17 ottobre 2015

CHIUSI IN CASA

Le nostre vite sono ben predefinite già da prima della nostra nascita, infatti una volta venuti al mondo, veniamo molto semplicemente sbattuti dentro la società e in quella che mi "ospita" non c'è alcun vero contatto con la natura.

Più aumentano i manufatti, più l'uomo si sente superiore ad ogni altro essere e ad ogni cosa, si sente sicuro fra i propri oggetti e dentro le proprie costruzioni, siano essere appartamenti, fabbriche, automobili, e sa che queste cose son fatte da lui e che quindi son sicuramente fatte per lui, mentre in natura ci sono i predatori, non ci sono ripari sicuri dal freddo, dalla neve, dalla pioggia, dal fango, ecc.
Per cui c'è una netta separazione.
Quando l'uomo lavora, anche se lavora nella natura lavora in realtà contro la natura, pensate ai giardinieri, ai taglialegna, agli allevatori.. tutta gente che taglia, segrega e ammazza.
Quando l'uomo lavora in maniera borghese negli uffici e nelle fabbriche, la sostanza non cambia, direttamente non lavora contro la natura, ma vive in un ambiente totalmente diverso e delega ad altri la sua distruzione o riduzione in schiavitù.

Si lavora creando merci o servizi, si lavora per incrementare i ricavi e i guadagni, coi figli chiusi 10 ore a scuola o in parrocchia. Si esce da lavora e si torna a casa. Sia a lavoro che a casa non c'è rapporto con la natura, con la terra, infatti ci si ciba, e purtroppo in quantità sconsiderevoli, di cibi impacchettati ricchi di grassi saturi e altre schifezze. Viviamo nell'industria e mangiamo non prodotti della natura, ma dell'industria. Tutto ciò è alienante.

Come se non bastasse anche nel tempo libero la natura non è presente: pochi vanno al mare nudi e in ambienti veramente naturali, la maggior parte dietro ha il panorama degli hotel, poi c'è chi va a Gardaland o Disneyland, c'è chi addirittura passa i suoi giorni libri nei supermercati e nelle discoteche. Alla gente piace rinchiudersi o in casa o in altri posti, appunto, chiusi e totalmente artificiali comparsi da pochi decenni. Chi invece va ad esempio in montagna lo fa per sentirsi superiore, pensate agli arrampicatori e alpinisti... io ho conquistato quella vetta, io ho domato quella parete. Voi cosa? Siete delle formichine, voi salite ma poi dovete subito scendere per tornare a produrre e consumare in città, mentre la montagna non ha bisogno di niente e rimane lassù in alto per migliaia, se non milioni, di anni!

Si lavora per costruire e per incassare, e nel tempo libero si vive (?) per spendere e consumare.

Pensate, io sono nato e tutt'ora vivo in un condominio che odio.
Odio tutti i condomini.
Gli appartamenti sono delle celle con dentro ben poche persone che non comunicano né tra di loro né tra i loro simili posti nelle altre celle. Si, vabbè, ci si scambiano i saluti, ecc., però non c'è mica un rapporto vero, non si fa mai qualcosa, niente, zero assoluto. Eppure continuano a sorgere condomini, perché?
Perché è il modo più facile per farci vivere in città, quindi vicini ad orrendi uffici e fabbriche, dai quali trarre l'illusione della sostentazione, mentre invece non sono altro che luoghi di alienazione, che consentono di pagare l'affitto o il mutuo di queste celle/appartamenti. Qui dentro ci stanno le famigliole con 1 o massimo 2 figli, ma ci stanno anche i single.
Se io non uscissi di casa vorrei proprio vedere quanti verrebbero a vedere se sono ancora vivo. E anche se venissero tutti i giorni, verrebbero solo per dirmi ciao. Come dicevo prima non si fa mai niente. Gli appartamenti come il lavoro servono per isolarci, tutti concentrati su poche cose, badando al nostro ego ma prima di tutto al nostro portafoglio. La vita si annulla, ma anche il conto in banca, infatti quei soldi li spendiamo perché viviamo sommersi dalla pubblicità e da gente, tipo i figli, che si fanno influenzare se non comandare a bacchetta dagli spot tv!
Gli appartamenti servono per isolarci, non farci comunicare, quindi non farci vivere esperienze - non farci vivere! - e per farci spendere e mandare avanti tutte le fabbriche!

Nessun commento: