20 giugno 2010

Prova dell'abbondanza

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Quattro giorni fa scrissi un pezzo intitolato "Solita solfa disinformativa" dedicato alla tecnica propagandistica da me denominata "Tecnica dell'abbondanza", riferendomi con ciò all'incessante dispiegamento di forze giornalistiche per rifornire il popolo delle idee dei potenti, come se i loro problemi fossero i nostri.

Se c'era bisogno di una prova, questa ci è stata fornita dal TG1 (giornale televisivo che uso come punto di riferimento per la deformazione della realtà da parte dei mass-media) che ha infierito sui miei e nostri timpani, oltrechè sul sistema nervoso, riproponendoci il discorso di Silvio Berlusconi sulle intercettazioni ("problema" che colpisce i politici, gli imprenditori, i mafiosi e i terroristi) e sul numero di queste: 7,5 milioni tre giorni fa e addirittura 10 milioni un giorno fa.
Inutile dire che non v'è stata alcuna spiegazione nè controbattuta da parte di magistrati e società private che effettuano queste operazioni, perchè l'imprenditore-premier sarebbe stato prontamente sbugiardato.
Se una persona possiede tre utenze telefoniche, se non quattro come può capitare per gli imprenditori, e se questa telefona per i propri loschi affari a tante altre persone, il numero si alza facendo rientrare nel "gruppone" gente intercettata indirettamente.


Berlusconi e i mass-media al suo servizio sono furbi: due giorni fa infatti la sua voce e le sue invettive non sono trapelate (mentre come ho appena scritto tre giorni fa e ieri sì), perchè oltre ad essere impegnato in una riunione europea ha osato affermare che i giornalisti dicono il contrario di ciò che lui afferma.
In questo modo ha cercato di dimostrare che i Tg, i quali riportano ogni giorno come prima notizia i suoi umori, non sono filo-governativi e ciò non è altro che una strizzata d'occhio a chi non appoggia completamente il PDL ("Povero Silvio, in effetti.. Se non fossero vere le sue lamentele, avrebbe già smesso di lamentarsi, no?") e a chi, come lui, è sicuro dell'inesistenza di un regime ( "Sti cumunisti parlano di regime e pericolo per la democrazia, ma l'unico a non poter esprimersi liberamente è proprio Silvio")

In un sol colpo il Tg1 (che rimane, nonostante i cali d'ascolto, il telegiornale più seguito dagli italiani), e assieme a lui sicuramente tanti altri Tg, quotidiani e riviste, è riuscito ancora una volta a far entrare nelle nostre case il finto problema delle intercettazioni (che in realtà sono un imprescindibile risorsa per la giustizia) e quello della stampa anti-governativa e quindi anti-patriottica.

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