10 giugno 2010

Certezze e dubbi del Corriere

Ci sono due tipi di propaganda: quella palese, in cui vengono stravolte le notizie, in cui i titoli urlati la fanno da padrone, e quella viscida.
Quest'ultima è ricca nel Corriere della Sera, infatti sfruttando la sua autorevolezza dettata da non so cosa (nel passato era pure peggio, siccome fu comandata dalla P2), si permette solitamente di usare due pesi e due misure. Nei confronti degli esponenti del governo, è completamente garantista, ben oltre i canoni normali, mentre con gli altri politici lancia campagna mediatiche senza se e senza ma, come in questi giorni contro Antonio Di Pietro.
Qui l'ultimo video (e il testo integrale) di Travaglio che narra la vicenda.

Il giornalista Massimo Franco del Corriere della Sera, nel suo ultimo articolo dal titolo
"Le tante spine di un sì blindato" (si riferisce al ddl intercettazioni e al relativo voto in Senato), cerca di mostrarsi super-partes, ma è palese come sia soltanto una copertura atta, fra le varie cose, a non tenere in considerazione i messaggi lanciati dall'opposizione per mano dell'IDV.

Ho dunque evidenziato alcune frasi:

"..l`aula del Senato occupata dai dipietristi che si atteggiano a resistenti «contro il dittatore Berlusconi»"
Da notare il "si atteggiano", come se stessero facendo finta giusto per attirare l'attenzione del popolino, col proseguimento "contro il dittatore Berlusconi" fra virgolette, per mostrarci il suo distacco dall'accusa dipietrista.

".. un voto di fiducia che il centrodestra impone ad un`opposizione in rivolta e ad una Lega inquieta."
Insomma, ci saranno diatribe sul Federalismo, ma a sentire Bricolo della Lega Nord, ho notato una generosa elargiazione di populismo a favore del centro-destra intero. Ma va detto che il giornalista non poteva prevederlo.

"Il Pd lascia capire che contro la «legge bavaglio», come viene chiamata a sinistra, si potrà ricorrere alla Corte costituzionale. L`ldv evoca l`ennesimo referendum e vede nel Cavaliere un`improbabile reincarnazione di Benito Mussolini."
Questa doppietta di frasi è da incorniciare: Legge Bavaglio, così viene chiamata a Sinistra. E in che altro modo la si potrebbe chiamare? Legge antiscribacchino?
Berlusconi, pardon, il Cavaliere è un improbabile reincarnazione di Mussolini.
E perchè mai? E' il capo di svariate aziende, è il capo del partito più votato, è il presidente del Consiglio, si fa le leggi ad personam per divenire un intoccabile e pure le leggi ad aziendam per assicurare un futuro immerso nell'oro ai figli.. Inoltre lo cita spesso, sia per rivalutarlo, sia per mostrarsi impotente, perchè se anche il Duce non aveva potere (sì-sì, come no..), figurarsi lui con questa Costituzione catto-comunista.
Il fatto che venga chiamato Cavaliere in quest'occasione, accentua maggiormente l'improbabilità, per il giornalista milanese, di questa rassomiglianza.

"E poi c`è l`incognita del Quirinale, che dovrà esaminare il testo finale."

Incognita? Se volete ridete pure, perchè sappiamo bene che Napolitano si sente in dovere di firmare ogni legge, tranne una ogni tanto (giusto per mostrarsi democratico e per dare un contentino ai "professionisti delle richieste al Presidente di non firmare"), perchè anche se firmasse la legge gli tornerebbe indietro e dovrebbe firmarla. E' ora che i giornalisti di giornali importanti evidenzino che il presidente della Repubblica, mandando indietro una legge, può, anzi deve, inviare anche un messaggio con sopra elencati i motivi del suo gesto, affinchè la maggioranza effettui cambi o migliorie.

"..il responso odierno del Senato segnerà una vittoria per Berlusconi."
Con una maggioranza unita contro le intercettazioni, osare parlare di un successo personale di Silvio è un'esagerazione.

Ricapitoliamo:
Se l'opposizione ha certe idee, vengono ritenute bizzarre. Se il giornalista ha titubanze sulle future mosse, in questo caso di Napolitano, il lettore non può, da bravo cittadino fiducioso nelle Istituzioni, che essere certo del mistero del futuro che può riservare di sì come dei no.
Una cosa giusta però la dice, il signor Massimo Franco:
"
Il testo è considerato un ibrido insieme insufficiente e preoccupante. Non è abbastanza restrittivo rispetto a quello che voleva Berlusconi; ma lo è comunque troppo per chi lo ritiene un colpo alla libertà di informazione."
Questo è un sentore generale, infatti per fortuna o purtroppo non sappiamo il suo punto di vista.

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