16 dicembre 2012

Insopportabili coppiette

L'altro giorno non la sventura, bensì il mio senso dell'amicizia (in realtà non avevo nient'altro da fare, grazie ItaGlia!) e l'alto valore che gli dò, mi ha portato ad entrare dopo tanto tempo in un centro commerciale, a causa degli acquisti natalizi che doveva fare un mio amico.

Oltre alla nausea dettata dall'obbligatorietà del donare degli oggetti, del fare i regali (aaaah, le famose convenzioni sociali!), come se il 25 dicembre si festeggiasse la propria nascita e non invece la nascita di un tipo (che poi anche se fosse il compleanno di tutti quanti noi, perché mai i regali? Nasco e ciò viene ricordato attraverso un libro, un dvd, un telefonino? Che senso ha?!?) che diede il via alla Piovra (la Chiesa), mi è subentrata anche la nausea provoca dalla vista da una quantità immane di coppiette.
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Eh sì, perché finché si passeggia in città si incontrano persone sole o gruppi di studenti e di lavoratori, ma quando si va in questi giganteschi posti di consumo sfrenato e seriale, ecco che ci si deve andare in coppia perché ciò che piace a lui o a lei deve piacere anche alla propria lei o al proprio lui, altrimenti scattano i litigi in casa (aaaah la dolcezza delle famose quattro mura domestiche che se potessero parlare farebbero crepare di vergogna i perpetuatori e lodatori della famiglia monogamica patriarcale).
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Bene, se-se bene, c'era davvero un numero spropositato di coppie uomo-donna (al bando i gaii!), di ogni età e all'incirca di ogni ceto e tutti avevano la stessa espressione.. come dire.. ecco, scazzata.
E allora non poteva che tornarmi in mente una delle mie invettive antisociali, cioè la teoria secondo cui la monogamia è una trovata patriarcale per donare al maschio di turno dei figli che prenderanno il suo nome e non quello della madre, e che da grandi lavoreranno per lui, figli che non sono quindi certo venuti al mondo perché "la vita è bella, la vita è un dono" e altre stronzate che dicono quelli che hanno il prosciutto sugli occhi se non dentro alla testa.
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Ma oltre a deprecare la coppia perché genera scazzo se non odio reciproco, o perché genera figli dicendo che sono il "frutto dell'amore" (bleah, cioè due si amano e deve per forza spuntare un terzo incomodo.., ma perché, che senso ha? Ma quale figlio ha mai chiesto a quella stupida coppietta di venire generato? Non chiamatelo amore, è una semplice riproduzione perpetuatrice di sofferenze che avviene anche fra gli insetti mangia merda), la insulto perché non è nient'altro che il frutto di omologazione.
Ci si accoppia perché si è nati dentro una coppia, ci si accoppia perché si vedono solo tante coppie e non trii perciò quella normalità viene ritenuta acriticamente naturalità e ci si adegua perché tanto tutti sono fissati con il "principe azzurro", l'"anima gemella" e altre boiate simili, per cui tanto vale adeguarsi.. sigh.
Vedere tutta questa gente uguale mi ha portato davvero una nausea che più che definire nauseabonda non saprei come chiamarla, come descriverla, mi sembrava di essere in un film, in un incubo.
L'umanità è una e oltre a dividersi in Stati, religioni, censo, si divide anche per mezzo delle coppiette. Che pena!
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Non è naturalità la coppia, se fosse una cosa secondo natura (e lo è per certi animali, ma non per gli umani), la gente non vivrebbe questa loro condizione da accoppiati come una condanna, cosa ben ravvisabile nel 90% dei volti incontrati.

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