16 giugno 2011

Io vado a raccogliere la frutta e me ne vanto

Lite fra precari dello Stato e Brunetta.

Certo, gli insulti non piacciono mai, ma non si può certo pretendere di avere tutti il posto fisso..e poi sai che noia?

Tutti, solo perchè hanno un pezzo di carta, noncuranti dell'enorme diffusione di questo in milioni e milioni di copie, vogliono lavorare con l'intelletto, con le chiappe sopra una bella sedia o magari anche una poltrona e ricevere mensilmente fino a che morte non li leva dai biiiip un bello stipendiuccio.

Che noia, provo più noia io a sentire queste cose che loro nel fare questa vita prevedibile!
Seriamente, è impossibile e insensato che i precari vengHIno assunti con un contratto a tempo indeterminato dallo Stato, impossibile per motivi economici e anche per motivi di numero: nel campo della scuola sono troppi i professori!

Brunetta ha dato una gran bel consiglio: non trovate lavoro? Guardate che lo potete trovare negli anfratti più angusti come nei mercati generali ed ottenere ugualmente dignità poichè lavorerete seriamente e onestamente.
Tutti quanti noi abbiamo dei sogni, ma in qualche modo bisogna pur iniziare e se la noia ci assale non c'è nulla di meglio che compiere un po' di fatica! E poi, cosa ci sarebbe di male nel lavorare con frutta e verdura in mano, magari anche a diretto contatto con la terra e non solo ai mercati generali? Niente, perchè senza chi svolge questo umile lavoro non si mangia... Rifletteteci!

8 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Brunetta l'ha detto perchè è un coglione, vorrei vedè lui a spaccarsi le nocche invece di insultare chiunque.

Sul fatto che siamo poco propensi ai lavori manuali "perchè ce li rubano gli stranieri di merda" sopn d'accordo

Danx ha detto...

ahah

vogliono essere tutti dei bei borghesucci consumatori!

Umberto ha detto...

Danx per una volta non condivido. Qui si fa gioco delle aspettative che un giovane si crea dal momento in cui decide di dedicarsi ad un mestiere/settore che gli interessa. Non credo vogliano essere borghesucci consumatori. Quello che mi salta in mente ad una prima riflessione è la possibilità di avere un tetto e un pò più del minimo per potere sopravvivere. E' davvero difficile ottenere queste garanzie con contratti a progetto o a tempo determinato di un anno/due. Cioè come fai? Poi è vero che ci sono molti che non vogliono sporcarsi le mani con alcuni lavori ma non credo siano la maggioranza. Mio esempio: appena laureato con lode in lingue (non me ne vanto è per farti capire) e l'impossibilità di entrare nel settore che mi interessa. Niente, tutto chiuso e saturo. Con le unghie sto strappando un lavoro di receptionist in hotel dove lavorerò anche la notte a uno stipendio misero ma con contratto a t.intederminato. Sono contento? No, non lo sono ma mi considero fortunato rispetto a chi ce l'ha a progetto.

Danx ha detto...

Per sopravvivere bastano pochissimi soldi per avere un materasso in un tugurio e cibarsi di frutta, magari raccolta.

Danx ha detto...

Sono..siamo..tutti schiavi della società industriale e consumistica che ci vuole fare diplomare e laureare per fare carriera, fare soldi, comprare, consumare, una vita dedicata alla quantità!
Chi vuole un bel lavoro cerca solo di mostrarsi bene di fronte al prossimo che fa parte della sua stessa comunità di zombie!
Per vivere invece BASTA POCO (in tasca) e tanto (in testa), ma quel tanto non te lo dà nè la scuola che io reputo un lager nè il datore di lavoro che reputo l'impersonificazione del capitale, ovvero il nulla!!!

Umberto ha detto...

Aspetta aspetta. Bravo ok, sono d'accordo anch'io. Ma io mi trovavo ad un altro livello di discussione. Ci troviamo in questa situazione e si discuteva di quello. Altrimenti anche io esco i discorsi utopici che mi piacciono tanto.
La lotta contro il precariato è davvero molto importante. Io posso sopravvivere ma non faccio l'ipocrita e dico che non voglio solo questo ma voglio una casetta e dei comfort. Li voglio! Parlo di non patire il freddo, di potere mangiare quanto voglio e di non avere problemi se voglio viaggiare. Purtroppo qui in un commento è troppo difficile farti capire quanto io sia una persona che lotta l'ostentazione dei soldi e l'apparire ma questo è il massimo che posso comunicarti. Questi sono i miei "lussi". Sopravvivere non se ne parla proprio, io voglio vivere bene e stando alle mie umili idee si potrebbe fare.

Danx ha detto...

Uhm ma volendo vivere nel comfort anche se essenziale, non di lusso, si rischia di fare il gioco del sistema.
Una volta, neanche troppo tempo fa, ognuno si costruiva la sua bella casetta, si coltivava l'orto, aveva un laboratorio artigianale, si viveva in piccole comunità dall'aspetto umano e stai sicuro che nessuno era così infelice come gli odierni benestanti!
Bisogna fare il possibile per fuggire da questa società!

Umberto ha detto...

Abbiamo trovato il punto in cui il discorso converge e ci troviamo d'accordo. Detto questo io mi definisco sì un anti-sistema ma non completamente. Ingenuamente credo ancora in una società capitalista completamente riformata, diversa, fondata su regole molto più rispettose. Il discorso si approfondisce troppo per una discussione via blogger, chiudo e ti continuo a leggere dal reader. Saluti! :)