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20 luglio 2010

Aiuto, torna Scajola

Fresca fresca, ecco quest'indiscrezione dell'ottimo Carlo Ruberto sul possibile ritorno di Claudio Scajola grazie ad una leggina passata inosservata che gli consentirebbe di divenire presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare.

Sicurezza? Agenzia per la sicurezza? Ma come, fino all'altro ieri sembrava che le centrali nucleari fossero sicure per loro stessa natura, senza bisogno di controlli (ahah), e ora salta fuori che c'è bisogno di un tot personale di un'agenzia (dove non può mancare un presidente che ovviamente guadagnerà 100 volte più di un tecnico qualunque, gnam gnam)
oltre all'ovvio personale adibito a ciò all'interno delle centrali.

Come già scrissi in passato le centrali nucleari non sono sicure, perchè il personale, i tecnici devono stare sempre all'erta, non si autocontrollano da sè. E in quei Paesi avanzati come la Francia di incidenti ne capitano spesso, anche se di lieve entità: 100 in un anno, figurarsi in Italia dove c'è gente che mette sabbia dentro il cemento e non fa i dovuti controlli sulla sicurezza delle ferrovie..

Tornando a Scajola, cliccate qui

Link:
http://carloruberto.blogspot.com/2010/07/nucleare-senza-vergogna.html

19 luglio 2010

Non si è sacrificato, l'hanno ammazzato

L'estate è terribile: toglie forza ai cittadini comuni, me compreso, ma non ai politici che vivono in ambienti sempiternemente climatizzati e questa sicurezza climatica ben si allea con la loro sicurezza dialettica.
Sanno sempre tutto, compreso il saper mentire.

Oggi è il 19 luglio e si ricordano i 18 anni della scomparsa di Paolo Borsellino, ucciso tramite esplosivo so
tto casa di sua mamma a Palermo.


Sono due le cose che non capisco: perchè continuino a chiamarlo sacrificio e perchè si parli solo di Mafia.

Non è stato un sacrificio perchè, pur sapendo che qualcuno stesse tramando contro di lui, mica si offrì ai criminali con la vana speranza che tutto sarebbe cambiato in meglio, infatti chiunque abbia una minima idea dell'uomo, formatasi attraverso qualche intervista o il suo passato professionale, è conscio del fatto che fu un lottatore che cercò i legami fra i mafiosi, i politici di Roma e gli imprenditori del Nord, quindi non certo uno che potesse decidere di immollarsi rinunciando alla verità.
Spero di essere stato chiaro.


Per il Tg1 venne ammazzato solamente dalla Mafia e nessuno parla di trattative fra pezzi dello Stato e della Mafia, di presenze inquietanti di agenti dei servizi segreti deviati nel castello da cui si vede via d'Amelio e di altri, compreso Contrada, in una barca sul mare appena al largo della città.
Non mi risulta, magari son stato poco attento, che siano stati intervistato Salvatore Borsellino e/o Gioacchino Genchi.

Notate la finezza del Tg1: anzichè parlare del mistero intorno a questa morte, si è subito intervistato Maroni che ha parlato delle vittorie dello Stato contro la criminalità organizzata.
Mi fanno piacere tutti questi arresti di boss delle varie organizzazioni mafiose, ma questa era la giornata giusta per parlare di ben altro, non di cose che già sappiamo e che non ci rincuorano, considerando certe leggi vergogna come lo "scudo fiscale" e la "vendita dei beni sequestrati ai mafiosi".

Stendo un velo pietoso sulle parole dei vari politici. Anzi no, ecco questa "chicca" di Fabio Granata (PDL, ex AN): "Nel governo c'è chi fa di tutto per bloccare la verità su via d'Amelio" (fonte: Corriere)

17 luglio 2010

Considerazioni sul caldo

Beato dio che è morto, almeno lui non deve più soffrire (sto caldo assurdo)..

Ringraziamo il caldo che, campeggiando come prima notizia sui Tg, ha relegato Silvio e le sue farneticazioni da duce in seconda posizione..evvai!

Solo perché sei anziano non devi insegnare ai ragazzi come ci si deve o non ci si deve bagnare, se poi esci alle 15 per prendere il sole sulla crapa..

