29 luglio 2010

Verdini. Questa sì che è amicizia.

"Non ho mai scaricato Dell'Utri che è una persona per bene. Non c'è nulla da scaricare e sicuramente io non scarico l'amicizia".

Non è una frase inventata da qualche gironalista fazioso, ma sono parole uscite direttamente dalla bocca di Denis Verdini, il coordinatore del PDL, parole che tutti abbiamo potuto sentire durante una dichiarazione di questo importante politico e banchiere toscano.

L'amizia è come l'amore, altamente pericolosa perché ti mette un velo dinnanzi ai fatti.
Dell'Utri condannato. Embè? E' un amico..

"Di lui mi fido molto, lo conosco da una vita."

Dell'Utri e i mafiosi portati al Nord con i loro miliardi da riciclare, Dell'Utri e i faccendieri portati nei palazzi dei politici del Pdl.
Embè? Se è mio amico avrà fatto tutto ciò per il bene del Paese, d'altronde è notorio che un imprenditore e un mafioso sono due figure altamente professionali che badano al bene comune, no?

Abbiamo una classe politica composta da gente che si fida, non che lavora per scoprire, sapere e cacciare i corrotti, no, questi prendono gli amici e tutti insieme, in allegria, anche se non sempre ostentata ai quattro venti (la cosidetta P3 ne è la dimostrazione), si concludono dei grandiosi affari.
Noi non ci guadagneremo niente, nè materialmente nè in fatto di diritti e cultura, ma neanche il famoso "libero mercato", per cui tanti italioti illusi dal benessere dettato dalla competizione (ossimoro, siccome i cattivoni sanno quasi sempre come farla franca e siccome ciò denota, guarda caso, egoismo, lo stesso dei criminali), ha di che guadagnarci con questa gentaglia.

L'importante è fare soldi. Sembrano tutti dei robottini che non si batterebbero mai per cause civili e ambientali, robottini senza ideali.
E questi mangioni egoisti ci governano, anzi li abbiamo votati a ripetizione!


A parte ciò, uno che si fida di Dell'Utri e che ne è amico, può fidarsi di sé stesso?

Link:
Verdini: fu lui a pagare per l'eolico - Il Messaggero
"Secondo questa inedita configurazione giuridica, dunque, Denis Verdini non avrebbe avuto solo il ruolo, peraltro già contestato, di percettore di denaro proveniente da Flavio Carboni in cambio della nomina di un uomo di fiducia della loggia al vertice di un’agenzia regionale in Sardegna, ma lui stesso avrebbe pagato o promesso pagamenti per pilotare gli appalti per lo sfruttamento dell’energia eolica in Sardegna."

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