23 giugno 2010

Ce lo meritiamo D'Annunzio!

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Maturità 2010 delle scuole superiori.

Oggi (articolo del 22/06/2010) prova di italiano con analisi del testo, tema storico, tema artistico e letterario.
Questi i soggetti:
Primo Levi; le foibe; "Il ruolo dei giovani nella politica: parlano i leader" (scritti di Mussolini, Togliatti, Moro e Giovanni Paolo II); "Piacere e piaceri", da Botticelli a D'Annunzio; "Siamo soli?"; "La ricerca della felicità".

"Piacere e piaceri" è di stretta attualità, infatti porta sicuramente alla mente i piaceri carnali dello scaltro politico Silvio e della giovine ballerina Mara mentre son distesi in un lussurioso giardino con frenetico vulcano artificiale alle spalle.

Grosse risate (giusto per non piangere) invece per il tema sulla politica dove si deve elucubrare sul ruolo dei giovani, ma badando ai leader. Se ci sono dei leader, cosa potranno mai fare i giovani? I leader sono un cancro che purtroppo esiste da quando c'è il Patriarcato con l'unico Dio che in Terra viene rappresentato da un unico leader nei vari settori. E' incredibile, secondo me, che un singolo possa ritenersi superiore alla massa di sottoposti.
Come se ciò non bastasse, di che leader stiamo parlando? A parte Moro, si parla di dittatori o mezzi dittatori: di Mussolini già si sa e ultimamente va di moda grazie ai dvd in uscita con Libero (negli spot si menzionano i suoi discorsi e
gli applausi, complimenti), ma anche di Togliatti coi suoi elogi a Stalin e di G.P.II con le sue amicizie fascisti in Sud-America e col suo ruolo di monarca assoluto del Vaticano (eletto da una stretta cerchia di cardinali, al pari di ogni altro Papa).

Infine mi stupisce come D'Annunzio, quello del super-uomo, sia sempre presente a dispetto di Nietzsche e il suo oltre-uomo. In realtà no, perchè siamo tutti consci dell'ignoranza italica fondata sui pregiudizi e allora teniamoci D'Annunzio, ce lo meritiamo D'Annunzio, schiavi come siamo dei potenti che si credono superiori alla massa.

Insomma, sarebbe stato meglio stare a casa per leggere Nietzsche, Russell, Fromm o altri veri giganti del pensiero.

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