15 luglio 2010

Berlusconi è l'ultimo nano del Patriarcato

Ogni tanto entro nel sito del Fatto Quotidiano e su Voglioscendere e, giustamente, si parla spesso di Berlusconi e delle sue vicende giudiziarie e delle sue leggi vergogna. Ma c'è un però che potete notare nel titolo di questo post. "Berlusconi è l'ultimo nano del Patriarcato".

Nell'ultimo articolo di Marco Travaglio, "L'innominabile", si parla dell'antiberlusconismo che per alcuni esponenti della cosidetta Sinistra non servirebbe per cacciare il "Caimano" dallo Stato.

Ho appena lasciato questo commento:
"Il problema è che se ci fosse il PD non ci sarebbe un'altra idea di società.
Siamo nel patriarcato moderno col suo turbocapitalismo e andremo avanti così finchè non ci vergogneremo della distruzione da noi ben distribuita in ogni angolo del mondo. Ricordiamoci quindi che i politici son solo dei burattini: siamo tutti servi degli industriali. STOP!
Va bene la legalità, ma anche nella legalità se ne commettono di schifezze spacciate per normalità. Cosa c'è di più triste della normalità? Pensate al matrimonio, tutti lo sognano, ma è una prigione patriarcale..e poi ci si domanda degli omicidi..
Ma voi ora continuate a progettare i vostri bei matrimoni per settembre, eheh
AUGURI!
Ah, si diceva di Berlusconi. Chi potrebbe scagliare la propria pietra contro di lui? Cioè, chi, potendo, non ruberebbe? In questa società, e non solo da quando c'è Berlusconi, non si fa altro che gareggiare a chi accumula di più, quindi.."

Penso che la prima parte di questo commento si possa un pò rifare ad alcuni miei recenti articoli riguardanti la povertà e la solidarietà, siccome è notorio come noi ci sentiamo superiori a quei popoli che vivono in povertà, solo perchè non hanno elettricità, automobili e senza altre cose la cui mancanza, però, li fa vivere in comunità di stampo matriarcali dove tutti collaborano con tutti, dove tutti aiutano tutti e non ci sono i nostri stupidi piccoli nuclei di famiglie monogamiche, dove ogni persona è attiva, non esiste la pensione, dove non esiste neanche la scuola non perchè siano stronzi verso i piccoli, ma perchè non essendoci fabbriche ed uffici si deve essere bravi nel coltivare e nel cacciare. In realtà siamo invidiosi e vogliamo cancellare la loro felicità sfruttando la parola assolutamente faziosa che è "povertà" e poi "solidarietà" che, guarda caso, deriva da un'antica moneta, il Solido.

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2010/06/cose-la-poverta.html

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2010/05/non-sopporto-la-beneficenza.html

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2010/06/solidarieta-dagli-opulenti-egoisti.html

http://italiasenzavalori.blogspot.com/2010/06/la-verita-delle-fogne.html


Uno di questi articoli si chiama "La verità delle fogne" e parlo di come i poveri siano utili a tutti quanti noi che, nonostante i nostri lamenti riguardanti la perdita di potere d'acquisto, il precariato, etc., viviamo fra mille comodità che incorrono soltanto nel farci spendere sempre più soldi e nel farci crescere la pancia da veri obesi e frantumarci le ossa. I poveri, senza di essi non ci sarebbero ricchi.
"Ogni
re deriva da una stirpe di schiavi ed ogni schiavo ha dei re tra i suoi antenati", diceva Platone che considerava anche la possibilità, da parte dei ricchi, di perdere ogni avere, sia per una malagestione, sia perchè si può venire sconfitti in guerre, magari proprio in quelle progettate per rubare tanti bei lingotti d'oro al nemico di sempre.

14 luglio 2010

Un dittatore piegato a 90 è un bravo statista

Era da tempo che volevo parlarne brevemente.
Nel mondo ci sono Stati autoritari governati da sinistri o da destri, ma in realtà sempre di regimi si tratta e questa distinzione serve solo per capire chi sta con gli USA e chi no.

L'Onu negli scorsi giorni è intervenuta per dire la sua contro la legge sulle intercettazioni e i nostri destri se ne sono risentiti, perchè il mondo è pieno di stati illiberali, mica l'Italia che sta vivendo fasi concitate della rivoluzione liberale composta di slogan e studi tv, ovvero di falsità assolute e guadagni immensi per pochi.

