21 gennaio 2009

Sui bus ed Eluana la lunga mano, non votata, del Vaticano.

Se in Italia quotidiani e TG diffondessero le parole di capi e funzionari di uno Stato straniero come se vivessimo nel loro Stato, o come se loro fossero i nostri capi, e se allo stesso tempo non si potesse esprimere opinione differente, si potrebbe pensare che lo Stato in cui si vive sia una dittatura.

Si potrebbe e si può pensarlo, infatti a Genova sono state vietate le pubblicità (anche se, ovviamente, dietro pagamento!) dell'Unione Atei Agonistici Razionalisti che recavano l'allegra scritta: "La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona che non ti serve" (Fonte: UAAR 1; UAAR 2)

Non offende nessun credente (a differenza di tutte le leggi scritte, e non, che offendono i non credenti - e a volte gli stessi credenti - i quali devono sopportare varie angherie, non ultimi gli interventi del ministro - sigh - Sacconi e dei vari prelati che si scagliano contro la sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro. Notizie: M.Bresso - liberamente eletta dai piemontesi - disponibile ad ospitare Eluana; Poletto invece contro Eluana in Piemonte*) infatti la scritta dice che l'assenza di Dio è una cattiva notizia! Se ci fosse saremmo tutti molto felici, anche perchè molto probabilmente punirebbe chi crea leggi da una religione che certe cose non le nomina affatto...

In Italia i politici, pur non giurando, nel momento del loro insediamento a Montecitorio o al Quirinale, sulla Bibbia, si piegano a leggi "divine" mai pronunciate nè mai scritte (ad esempio dell'eutanasia non se ne parla sulla Bibbia o a tante altre "baggianate"), mentre negli USA il Presidente, pur giurando sulla Bibbia, menziona tutti gli altri credenti e pure i non credenti...Però devo ammettere che è il primo caso nella loro storia. Grazie Obama (Fonte: Il Tempo)!

