12 giugno 2010

A vanvera. Sempre gli altri.

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Con un presidente del Consiglio che marchia incessantemente a fuoco lo stivale dell'Italia coi loghi delle sue aziende, in primis il Biscione, tramite le mille leggi vergogna ad personam e ad aziendam e che urla e insulta da comizi e da interviste Tv sia oppositori che giornalisti e giudici, e con un presidente della Repubblica che firma sempre ogni legge del governo (tranne una volta, per dare il contentino) perchè, dice, "anche se non firmassi mi tornerebbe indietro la legge tale e quale", chi fa le cose a vanvera sarebbe chi chiede a quest'ultimo di non firmare il ddl sulle intercettazioni?

Vanvera, uhm, come quella volta in cui tantissimi italiani fuorono contro la legge (detta lodo) Alfano perchè da loro giudicato anti-costituzionale e ritenuta tale anche dalla Corte Costituzionale che la bocciò? Se sì, chi parla e lavora a vanvera è invece chi firmò quella legge scandalosa.

Prossimamente mi piacerebbe parlare un pò della democrazia e della politica in termini generali, poichè della nostra democrazia occidentale c'è poco di cui vantarsi e poco da "esportare".
Infatti il popolo si arrende ed è costretto a votare chi più appare in Tv e di certo ciò sarà a discapito della massa e tutto a vantaggio di chi possiede canali tramite i quali attuare censure o modificare in parte i fatti per instillare nella testa della gente luoghi comuni, certezze dure a morire create ad hoc in un ufficio da dei veri professionisti (non quelli che intimano, "parlando a vanvera", a Napolitano di non firmare una legge vergognosa).

Il popolo viene rimbambito e in un certo senso usato per consentire ad un singolo (e alla sua "crew") di ottenere benefici in cambio di qualche favore che sfocia nell'illegalità (ad esempio il condono edilizio, fiscale) o che prende il posto di diritti (ad esempio votando un certo politico si può ottenere un posto di lavoro in un Istituzione, in un Ente, saltando il concorso e quindi fregando il prossimo che aveva il diritto di cercare quel dato impiegato tramite la "meritocrazia").

La democrazia dovrebbe essere cosa differente, dovrebbe essere composta da gente innanzitutto non ricca e che non ha mai cercato di arricchirsi, neanche onestamente e da gente che attraverso letture e studi sappia andare oltre il particolare, che quindi abbia una visione ampia e aperta verso il futuro, il prossimo, non chiusa a riccio in difesa della casta o delle caste o di tradizioni che negano spazi al prossimo.

E' a causa dei ricchi o dei poveri che vorrebbero esserlo, se siamo costretti a "parlare a vanvera"..

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5 commenti:

Vincent ha detto...

Siamo alle solite: noi si crede di vivere in un paese democratico.
Ma a guardar bene di democrazia ce nè ben poca. Basta osservare ciò che accade in politica ove corruzione e lecchinaggio spadroneggiano, come si può dire che il paese è democratico?
Non passa giorno che la magistratura non scopre qualche fattaccio in cui sono coinvolti politici di bassa lega.
Chissà quando potremo liberarci di questa gente, ma soprattutto di questa mentalità servile e clientelare.

Dannox ha detto...

Ehh caro Vincent, il problema risiede dentro il sistema: fin da quanso si è piccoli si viene bombardati da scandalosi messaggi che puntano a farci desiderare il possesso e si studia per incrementare il proprio patri-monio o bottino.
Via Berlusconi e i suoi amici, il sistema ne accoglierà altri simili.
Non penso ci sia soluzione, perchè la mia proposta sulla povertà, tra l'altro ho scoperto che fu anche di Platone (wow!), sarà solo mia e di nessun altro..

Inneres Auge ha detto...

Io vanvero
tu vanveri
egli vanvera
noi vanveriamo
voi vanverate
essi vanverano

Tiè, trovami uno che coniuga meglio!

Dannox ha detto...

No, EGLI non vanvera, egli FA'!

Vincent ha detto...

Continuo a pensare che la situazione in generale del nostro paese sia un fatto di costume. Noi italiani non abbiamo la cultura dell'insieme come stato, quindi una volta soddisfatto il nostro egoismo chi se ne frega del prossimo.
Devo sperare negli extracomunitari che forse si sentiranno tanto più italiani di noi da realizzare quello che un risorgimento, 2 guerre mondiali e 60 anni di repubblica non hanno saputo fare?
Da questo punto di vista sono deluso.