Il Giornale non poteva esimersi nel farci l'elenco dei Paesi cattivoni dove i giornalisti rischiano la vita. Vediamo quali:

"L’Italia è il caso. Non la Cina. Non il Venezuela di Chavez. Non la Corea di Kim Jong Il. Non Cuba, che pure ha un posto nel Consiglio dei diritti umani. Non l’Iran, che fino a qualche mese fa bussava per una candidatura. L’Italia."

Vorrei chiedere ai giornalai, ehm, giornalisti de Il Giornale, Libero, Panorama, Foglio e compagnia "bella", anzi piena come le loro pance, perchè non menzionano la Russia (centinaia di giornalisti uccisi dopo il famigerato Comunismo), la Libia, Haiti che, terremoto a parte, è sempre stata ricca di colpi di Stato made in Usa anche nel nuovo millennio, Honduras, che ha subito recentemente un colpo di Stato per mano di un certo Micheletti, orgogliosamente intervistato da Studio Aperto perchè di origine lombarde (mi pare bergamasche) e della cui democrazia gli USA non si cureranno, siccome l'attuale presidente fece tantissimi affari con grandi aziende statunitensi negli ultimi anni, Colombia e altre nazioni del Centro America dove i giornalisti crepano ogni giorno, ma che non compaiono mai "misteriosamente" sui nostri notiziari.

Misteriosamente un corno: l'informazione è di parte e controlla minuziosamente gli abusi commessi in Paesi considerati nemici dall'elite dominante, in modo tale da convincere la maggioranza delle persone del male di quei pochi Paesi, quando molti di più ne commettono, ma di cui non si sa nulla perchè i nostri governanti ed industriali stringono affari coi vari dittatori divenuti statisti.
D'altronde anche noi abbiamo un criminale che si erge a più grande statista della storia della Repubblica Italiana.
..

Colpisce come per i centro-destri il male sia Cuba (che non ha mai bombardato nessuno, ma solamente difeso la Namibia dal Sud Africa negli anni '90), quando è notorio che lì vige un regime per via degli attacchi che gli USA negli ultimi 50-60 han sempre compiuto per rivoltare i governi dei vari Paesi del Sud-Est asiatico e del Centro e Sud America o finanziando i militari, o dei para-militari o intervendo direttamente facendo milioni di morti, direttamente o indirettamente.
Ma come scordare i cubani fuggiti a Miami? Poveri. Peccato siano nella maggioranza dei casi tutti parenti e sostenitori del regime pre-Castro, ovvero quello di Batista. Batista chi? Ehhh già, volete che un dittatore di destra venga nominato sui giornali dei destri obesi con la lingua perennemente colorata di marrone?


Link:

Il declino dell'uomo

Uso di strumenti fine a sè stesso. I mezzi non fanno le rivoluzioni, ma ci consentono solo piccoli atti di ribellione. Molte frasi sono vane e soccombono alla diffusione degli slogan. Le critiche e i fatti negativi vengono riportati senza analizzare le cause millenarie di fondo. La nostra società non va attaccata. I politici sono bambocci e campeggiano sempre nelle prime pagine. Gli industriali burattinai artefici dello sviluppo insostenibile perché quantitativo, della tecnocrazia e del non-senso delle città moderne, invece, diventano dei grandi oppositori.
Se non è un declino questo..


Andate a ritrovare l'umanità, magari leggendo "Il declimo dell'uomo" di Konrad Lorenz o "Descoralizzare la società" di Ivan Illich.

10 luglio 2010

Via il Bavaglio, avanti il Polipone

E io che pensavo che il giorno dopo lo sciopero dei giornalisti, si parlasse della legge vergogna pro crimine e invece...

Invece solo un quadratino.
Con questa mia grafica si capisce meglio:

9 luglio 2010

La Rassegna Stampa sempre sognata da Silvio

Ecco il risultato dello sciopero contro il ddl intercettazioni: edicole ricche di profluvi di elogi e sentenze a senso unico (e povere in fatto di pluralismo), anzichè una degna lotta fra chi si oppone e chi lecca il culo perché abituato da sempre a vivere così.

Niente Repubblica, Unità, Fatto, Stampa, Manifesto e neppure Corriere. Solo Giornale, Libero, Foglio, Padania, Tempo e Riformista (quest'ultimo parla di loggia P3).

Mai sciopero fu più amato da Silvio e dalle sue dubbie compagnie, guardate infatti quanti bei titoli che han cercato di realizzare il sogno di un'Italia a Sua immagine e somiglianza. Guardate che bei titoli tutti da una parte sola, con giornalisti fieri della loro faziosità, della loro lingua a disposizione sempre del più forte.

