7 giugno 2010

Genitori dementi


La demenza non ha mai fine: il progresso tecnologico avanza (ma crea disparità fra ricchi e poveri con questi ultimi costretti a subire l'opulenza aggressiva e l'inquinamento dei primi), mentre va via a gambe levate l'educazione, infatti sempre più spesso si legge di genitori esaltati che vanno a vedere le partitelle di calcio dei figli di 6-8-12 anni che, per non figurare come la solita famigliola plastificata tutta allegra delle pubblicità, pensano bene di imitare gli ultras scazzottandosi o scendendo in campo per dare l'asta del corner in testa all'arbitro o per prendere a calci nel sedere l'allenatore che ha tenuto in panchina il proprio figlio, presunto fenomeno.

Il calcio è uno sport di squadra ma pochi vogliono fare da gregari
, infatti si deve primeggiare come se si trattasse di ciclismo o di una gara automobilistica, soprattutto da piccoli quando si gioca per imitare i propri idoli e così, ecco che ci si sente discriminati se si fa il terzino e non l'ala o se si sta in panchina perchè c'è chi si allena più duramente ed ha il fisico migliore.


Dagli spalti non si riesce a tifare per la squadra intera, ma solo per il figlio e nella migliore delle ipotesi per i suoi migliori amici.

Inutile dire che allo stadietto di periferia i genitori cercano un riscatto per la loro mancanza di talento, sperando di trovarlo nel proprio discendente, infervorandosi dunque come se fossero loro in campo.


Questi adulti regrediti a non so quale livello
(non vorrei dire animale perchè non sono così egoisti e nel caso lo fossero, è solo per sopravvivere nella giungla) ,pensate che hanno bisogno dello psicologo e siccome sono così tanti a necessitarne, ora sono le squadre a chiamarne uno.

Centinaia di pazienti per squadra.

Tutto ciò fa morire dal ridere, perchè se avessero scelto un altro sport o se avessero lasciato i figli correre liberi, ora non avrebbero questo problema, ma, ricordandoci che molti usano i figli per mostrare al mondo che sanno fare qualcosa di "unico" a differenza loro, avrebbero trovato sicuramente un'altra scusa per rovinare la loro infanzia.
Nei Paesi Scandinavi, dove mi recai anni fa, anche le ragazzine giocano in massa a calcio, ma di genitori neanche l'ombra..


Funzionerà questo psicologo?
Essendo lezioni collettive ho forti dubbi, infatti più che altro leggo che stilano un elenco di valori da rispettare e soprattutto da memorizzare.

Tornati sugli spalti la domenica successiva cosa succede? Che continuerann ad insultare, però smettendo quando davanti ai loro occhi, miracolosamente,
comparirà il foglietto con l'elenco.

Questi adulti sanno solo rispettare gli ordini, non possiamo aspettarci granchè.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Alleno una squadra di calcio di bambini di 7 anni ed è proprio cosi, i genitori sono una cosa allucinante ormai l'allenatore non deve più educare sportivamente solo i figli ma anche i genitori.
L'unica cosa da fare è andare avanti per la propria strada e fare il meglio possibile, alla fine saranno proprio i loro adorati figli a mandarli a fanculo tra qualche anno.
Anni fa i bambini erano liberi di correre e di relazionare in maniera autonoma con i loro coetanei durante la giornata, adesso anche d'estate sono chiusi in casa a giocare alla playstation, e poi i genitori si chiedono perchè non riescono a correre bene.
bah, che gente
Saluti
Dario da Padova

Danx ha detto...

Grazie per aver segnalato la tua esperienza, Dario!