15 gennaio 2010

Haiti

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In seguito al potentissimo terremoto che ha devastato Haiti, causando centinaia di migliaia di morti e milioni di feriti e sfollati
, abbiamo saputo di come questo sia lo Stato più povero delle Americhe e sinceramente con stupore, data la sua geografia.

Alcuni infatti mi chiedono: "Come mai sono così poveri?", "Come mai non sfruttano la bellezza dell'isola, delle coste, con il turismo?", "Ma Haiti e la Republica Dominicana sono nemici?"
Mi duole ammettere di non saperne nulla: sappiamo di più sulla Luna e su Marte che su centinaia di Paesi di questo nostro pianeta, i cui nomi ci sono vagamente familiari, solo grazie al passaggio di qualche tornado.
La mia è dunque un'accusa al sistema dell'informazione, più dei mass-media che di quella delle piccole associazioni che lottano per aiutare i poveri.

Ora bisogna inviare aiuti, e cercando info su Internet possono fornirvi qualche nome, però mi duole anche vedere giornalisti intenti a farci rattristare il cuore non solo per il disastro naturale, ma anche per la povertà "endemica" di quelle vittime. Sembra, dunque, che dobbiamo inviare aiuti come cibo, soldi e vestiti per questo fattore.
Ricchi o poveri non fa differenza: quando accadono certe tragedie si aiuta e basta!


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Unicef
Organizzazione Internazionale per la Migrazione
Comitato Internazionale della Croce Rossa

Ci vogliamo forse pulire la coscienza togliendoci 5,10 Euro dalle tasche, per poi continuare a ringraziare la globalizzazione per tutte le belle scarpe da ginnastica e cellulari che ci fornisce, pur sapendo che sono costruite/i da minorenni ultra-sfruttati, magari dentro fabbriche d'amianto, vicino a pozze piene di escrementi?
Se schifiamo la povertà, dovremmo unirci, noi consumatori, per chiedere alle multinazionali di non sfruttare l'ambiente e certe condizioni sociali (se in un Paese i minorenni non sono obbligati ad andare a scuola, un'azienda occidentale deve rifiutarsi di assumerli), politiche (non stringere accordi con le dittature) ed economiche (non sfruttare contratti e salari scandalosi, non rovinare la vita ai campesinos, ecc.) giusto per incrementare i propri profitti, ma di andare all'estero per imporre almeno la metà dei nostri standard riguardanti sicurezza, contratti, salari, mentre invece nulla di tutto ciò avviene.

Le multinazionali ci servono per risparmiare. Beandoci del risparmio ottenuto, in questo magnifico mondo colorato con le luci sempre accese, siamo come costretti a pensare che i poveri siano tali perchè non fanno nulla o perchè vivano sotto dittatura. Invece lo sono perchè siamo noi a fare troppo o nulla.
Si dovrebbe tenere alta l'informazione sui vari Paesi dittatoriali o estremamente poveri, ad esempio si pensi allo Yemen, fino ad ora mai sentito prima dal 98% degli italiani, in modo tale da cercare di aiutare sempre le varie popolazioni e non solo nell'ora della disgrazia che richiederà poi maggiori aiuti, rispetto ad una condizione normale.

Aiutiamo Haiti senza doverci impietosire della loro povertà, soprattutto perchè, per noi occidentali, essere poveri significa non potersi permettere un'auto, la consolle e due cellulari, quando senza queste cose si può vivere benissimo (l'abbiamo fatto fino alla metà del secolo scorso).

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