Libero (per la prima pagina clicca qui):

"Le intercettazioni sono un bavaglio alla giustizia" di Maurizio Belpietro (clicca qui);

"Fini ha 2000 badanti. I fedelissimi scarseggiano, ma si consola coi commessi: sempre di più e sempre più costosi" di Mario Giordano (clicca qui);

"Ma dove vuole andare
(Fini)?" di Franco Bechis;

"Il premier da ragione a Libero: Strumentalizzati i terremotati" di Miska Ruggeri (clicca qui);

"Le radici dell'odio contro Berlusconi. Cinque, stupide, ragioni" di Giampaolo Pansa (clicca qui);

"La Sinistra perde ancora: un giudice di MD in meno tra i togati del Csm" di Gianluigi Nuzzi (clicca qui).

Il Giornale (per la prima pagina clicca qui):

"Ma noi il bavaglio non ce lo mettiamo" di Vittorio Feltri (clicca qui);

"Berlusconi minaccia: Si vota. Senza alcun timore del terzo polo, un progetto destinato a fallire" di Alessandro Sallusti (clicca qui);

"Berlusconi mette i finiani con le spalle al muro" di Adalberto Signore (clicca qui);

"I golpisti mancanti del governissimo"
di Marcello Veneziani (clicca qui);

"Successi politici: Silvio straniero da noi, ma di casa all'estero" di Salvatore Tramontano (clicca qui);

"Bocchino: anima nera che si finge candida" di Giancarlo Perna (clicca qui);

"Gli altri terremotati: tutti a pagare le tasse. Gli aquilani sono scesi in piazza per ottenere le agevolazioni che il governo stava già concedendo" di Guido Mattioni (clicca qui);

"Così lavora la casta. Privilegi dei giudici: 1000 permessi in 6 mesi" di Anna Maria Greco (clicca qui);

"Il Csm va messo a dieta: ci costa 35 milioni" di Santo Versace (clicca qui)

"Più fondi per la polizia. Pagano le assicurazioni" di Gian Battista Bozzo (clicca qui);

"Fiat. A Melfi la Fiom fa prove di sabotaggio" di Pierluigi Bonora (clicca qui)

"Telecom. Ormai si sciopera per un mondo che non c'è più" di Nicola Porro (clicca qui).

Riassunto: Silvio è amato nel globo, Silvio può vincere benissimo anche senza Fini, i giudici sono degli spreconi e pieni di privilegi, i terremotati sono degli ingrati scostumati e chi sciopera non bada alle povere azienducole in rovina.

Il Riformista (per la prima pagina clicca qui):

"Opporsi alle leggi vuol dire saperle cambiare" di Antonio Polito (clicca qui);

"Finiti i pianti anti-finanziaria" di Fabrizio Goria (clicca qui);

"Lodo. Napolitano ha sbagliato. Il Fatto e Il Giornale non la smettono" di S.C. (clicca qui).
I giornali che hanno accusato il PD di aver proposto un emendamento salva Presidente della Repubblica, per Il Riformista non la smettono, quando invece han semplicemente replicato alle accuse del Quirinale;

"Aria di tregua sulle intercettazioni" di Alessandra Da Rold (clicca qui);

"Ecco quanto costano le mancate perforazioni. La Prestigiacomo vuole spostare due miglia più in là le estrazioni petrolifere, ma non cambia il rischio ecologico" di Marco Sarti (clicca qui).

Insomma, una giornata indimenticabile..e non ho elencato gli articoli del Foglio e La Padania. Per ora godetevi questi (io non li ho ancora letti tutti, ma lo farò).

Con questo caldo fra 48 ore muoio

Sarà il caldo, sarà la legge contro le intercettazioni e il diritto all'informazione e conseguente scioperi dei giornalisti, sarà che ogni giorni spuntano sempre nuovi casi con sempre i soliti noti del centro-destra con le mani in pasta dappertutto, ma oggi mi sento proprio così:

Ma in realtà questa maschera rappresenta certi giornalisti (della Rai soprattutto) che, anzichè parlare dei problemi in cui andranno incontro gli spettatori e loro stessi col ddl alfanesco, ghedinesco e piduista, han pensato bene di mandare in onda un'edizione limitata dei Tg, ovviamente senza mai fiatare, nei giorni e nei mesi scorsi, sulla gravità della sopra citata legge.

