30 maggio 2012

La banalità del male popolare. Mamme, figli e scuola

La gente non si rende conto di essere schiava e di perpetuare questa prigiona mentale che porta alla prigiona fisica.

Leggevo di una mammina tanto felice per il suo bimbo pronto a studiare per recuperare delle materie a causa di giorni persi a causa della febbre (persi??? Perchè ora stare male anzichè essere un fatto naturale, nè positivo nè negativo, è una perdita? Di cosa? E' normalissimo ammalarsi! E andare a scuola invece è un guadagno? Bella questa! I libri esistono anche in casa e nelle biblioteche, oltrechè su Internet!) e con un grande "senso del dovere".
Anzichè dire "Studia, va bene, ma quello che vuoi, che ti piace, non sentirti succube del giudizio altrui, dei voti, degli obblighi", non gli dice nulla, vuole semplicemente che si rechi in quella prigione chiamata scuola e che prenda bei voti, come un soldatino, un robottino, un umanoide.

E così la pensano tutti gli adulti, tutti i genitori e anche gli stessi studenti. Tutti ben imprintati nel rispettare chi (li) comanda. 
Perchè esiste la scuola e questo tipo di scuola? Semplice: per avere tanti bei cittadini e impiegati ubbidienti e paurosi di brutti voti, note e poi di licenziamenti.
Anche la religione, il catechismo, insegnano a rispettare le regole. I preti ci vogliono tutti silenziosi, ubbidienti. Le regole ci sono da millenni e vanno rispettate, mai modificate, così vuole chi sta in alto  (non nel cielo, ma nella piramide sociale) e allora noi bimbi, noi ragazzi, noi giovani e anche noi adulti e noi vecchi, cosa dobbiamo fare? Niente: ascoltare e ubbidire. La religione è uno strumento di schiavitù.

Fantastico questo aforisma di Oscar Wilde:
"Il senso del dovere è simile ad un'orribile malattia. Distrugge i tessuti del pensiero come certe malattie distruggono i tessuti del corpo. Il catechismo ha da rispondere di gravi responsabilità."

Qui alcune frasi tanto buone, quanto banali e allo stesso tempo malvage:
"Il mio pargoletto reduce da 4 giorni di febbre a 39, oggi con grande senso del dovere, è andato a scuola nel tentativo di recuperare francese". Recuperare? Cos'è, una persona che sta affogando in un fiume?
"Hai visto che soddisfazione?"
"..quest'anno la prima ha ormai una buona media in ogni materia..però è il secondo ad avere un maggior senso del dovere..." Aridaje!
" la bocciatura gli è arrivata come una tegola, pensava a 3 debiti, ha passato tutto giugno in lutto, chi gli parlava, chi gli telefonava scoppiava in lacrime. Luglio e agosto ha studiato e poi via..." Casomai gli arrivò, visto che non si parla dell'a.s. 2011/2012 ma dell'a.s. 2010/2011. E che vuol dire "chi gli parlava scoppiava in lacrime?" La mammina avrà mai aperto un libro di grammatica?
Ha pianto? Ci sta, perchè il dover essere giudicato e il subire giudizi bassi, è terribile, ma menzionare il lutto proprio no! Ha studiato tutto luglio e agosto? Terribile, come si può negare la libertà di movimento e pensiero ad un ragazzino pure d'estate?

Ovvio che un conto è essere determinati verso i propri obiettivi (comunque futili, visto che crepiamo fra 2 secondi), un altro è invece essere succubi di chi ci vuole imprigionare. Perchè mai dovrei sentirmi in debito verso la scuola, i professori, il preside, il datore di lavoro, l'imprenditore, l'industriale e il politico?
Loro per me non fanno nulla. Loro mi usano per il loro potere.

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