Nonostante il 90% dei politici (dato a caso ma molto verosimile) sia cattolico e nonostante un buon 80% degli italiani lo sia anch'esso, questi parlano di pericolo di islamizzazione per cui bisogna mantenere le proprie radici cristiane. Ma se i politici son tutti cristiani cattolici che pericolo ci sarà mai?
E non mi voglio neanche dimenticare di citare i giornalisti, i direttori dei telegiornali visti da milioni di persone che vivono in Italia (quindi pure extracomunitari). Ecco le loro dichiarazioni sulla pubblicità atea:
A. Piroso (TG la7): “provocazione prêt-à-porter; è un boomerang, perchè negandone l’esistenza, a Dio si fa solo pubblicità”. (La "pubblicità" gliela fanno lo stesso comunque i fedeli, "pubblicità" che viene sentita da tutti quanti. Se loro fanno questa pubblicità, i non credenti devono ribattere parlando dello stesso soggetto, anche se questo soggetto non se lo sono inventati questi ultimi)
E. Carelli (SKY TG24): “carnevalata l’iniziativa di Genova. Questione trattata alla stregua di uno spot”. (Infatti è uno spot, probabilmente nato dalla necessità di dire chiaramente la propria idea girando per la città, cosa mai osata fare prima. Per quanto riguarda la carnevalata, basta guardare cosa combinano in Vaticano tra abiti da donna su uomini, croci gigantesce e quant'altro)
M. Mazza (TG2): “campagna, più che offensiva, inutile e banale”. (Come fa a saperlo in anticipo? Gli state facendo voi stessi una grande pubblicità. Non può essere inutile parlarne. Molti atei ed agnostici e magari anche molti titubanti indifferenti, ora che conosco la UAAR, potranno trovare altri loro simili)
E. Fede (TG4): “trovata di cattivo gusto. Offende una religione. Atto di cretinismo. Inqualificabile manifestazione di ateismo”. (Una religione? Veramente questo Dio non ha nome, quindi può offendere ogni religione. Cretino sarà colui che crede perchè gli han detto di credere, non chi si pone domande. Inqualifabile? La deve dare un credente la qualifica di ottima o buona manifestazione di ateismo, come se si ponesse ad un livello superiore?)
C. J. Mimun (TG5): “L’idea non piace. Non è così che ci si allinea con altri Paesi democratici. Mi consolerò con le innumerevoli scritte sui muri “Dio c’è”. (Avrà fatto un sondaggio Mimum per sapere che l'idea non piace? Sul sito UAAR.it piace a tutti i non credenti! Negli altri Paesi democratici i bus con la pubblicità atea girano tranquillamente: Gran Bretagna, Spagna, Canada...Beata disinformazione di massa!)
A. Di Bella (TG3): “Credo nei valori dell’Illuminismo e spirito di religiosità laica delle Costituzioni di Francia, USA. Nelle Costituzioni, non sugli autobus! Temi troppo seri per discuterli ad un semaforo”. (Essendo uno slogan non serve per discutere, ma per mostrare che gli atei ci sono e si sono riuniti)
G. Mulè (Studio Aperto): “Campagna offensiva, volgare e blasfema. Italia Stato laico e tollerante, ma questa tolleranza deve avere un limite. Limite che è stato ampiamente superato”. (S.A. si commenta da sè. Cmq...tollerante...)
Ne approfitto, siccome siamo in vena di frasi senza senso contro ogni libertà, di copiare una lettera mandata da un lettore de La Stampa al quotidiano. Il signor Pasquale Rampazzo dice che l'ateismo è stato reclamizzato con inevitabile dispendio di denaro in Europa e anche in Italia dalla Uaar. Non sono stati spesi tanti soldi. Infatti la Uaar ha racimolato fin'ora 20 mila euro circa. Devo forse scrivere quanti soldi spende il Vaticano per le pubblicità televisive per l'8X1000? Si chiede, inoltre, se stia diventando una nuova religione. No, la Uaar è solo un'associazione che unisce atei e agnostici per far sentire la loro voce ad un Governo e, a volte, ad uno Stato che ha orecchie solo per i credenti (cattolici ovviamente). Continua chiedendosi chi saranno i nuovi predicatori, i nuovi missionari, i nuovi vescovi? Chi verrà eletto Papa? Odifreddi o la Hack? Che lo Spirito Santo ci protegga da tali prelati...
Gentilmente non ha usato il punto affermativo, ma 3 teneri puntini, come se stesse sospirando da vecchio brontolone. Anche se un Odifreddi diventasse Papa (mah) degli atei non sarebbe il suo Papa, quindi di cosa si preoccupa? Una religione in più non può che far bene allo spirito del mondo (io non lo penso affatto!), non è vero signor Pasquale? Anche noi prima eravamo pagani, poi siamo diventati cristiani-cattolici! Un Papa di un'altra religione sarebbe un problema dei fedeli di quella, non suo. Un Papa di un altro credo non va contro il suo Papa. Basta, troppa intolleranza.

*Prima ho accennato ad Eluana Englaro. Come ben sapete il Governo non vuol far rispettare la legge dello Stato che si è espressa attraverso una sentenza irrevocabile della Cassazione. In merito a ciò, Carlo Federico Grosso,
professore ordinario di diritto penale nell'Università di Torino, sulle pagine de La Stampa del 19 gennaio 2009, si dice preoccupato della questione in termini giuridici e politici: "la rottura del principio di legalità, l'alterazione degli equilibri fra i poteri dello Stato, l'impressione, soprattutto, che la semplice legittimazione politica ottenuta dal voto popolare si stia trasformando ormai, nei fatti, in strumento di prevaricazione, di sopraffazione, di cancellazione di diritti e garanzie riconosciute dalla legge e dichiarate dai giudici. Se ciò stesse davvero accadendo, se in particolare dovesse diventare prassi di governo, sarebbe la fine dello Stato di diritto" (fonte: La Stampa). Ovvero l'inizio della dittatura dei tanti (stronzi?) sui pochi (onesti?).

1 commento:

Gunther ha detto...

penso che obama di darà delle sorprese in positivo