16 luglio 2012

Vendita beni pubblici per debito pubblico. Che fantasia!

Il nuovo ministro dell'economia Grilli dice di voler vendere dei beni statali per abbattere il debito pubblico.
Che fantasia, sembra di essere tornati 20 anni indietro: non mi pare che le privatizzazioni abbiano portato migliorie, data la condizione in cui ci troviamo.

Se ci sono sprechi e interessi che si replicano, si moltiplicano, non è così che si agisce. Una volta venduto un bene, quello non torna più indietro. Bisognerebbe farlo fruttare creando lavoro al suo interno, vendendo prodotti e/o servizi, affittandolo, ma non venderlo o svenderlo ai grandi gruppi imprenditoriali che ci faranno profitti immensi.
Pensate alle Autostrade cedute ai Benetton, pensate alla Telecom dei Tronchetti, pensate all'Alitalia dei "capitani coraggiosi" che si sono presi solo la "good company", lasciando i debiti allo Stato. Gente che si fa i milioni/miliardi di euro grazie a cose costruite da altri!
A fare l'imprenditore in Italia sono capaci tutti. In realtà anche a fare il politico, visto che propongono sempre le solite cose: più tasse, più vendite, meno welfare, più privatizzazioni, più debiti per il popolo.

Non essendo un economista, vi faccio un esempio banale: se il Milan cede i suoi campioni, come sta avvenendo, potrà mettere a posto i propri conti in rosso ma si gioca il futuro, infatti senza campioni difficilmente vincerà qualche competizione e venderà pochi abbonamenti.

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