8 dicembre 2012

Pentitevi. Da che pulpito!

L'arcivescovo di Napoli ha tuonato, verso i camorristi e delinquenti in genere che affollano Scampia: "Pentiteeeviiii non dovete uccidere il vostro simile"

Belle parole, convincenti soprattutto per il tono, per l'energia usata.

Però da che pulpito vengono: è il suo dio, rigorosamente in minuscolo, a creare disparità, infatti in nome di questo bisogna punire e magari uccidere gli infedeli.. eh sì era anche una nostra pratica. E' lo stesso dio, invenzione di una società patriarcale, ad aver creato la convenzione dell'amore monogamico che ogni anno uccide migliaia di donne (nel ruolo di fidanzate e mogli o ex) e un numero inferiori di bambini e uomini.

Proprio oggi è stata diffusa la notizia di una ragazza di Udine uccisa a coltellate dall'ex..

Tornando a Scampia, ma cosa si pretende che cambi con le parole se il paesaggio è quello che conosciamo tutti, se è un ghetto per poveracci? E' ovvio che in tutta risposta a questo degrado, da cui con le buone è quasi impossibile fuggire, ci si inventi criminali per divenire ricchi e finalmente andare via a fare la bella vita.
Purtroppo una volta preso un certo andazzo, è difficile cambiare, perché magari si potrà smettere di uccidere ma non di avere certi comportamenti che vengono appresi fin da piccoli.. l'imprinting è potentissimo e determina la vita futura di chiunque.

L'unica cosa da fare per il futuro, e non solo di Napoli, è smetterla di creare quartieri in base al ceto. Ma è un'utopia.

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