Oggi sciopero dei giornalisti e dei quotidiani e Tg in edizione ridotta, cosìcchè i pubblicitari, le aziende, saranno più felici perchè si venderà meglio a un pubblico anch'esso più felice.
Quotidiani in edicola? Zero? No-no, ce n'erano. Tutti i filo-berlusconiani come Il Foglio, Il Giornale, Libero, Il Tempo. Ah, pure la Padania che 12 anni fa chiedeva a Berlusconi se era un mafioso o meno. Quindi si aggiunga La Padania.
Finito? Ma va là. Pure Il Riformista che, vabbè, è degli Angelucci, amici di Silvio, quindi è assurdo che molti pensino sia un giornale di intellettuali vicino al PD.

Sono due le cose buffe:
chi non sciopera, afferma di aver fatto uscire il giornale perchè trova assurdo mettersi il bavaglio ancor prima della comparsa della "legge-Bavaglio" sul gazzettino;
chi sciopera lo fa per mostrare come potrà essere un futuro prossimo in cui le edicole saranno sprovviste, causa multe assurde, dei maggiori quotidiani che osano pubblicare notizie di indagini in corso. Sarebbe stato meglio invece far uscire i giornali, ma listati a lutto come proposto da Travaglio.

E i blogger che dovrebbero dire?
Io dico: "Attenzione, con questa legge rischiamo di dover pagare salatissime multe, nonostante per noi non sia una professione, se non rettifichiamo certe notizie entro 48 ore".
Questo è un attentato contro singoli ed inermi cittadini che, se è vero che a volte scrivono notizie non accertate, è anche vero che sono pochi i lettori che usano un singolo blog per informarsi, a differenza dei telespettatori piantati o sul TG1 o sul TG4 che, da quel che mi risulta, non hanno mai ricevuto multe per notizie censurate, date a metà, girate e rigirate come frittate e che, infatti, continuano imperterriti a disinformare facendo il gioco dei potenti.

Link:

Marco Messeri in "L'opinione", da Avanzi - Youtube

7 luglio 2010

Ma quali picchiatori fascisti!

Li abbiamo voluti sdoganare..e allora di che lamentarsi?

Oggi in Parlamento Barbato (IDV) è stato preso a pugni da due esponenti del PDL, ovvero Marsilio e Rampelli.

Si parla di aggressione fascista, infatti, come avevo pensato, sono proprio "ex" fascisti, entrambi ex di AN e con un passato nel Fronte della Gioventù (divenuta poi Azione Giovani).

Motivo?
Durante il voto della "legge Meloni" sulle comunità giovanili, Barbato ha insultato Barbara Saltamartini, anch'essa del PDL, accusandola di essere camorrista e invitandola ad andare e a coccolare il presidente Berlusconi, per la signorina una chiara allusione sessuale, anzichè stare in Aula.
Lei si è inviperita e in sua difesa sono accorsi i due di cui sopra che sono riusciti a raggiungere, calpestando cose e persone, l'onorevole dell'IDV, finito poi in ospedale per malori.
Zazzera dell'IDV, invece, afferma che sia stata lei ad insultare Barbato.
Dal blog di Massimo Donadi (IDV):
"
Barbato esprime un parere sul disegno di legge in questione, quello sulle nuove comunità giovanili del ministro Meloni, solo un’opinione, espressa con parole in alcun modo offensive; ma tanto basta a scatenare l’ira furente di alcuni deputati del Pdl, che non trattengono le mani e si lasciano andare a calci, spintoni, senza più capacità di controllo, mossi da una folle foga distruttiva, che invade i banchi dell’Italia dei Valori e arriva perfino a disintegrare il computer dell’onorevole Palagiano, che viene letteralmente calpestato. Una scena inaudita, indegna di un’aula parlamentare, ma in assoluto di una società civile. Pochi istanti bastano a provocare a Barbato un “trauma contusivo della regione zigomatica e all’occhio destro” e una “cefalea post-traumatica”, con il risultato di “15 giorni di prognosi”, dice il referto ospedaliero.

Non sapevo che alle parole si rispondesse con le mani, in "Parla"-mento poi..

Pure Alessandra Mussolini avrebbe rischiato grosso, ricevendo minacce da questi due suoi colleghi di partito, ma Rampelli nega sia le minacce che l'aggressione a Barbato. Lei ha votato contro e come spesso accade s'è mostrata moltro aggressiva nei confronti delle scelte del governo e, per questo, redarguita da questi suoi "ex amici" perchè ragiona troppo con la sua testa.
.

