14 gennaio 2010

Mani allungate. Ma anche no

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Se la maggioranza può legiferare senza badare troppo alla minoranza
, tranne quando la prima è traballante per alcuni membri che, smaniosi di protagonismo o bastian cuntrari di natura, possono tradirla nei voti di fiducia, perchè c'è la necessità impellente da parte del PDL di trovare un dialogo col PD?

Certo, senza dialogo non ci sentiremmo cittadini di un Paese civile, ma parte di una campagna assediata da zoticoni carichi d'odio, ma qui i politici al comando confondono il verbo opposizione col verbo odiare, e dovrebbero risentire i loro comizi e le loro dichiarazioni. In questo modo, se gli oppositori criticando odiano, dovrebbero trovare un verbo più forte di "odiare", per le loro parole urlate contro giornalisti, magistrati, politici e liberi cittadini con idee per fortuna diverse da quelle di chi ama venerare un capo e subire ordini.

Il PDL confida che il PD gli allunghi una mano, e ci sono giornalisti come Marcello Sorgi de La Stampa, che affermano che il PD offra un bicchiere mezzo vuoto al PDL.
Siamo sicuri che offra così poco? Il PD, come si sa, s'è detto disposto al dialogo ed essendo il partito dell'opposizione, da esso non si può pretendere asservimento totale, siccome un minimo di dignità dovrebbe pur mantenerla.
Perchè mai, scelte di riforme ideate solo da una parte e che favoriscono solo una parte (anzi, pochi singoli), devono essere accettate in toto e magari pure con gioia dai cosidetti oppositori? Penso che il PD sappia bene che Berlusconi ha sempre avuto il pallino della Giustizia per diminuire i poteri dei PM, da vero Piduista e da vero Craxiano (o da vero criminale, fate voi), allora perchè, se nasce per arginare e magari battere il fenomeno Berlusconi (fenomeno mica tanto, dura da un sacco di anni) i suoi gesti di avvicinamento alla parte avversa, non vengono plauditi?
Abbiamo politici e giornalisti, ritenuti a torto super partes solo perchè non fanno da portavoce del PDL, affermanti che il PD debba abbandonare l'IDV, smetterla di essere intransigente, e così via. Come se fosse obbligatorio, in questo sistema completamente patriarcale ma democratico e libero (?), apprezzare, ammirare e magari venerare il capo, le sue idee e le sue gesta, proprio come l'infallibile Dio patriarcale.

Penso che un accordo sulla "Riforma della Giustizia", essendo alquanto impopolare, debba essere per il potere necessariamente bipartisan, in modo da giustificarlo.

Cosa ci guadagnerebbe il PD con il dialogo, con gli accordi, con la riforma?
Forse quando saremo una vera dittatura col partito unico e il divieto di libertà di stampa e parola, qualcuno di loro potrebbe trovare senza troppe difficoltà un nuovo impiego.

Magari da autista.

Link:
"Gli autisti senatori" La Repubblica

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