18 giugno 2010

La sfiga de La Stampa

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Due mesi fa ho scrissi al direttore de La Stampa, Mario Calabresi, una lettera riguardante Obama e la delusione che provavo per il suo operato.

La trovate qui in questo blog.
Riassumendo in breve, ad Aprile scrissi perchè sconcertato da un articolo di un economista che plaudiva alle nuove perforazioni da effettuare fra le "mure domestiche" degli USA.
Ebbi quella reazione (che avrò sempre) perchè conscio dei pericoli e delle devastazioni già subite in passato in quel dell'Alaska.
Il direttore mi rispose poco dopo adducendo come giustificazione a queste operazioni il pragmatismo che però non tradisce l'idealismo.

Fatto sta che non scrisse nulla sui vecchi incidenti e sul pericolo di nuovi le cui probabilità crescerebbero esponenzialmente considerando le difficoltà per il reperimento di nuovo greggio.

Obama può proteggere vaste zone prima minacciate da Bush, ma il pericolo c'è sempre e infatti pochi giorno dopo, ecco il dramma del Golfo del Messico causato dalla noncuranza della British Petroleum..

Sfogliando La Stampa di una settimana fa, invece, leggo la lettera di un signore che propone due Nobel, uno per la medicina e uno per la pace. Quest'ultimo è Horst Kohler, ex presidente della Germania dimessosi a seguito di una sua frase choc che all'incirca faceva così: "Siamo in Afghanistan per proteggere gli interessi economici dell'Occidente". Lo vorrebbe premiare per la sua sincerità.
Il direttore Calabresi risponde dilungandosi sul Nobel, ma non sulla guerra afgana, alla quale riserva solo neanche 3 righe e mezzo in cui dice che non si deve dimenticare di essere lì per combattere Al Qaeda e il regime dei Taliban.

Sarebbe stato giusto ricordare che durante l'invasione sovietica degli anni '80 questi fondamentalisti vennero finanziati dagli USA di Reagan e Bush senior per aiutarli nella loro resistenza anti-comunista (se non ci credete, basta anche solo guardare un film con Sylvester Stallone in cui esalta il coraggio e il dramma di questi), e che forse reagirono con gli attentati negli USA del settembre 2001, come i mafiosi siciliani fecero in Italia nel 1992 e 1993. Oltre a ciò è ipotizzabile, anche se sa di fantageopolitica, una guerra in quella zona per intimorire la Cina, per mostrarle i muscoli, per farle capire che gli USA possono comandare ancora a lungo.

Pochi giorno dopo, però, cosa salta fuori?
La scoperta di vaste miniere di litio ed altri minerali nelle montagne afgane che. Se la scoperta fosse davvero recente si potrebbe parlare di "culo" e di buonafede nell'operazione di guerra, invece sembra che si sapesse già da un pò, ovvero dagli anni '80.

Addio ideali di libertà. E addio ideologie comuniste e anti-comuniste: non esistono guerre di liberazione o di oppressione per ideale e per gioco. Dietro ci sono sempre ragioni molto materiali che fan gola agli imperi (e quindi ai loro cittadini viziati).

Chissà se Calabresi si è accorto di questa sfiga che consta nell'edulcorare una griga realtà di un mondo marcio.

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2 commenti:

Greg Petrelli ha detto...

Nessuno ha parlato invece del Nobel alle madri di Plaza de Mayo. La stampa non ha pubblicato la foto della nazionale albiceleste con lo striscione in sostegno alle madri dei desaparecidos e non ha dato risalto alle dichiarazioni del pibe. Impero mediatico Clarin ?

Dannox ha detto...

Meglio parlare delle vuvuzela :(