri come fossero tanti "dio in terra", poteri sul prossimo simili a quelli posseduti dal "Dio dell'Universo".

Dio
, quello con cui noi europei abbiamo maggiormente avuto a che fare, ha sembianze umane perché
evidentemente è un'invenzione umana, anche a causa della nostra vasta conoscenza che ci porta a non vederlo più nella natura (una volta misteriosa) e anche a causa della nostra ignoranza che non ci permette di raffigurarlo come, ad esempio, una serie di atomi che vagano nell'universo.
Il Dio attualmente venerato dai nostri concittadini è talmente umano da far dire a Saramago "
Il Dio della Bibbia e'
vendicativo, rancoroso, cattivo e indegno di fiducia'', cosa da me subito pensata quando da ragazzino iniziai la lettura di questo libro religioso.

Faccio mie anche questa sua frase:

"Penso che nella società attuale ci manchi la filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo determinato, come la scienza che invece procede per soddisfare i suoi obiettivi. Ci manca la riflessione, pensare, necessitiamo del lavoro di pensare e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte".

Sì, proprio materialista..

Ora che conosco l'astio della Chiesa, lo leggerò con più voglia!

Link:
"Lisbona, ultimo addio a Saramago" Dailymotion

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