Ma penso che pure Marsilio sia estraneo a questo vile attacco da squadraccia fascista, infatti il 22 giugno espresse solidarietà a due ragazzi romani di Giovane Italia aggrediti di notte da gente di estrema sinistra.
Quindi il caso è un mistero che solo Giacobbo potrà risolvere, ma anche no, siccome i misteri son belli fino a quando rimangono tali, e a noi la bellezza piace, eccome se ci piace.

Questa storia insegna che chiunque può sedere in Parlamento, basta pulirsi l'immagine cambiando logo, colore, entrando in un grande partito di massa dove ciò che conta è ubbidire (
molti italiani, da sempre, son molto bravi nell'ubbidire, per questo non penso che si debba parlare di "orgoglio italiano", e il caso della Mussolini insegna) e dove nessuno ti chiede del tuo passato.
Solitamente chi ubbidisce non è portato a ragionare, e i fatti odierni lo dimostrano.

Link:
"Botte alla Camera" Blitz Quotidiano
"Da Saltamarini insulti a Barbato" Virgilio
"Rampelli, un boxeur prestato alla politica" Blitz Quotidiano
"Rampelli: Nessun corpo a corpo e mai minacciato una donna" Iris Press

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Fenomenomale

Oggi, mentre gli aquilani han marciato a Roma per manifestare contro le tasse e i mutui che, nonostante la città ancora a pezzi (proprio come ad Aprile 2009), son ricomparsI, Silvio Berlusconi ha pensato bene di dedicare la giornata a discussioni con i suoi sgherri sul ddl intercettazioni.

E meno male che a Silvio stava tanto a cuore la sorte degli aquilani terremotati con le sue lacrime, il suo dispendio di energie per cercare dentiere, caschi.

Link:
"Iniziato vertice a Palazzo Grazioli" Reuters
"Protesta terremotati L'Aquila: scontri, botte e due feriti" Corriere della Sera
"Aquilani, terremotati e manganellati" Antonio Di Pietro
"Aquilani a Roma: Vergogna!" Leggo

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6 luglio 2010

Piccole considerazioni



Vedo gente senza gambe


Il week-end è un'aberrazione temporale

Le veline barely legal sono cosa buona e giusta


5 luglio 2010

Vorrei fare la politica

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Una ragazza appena uscita da un diplomific..ehm, da una fabbrica di disoccup..ehm, da una scuola dopo aver tenuto gli esami (penso orali) per la "maturità", è stata intervistata da una giornalista del Tg1 per sapere che intenzioni ha per il futuro.

Cosa ha risposto questo genio (del male)?
"Vorrei entrare in politica", sorrisone.

La giornalista, che dalla politica dipende come il suo "direttorissimo", non poteva non felicitarsi di questa scelta.

Peccato non averne spiegato i motivi di questa saggia scelta lavorativa in cui le figure professionali latitano (uh).
Forse le interessano i 12.000 Euro/mese di un consigliere regionale, o forse i 20.000 Euro/mese di un parlamentare? O forse, aspetta, la pensione dopo 2 anni e mezzo e le opportunità di ottenere qualche altra poltrona tramite aziende comunali, etc.?

Ma che se ne faranno mai di tutti questi soldi?
La gente crede davvero che un politico ricco non possa cadere vittima della corruzione?

Se il popolo lo crede veramente, c'è da bastonarlo forte in testa per farlo rinsavire: chi si cerca un lavoro altamente remunerativo è perché è schiavo dei soldi e del possesso (in realtà è lui che viene posseduto dalle cose, dalla roba che gli negano una vera vita) e ogni opportunità per arricchirsi verrà presa al volo. Non c'è limite al desiderio d'incrementare il proprio patrimonio, siccome in questa società è l'unica cosa ritenuta seria ed importante che si lascerà ai figli e attraverso la quale si viene giudicati.

Come ho detto altre volte, i politici devono essere poveri e costantemente spiati, siccome governano le "cose pubbliche" del NOSTRO Paese.

Quant'è banale il mondo e quanto sono prevedibili i giornalisti che realizzano servizi per farci notare quanto la politicia sia ben vista e benvoluta dai giovani!


