6 ottobre 2014

Mia grande idea sulla POLITICA

No, in questo post non propongo alcuna idea innovativa per realizzare una grandiosa riforma elettorale, no grazie, e comunque mi dispiace (?).

Voglio semplicemente dire la mia sulla truffa del candidato premier.

Quando un ragazzo, un uomo, un ragazzaccio, un truffaldino, un chiacchierone, ambisce al ruolo di premier o anche di governatore o senatore, gira l'Italia realizzando comizi in un estenuante tour.
Parla rivolgendosi al popolo (o al bobbbolo bravo bello e buono, uuuuh), promette un futuro migliore per i pensionati e per i giuovani lavoratori, e la gggente pensa davvero che quel dato politico sia nato e continui a vivere come loro e fra di loro, poi però..

Poi però il tizio qualunque (sì, i potenti scelgono il primo fesso che capita perché praticamente manipolabile e senza coscienza e se ce l'ha figurarsi se è critica) va al governo, finalmente comanda, legifera col suo gruppo col quale ha la maggioranza.

Ecco, cosa succede?
Succede che prima e durante il suo mandato non ha visto solo la gggente, ma soprattutto gli industriali.
Ecco allora che l'articolo 18 diventa una palla al piede e che i 3 principali sindacati devono essere ascoltati soltanto per 1 ora..

Fate prima a scrivere che lo Stato Italiano si fonda sul capitale (oltre che sulla Chiesa Cattolica) e sul comando di pochi magnasghei sulle spalle di tanti lavoratori sfruttati e sempre più sfruttabili.
Ma voi li vedete gli annunci di lavoro? Sempre peggio!
Le aziende cercano solo venditori, siamo proprio un Paese fatto di Berlusconi e Renzi, gente che parla per imbonire le platee, convincerli che andare a votare è una cosa buona bella e giusta, così loro e i loro partiti si intascano milioni e milioni di euro di rimborsi pubblici!
E voi lo prendete in quel posto fregati dai colori, dagli slogan e dai sorrisi.

AH AH AH Bravi fessi, con la faccia schifata da commessi al banco frigo in pieno inverno nel turno notturno e centralinisti in pieno agosto con "ufficio" in scantinato senza aria condizionato e manco una finestra.

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