15 giugno 2010

Licio, ce l'abbiamo fatta

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Marco Travaglio ci dà una notizia che non mi lascia esterafatto:
Licio Gelli ce l'ha fatta.
Infatti il suo piano contro i magistrati si sta realizzando, anche grazie al ddl intercettazioni in cui compare l’articolo 6-ter che recita così: "Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati".


Alfano si era già pronunciato senza mezzi termini a fine 2009.

Ne avevo parlato il 13 dicembre scorso scrivendo:
"Angelino Alfano invece non poteva esimersi dal proseguire la sua battaglia contro i magistrati che vanno a convegni e in trasmissioni tv (idea piduista), infatti usando la commemorazione di un giovane magistrato morto nel 1990 (Rosario Livatino) e usando il suo carattere, ha fatto capire che i magistrati non devono mostrarsi (secondo Alfano un suo pregio fu quello di lavorare lontano dai riflettori), non devono diventare famosi e importanti per gli italiani.
Senza alcun pudore!
Fossi in un parente della vittima, mi incazzerei parecchio. Usare i morti, per giustificare o per dare un senso nobile alle proprie stupide scelte politiche, è una schifezza!
Ma tanto è morto, non può replicare, e purtroppo non è la prima volta che quelli del PDL si comportano così da infami."

Il 10 dicembre scrissi un articolo/post dal titolo "Afano e i magistrati invisibili"
Travaglio, più moderato, scrive
che "si vuole confondere tutti i giudici, quelli che indagano e quelli che insabbiano, in un unicum grigio e indistinto"; io invece scrissi che "la P2 voleva l'invisibilità assoluta dei magistrati, probabilmente per poterli far scomparire senza apparenti problemi".

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1 commento:

Inneres Auge ha detto...

La P2 ci circonda, assale l'italiano medio che nel suo torpore la fa avanzare...