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Come sono umani

Il caso Brancher (la sua nomina a ministro per salvarlo senza alcuna vergogna da un importante processo, a cui invece ora dovrà partecipare perchè finalmente ha avuto la dignità di dimettersi, ma solo perchè si è sentito sulla "graticola", mica perché è ignobile richiedere uno scudo) mi ricorda qualcosa a cui Berlusconi in veste di premier ci ha ben abituati.

Mi ricorda una tecnica a cui devo ancora affibiare un nome adatto, ma che pressappoco è descrivibile come il proponimento non di leggi ad personam e ad aziendam che passano tranquillamente, ma di leggi vergogna (dure misure repressive o dure misure economiche per sfollati, fasce più deboli e così via - che in questo momento però esistono -, o sanzioni illiberali contro giornalisti - anche queste ora esistono davvero -), la pubblicità di queste come giuste e necessarie e il seguente, dopo sconcertati commenti di altri politici, giornalisti e opinione pubblica, ritiro compiuto assieme alla fatidica frase: "Non ho mai detto nulla di simile, siete voi giornalisti che travisate".

Si propone, senza vergogna, una legge ingiusta per poi ritirarla, ma senza ammettere di aver davvero pensato certe cose, certe misure che si sarebbero tramutate in azioni ignobili.
E' un mix di menzogne, opportunismo, egoismo e soprattutto di cinismo moderno e di viltà, cioè di mancanza di coraggio nell'ammettere ciò che si è realmente (non a caso Berlusconi è il re delle televisioni, ovvero dell'immagine, delle maschere, delle menzogne), infatti quest'ultimo (il coraggio) non è presente e la sua assenza nega la possibilità al capo e/o ai suoi sgherri di ammettere di essere vittima/e di una malattia mentale che li rende assetati di potere e di giustizialismo contro innocenti, la cui unica colpa è di non essere malati come loro.

E' chiaro che la somma di tutte le leggi vergogna presenti e di tutte le idee che non hanno trovato per fortuna sbocco (grazie all'opinione pubblica, grazie alla Costituzione e a chi se ne fa garante), dia come risultato un quindicennio pregno di vomitevole odore di stalla in cui non è mai entrato un filo d'aria.

Il caso Brancher mi ricorda quindi una tecnica da sempre usata da Berlusconi che consiste nel proporre misure scandalose per poi ritirarle, smentendo ciò che affermano i giornali (in realtà smentendo ciò che da sempre bazzica nella sua mente), in modo da accusare giornalisti e politici e fare l'ennesima buonista figura da vittima.

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4 luglio 2010

Leccate invisibili

Se stasera avete visto il TG1 sarete venuti a conoscenza dell'autostrada Pedemontana lombarda (c'è pure quella veneta che con le conseguenti bretelle e tangenziali si avvicinerà pericolosamente e ignobilmente a molte ville palladiane o pre-palladiane e ad altri edifici di pregio storico-archiettetonico, alla faccia del Bel Paese e dei turisti che inspiegabilmente non vengono più in Italì), finalmente oserei dire.

La notiza è buona, infatti parla di un'antica quercia, che verrà salvata, al cui posto il progetto iniziale prevedeva una vasca per le piogge.
I bambini della Brianza si sono uniti e il malcontento s'è diffuso ed ha raggiunto i grigi cuori dei burocrati dello "sviluppo" (sì, di quello industriale e vecchio più di un secolo dell'automobile e delle lingue d'asfalto, che da più di un secolo ci oppressa e ci ammazza) che hanno optato per un cambiamento.


Ci dovremo rallegrare per questa notizia?
Certo, ma considerando che non hanno mai parlato in modo approfondito (a quanto mi risulta) di questa opera pubblica, così come di tutte le altre impattanti (le varie TAV - parlano di trasporti su binari e poi le nuove autostradre abbondano - , Bre-Ber-Mi, pedemontana veneta, autostrada E80/A12 che passerà per Orbetello e fortemente voluta da Matteoli, ministro delle infrastrutture e pure sindaco di questo paese, gnam gnam, etc.), è facile pensare che sia l'ennesimo "contentino" verso politici e imprenditori che campano di asfalto, dato che in questo servizio ci han mostrato la loro bontà.

Attenzione, dunque, a non "supinarizzarvi" per ringraziare questi giornalisti che danno una buona notizia, nascondendone 100 cattive collegata a questa.
Dei giornalisti fantozziani, direi.

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