21 ottobre 2016

WE ARE ASOCIAL

Siamo così SOCIAL che per parlare col prossimo, persino coi nostri parenti più stretti e amici più fidati e cari, siamo costretti a ricorrere all'uso dei social network.

Ovvero, dobbiamo possedere computer e/o telefonino.

Dobbiamo sottoscrivere un abbonamento per la connession ad Internet.

Dobbiamo cercare i siti maggiormente usati dalla massa (per la serie: sempre pecoroni, dalla nascita alla morte!).

Oltre a cercarli e trovarli, ci dobbiamo registrare lasciando traccia dei nostri pensieri e della nostra vita. Anzi, altro che traccia, lasciamo proprio la lista di ciò che siamo e tutto va a finire nelle mani di pochissime e grandissime aziende multinazionali che ci forniscono un servizio gratuito.

Gratuito perché usano i nostri dati. Per pubblicità. Il male minore. Ma anche per controllarci assieme ai governi, apparati di sicurezza più o meno noti, ma anche, chissà, eserciti del male (di tutto un po' e anche se così non fosse, ci sarebbe sempre il rischio).

Insomma, siamo così SOCIAL che per parlare e sentirci in compagnia di qualcuno dobbiamo diventare ASOCIAL(I) stando da soli di fronte ad un monitor, monitor che ci succhia la vita e che ci svuota il portafoglio!

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