21 luglio 2012

Il vero peccato non è andare male a scuola, ma sprecare la propria vita dentro una scuola!

Sul Fatto Quotidiano leggo di un prete che spaventa i bambini dicendo loro che andare male a scuola è un peccato.

Oltrechè falso, infatti all'interno dei suoi 10 comandamenti patriarcali (dove i figli devono rispettare i genitori, ma i genitori non sono tenuti a rispettare i figli..) non compare l'andare bene o male a scuola.. ciò è terribile, perchè fa sentire i bocciati ancora più emarginati di quel che già sono e forse saranno.
La scuola non compare con la Terra e la vita umana, è una nostra semplice invenzione (semplice, ma terribile, a cui comunque una mente razionale e conscia non deve prestare troppa attenzione e neanche tempo, infatti sia ricchi che poveri, sia sapienti che ignoranti, siano degli insulsi mucchietti di ossa sparsi nell'Universo la cui vita in rapporto a questo dura un nanosecondo!) atta ad omologare non masse di adulti, ma di infanti, di imberbi, che devono, attraverso la disciplina tanto amata da questo prete (come d'altronde da tutti i preti e i capi del mondo), rispettare gli ordini impartiti dall'alto, come lo studio obbligatorio di tutto lo scibile umano (tranne quello scomodo!) e in modo eccellente come si fosse dei robot; non fare e non dire quelle cose; alzarsi non quando se ne sente la necessità, ma solo se il capo di turno (il maestro, il prof) ti concede questo "lusso"; subire note, sospensioni, bocciature, ecc., neanche se il maestro fosse un vigile ed un giudice; alzarsi ogni mattina prestisissimo per entrare a scuola tutti quanti alla stessa ora come si fosse in fabbrica o in ufficio!

La scuola può servire a sviluppare la mente, ma non è il più sapiente a comportarsi meglio, infatti il motto "sapere è potere" esplica chiaramente il mio concetto: si studia per trovare un lavoro, per fare carriera, per incassare più soldi.
Sono tantissimi quelli che studiano per gonfiarsi il portafoglio e comandare la gente, non a caso questo società è sempre più divisa fra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, perchè si è troppo egoisti ed egocentrici, non c'è alcuna unione.
Sono tantissimi quelli che in nome del conto in banca, vendono le proprie qualità, la propria intelligenza, la propria vita, ad aziende senza scrupoli che ammazzano animali, che producono armi che uccidono tranquillamente anche tanti innocenti (come avviene spesso in Afghanistan ad opera dei caccia USA o negli stessi USA ad opera di ragazzi emarginati da questa società dell'omologazione e di conseguenza dell'alienazione, ecc.), a banche che strozzano i clienti, a Stati che per loro natura sono illiberali, ecc.
Se lo studio, se le lauree portassero del bene, i giornali non sarebbero pieni di notizie legati a scandali, tangenti, uccisioni, evasioni, guerre, inquinamenti di ogni tipo e genere. Così come non ci sarebbe gente che si picchia alle riunioni di condominio, ai semafori, non ci sarebbe gente che si azzuffa per acquistare quel dato prodotto superscontato, non ci sarebbero code kilometriche di fessi inscatolati nelle auto super inquinanti, ecc.


La gente deve anche capire che una persona ha un ben determinato tipo di intelligenza (certo, ci sono le eccezioni, ma rimangono tali), per cui chi bada all'arte o alla storia, difficilmente sarà attratto dall'economia e dal diritto, perchè implicano attitudini diverse, ragionamenti diversi, anche modi di comportarsi diversi.

Questo prete non è un'eccezione, è il classico uomo medio che si allea alla società, a chi comanda la società, per spingerci a divenire medio, stupido, insulso e schiavo come lui (e lui un po' fa così per vendicarsi di questo suo stato immondo). La gente spinge bambini e giovani a sentirsi bene solo se ciò che fanno viene approvato dagli adulti, anzi, dagli adulti che comandano, mica dai porazzi sfruttati come loro. In modo tale che una volta adulti, questi giovani si comporteranno servilmente come gli adulti del loro tempo. La scuola è uno dei mezzi usati dal potere per farci star buoni.

1 commento:

Cirano ha detto...

vecchia concezione della scuola come istituzione coercitiva....