11 giugno 2010

Giornata storica

Vota questo articolo su OKNotizie

Prima pagina L'Unità, 11 giugno 2010

Giornata storica non per l'inizio dei Mondiali e neanche per una sicura vittoria dell'Italia di cui non dobbiamo assolutamente nè sperare nè gioire poichè sarebbe solo un'arma di distrAzione di massa, ma per la Legge Bavaglio che ha fatto il suo primo passo avanti verso la sua definitiva consacrazione, nonchè anche verso l'esecrazione dell'Italia da parte del cosidetto mondo libero.

Riepilogando in modo sintetico, simulando quindi il futuro del giornalismo nonchè del bloggherismo di news, c'è una cricca (spero a breve di inventare un altro termine) di politici e affaristi, diciamo di amiconi (anemoni?) che ha pensato bene, alla faccia della sicurezza che li ha portati a governare, di regolamentare le intercettazioni con la scusa dei costi e della privacy.
Per entrambi i problemi si sarebbero potute attuare misure non restrittive verso chi indaga.
Purtroppo una maggioranza populista ed egoista, nonché catto-fascista, ha voluto legiferare anche per colpire i blogger e per salvare i pedofili. Obbligo di rettifica entro 48 ore per i primi (dovremo essere incessamente connessi) e niente carcere per chi violenta in modo lieve (?) un minore.
Alla faccia della tanto acclamata "castrazione chimica".
Ecco il testo sull'obbligo di rettifica:
“Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”
Con le stesse caratteristiche grafiche. Bene, quindi se in un articolo c'è una vignetta scabrosa, questa dovrà ricomparire sopra le giustificazione del politicante di turno. Fantastico!

Ringraziamo i giornali che se ne sono infischiati della Rete, dei Blog..

Link:
"DDL il bavaglio anche alla Rete è servito" Guido Scorza

"Il numero delle intercettazioni in Italia" AlphaKappa
"DDL il pasticciaccio continua" Marco Valerio Principato/New York Times
Prima pagina La Repubblica 11 giugno 2010

Vota questo articolo su OKNotizie

8 commenti:

Manuel ha detto...

Sempre più nero!

Alessandro Tauro ha detto...

Oggi le istituzioni italiane, o per meglio dire le sue massime autorità, hanno colpito ancora una volta l'Italia, la sua libertà e le sue fondamenta democratica, con un pugno al cuore doloroso come mai erano riusciti a fare finora.

Ieri l'Italia, il suo popolo libero e che ancora è pronto a lottare anima e corpo per la libertà, ha visto terminare miseramente la via parlamentare.
La speranza (vana e ingenua) del sussulto di dignità di qualche parlamentare della maggioranza si è arenata di fronte al blocco compatto dell'inchino ai voleri di Sua Maestà.

La distruzione delle regole di legalità e di libertà di informazione è funzionale al bene del sovrano.

La battaglia parlamentare è ormai persa. Alla Camera nulla cambierà.
Solo una vasta campagna di disobbedienza civile, di protesta, di rigetto della peggiore legge degli ultimi anni può salvare ciò che resta di questo nostro sventurato paese.

O sarà così, o avremo perso per sempre...

Dannox ha detto...

Grazie Alessandro per il tuo prezioso contributo.
Hai proprio ragione, c'è bisogno di un sussulto d'orgoglio: non è possibile farsi comandare da dei ladroni che ci dicono cosa dire e cosa no!
Complimenti al PD che è uscito dall'Aula e a tutti quelli che se ne sono fregati dei BLOGGER

Ernest ha detto...

Vergogna!
Continuiamo a lottare
un saluto

Inneres Auge ha detto...

A me spiace di non aver pubbòliato negli ultimi giorni ma ho molto da fare. Tuttavia continuerò a scrivere, è più forte di me.
Viva la libertà e grazie!

Dannox ha detto...

Controllate i vostri blog, controllate di non aver scritto "insinuazioni" sui politici..che noia uff

Umberto ha detto...

Avrei voglia di dire parolacce a non finire, non so più come affrontare la cosa!!!

Dannox ha detto...

Basta che non insulti me, come fanno certi ANONIMI, ahah