15 marzo 2010

Democrazia dittatorialmente rappresentativa

Non ci facciamo caso, ma da sempre siamo obbligati a votare persone a noi sconosciute affinchè facciano gli affari del Paese.

Queste persone devono passare attraverso i partiti, i quali hanno rapporti con potentati, lobbies, poteri occulti, mica con noi. Ergo, i nostri rappresentanti non rivoluzioneranno il sistema, ma saranno sempre accomodanti verso questo. Anche i vari giornalisti anti-Silvio fan parte di questa cricca, infatti non propongono nulla di nuovo, semplicemente il "rispetto delle regole".

E chi ha scelto queste regole assolute immodificabili nei secoli dei secoli?
Noi, no di certo.


E' tempo di elezioni e, siccome la gente è in larga parte un pubblico televisivo (che in media ha il cervello di un undicenne che a scuola non è fra i migliori della classe), ecco la comparsa dei grigi ed immensi cartelloni pubblicitari con sù le facce dei vecchi e nuovi politici con slogan...no, quali slogan, con parole che vengono ripetute ad ogni incrocio. Ce n'è uno, nella mia città, veramente forte (uhhh), che dice: "A destra".
Votiamo dei pappagalli, ma ce ne rendiamo conto?!?

I mass-media, è risaputo, creano idoli.
Una volta c'erano i Messia che si elevavano dalla massa e venivano seguiti o screditati, perchè mettevano in dubbio il potere, oggi invece abbiamo ominicchi che diventano famosi e potenti solo grazie alla loro banalità, omologazione, conformismo e chi più ne ha più ne metta.
Leccano il culo al potere e per avere agi e comodità non dovranno far altro che svolgere il lavoro di qualche panzone che li ha preceduti, e quindi dal potere vengono messi dinnanzi a noi durante i nostri pranzi e le nostre cene a casa. Abituati come siamo ad una certa forma del potere (si pensi all'abito, che fa il monaco, e alla sicumera ostentata nelle loro esternazioni), lo riconosciamo in loro in tutta tranquillità e, abituati (siamo abitudinari, c'è poco da fare, ogni cosa ci viene proposta o lanciata in faccia, la aggettiviamo come "normale") come siamo nell'accettare il sistema, non li insultiamo, ma li votiamo.

Ci sentiamo obbligati a votare.
Lì, sullo schermo, ci sono i sapienti (altrimenti non starebbero lì), non possiamo non votarli.

Se noi provassimo a farci eleggere per governare il Paese per i nostri simili (sarebbe ora!), o anche solo ad entrare in politica, noteremo come la democrazia sia una cazzata pazzesca: la nostra democrazia che è rappresentativa è un potere piramidale, infatti quello con più voti, o il capo del partito con più voti, svolge appunto il ruolo del capo, sotto al quale ci stanno quelli che votano le leggi che vuole lui (altrimenti tornano a casa), i suoi leccapiedi, servetti, portaborse, poi quelli costretti a manipolare le verità dei fatti nei telegiornali (perchè tanto di voci nei mass-media ce ne sono poche, essendo necessari notevoli sforzi economici per avere successo nella mondo delle TV e dei giornali) con idee malsane che attecchiscono nella nostra mente grazie ad una costante ripetizione di un falso problema, ecc.

E il popolo sovrano dov'è in questo marasma? Fa solo da spettatore.
Tra l'altro non per sua volontà, ma perchè adulato dalla comodità della televisione pubblicizzata in ogni volantino (che ci informa cullandoci sulla poltrona senza alcun nostro sforzo, che ci rifornisce di programmi d'intrattenimento sempre più numerosi e sempre più stupidi ed elementari), e dalla quietezza dei giornali (si compra sempre il solito giornale per leggere ciò che si vuole leggere).

Nei piccoli Comuni si potrebbe avere una vera democrazia, invece anche lì la gente è oppressa dai partiti. D'altronde sono ancora numerosi i piccoli Comuni in Italia, quindi abbandonarli equivarrebbe ad una distruzione della partitocrazia e, considerando che i partiti eseguono semplicemente ordini, sarebbe veramente difficile poi convincere liberi cittadini: ad ogni novità si rischierebbe la guerra civile!

Tutti i politici professioni sono votati al sacro denaro: PIL a destra e a manca.
Per vivere in questo mondo bisogna lavorare quasi tutti i giorni della settimana, per un sacco di ore al giorno, lontani da casa, chiusi in grigi uffici o in fabbriche velenose, come o peggio gli schiavi per poi nutrirci, proprio come questi, dei prodotti del padrone (da 200 anni però inquinati e inquinanti).
Dobbiamo produrre brutalmente per coprire il debito pubblico che aumenta sempre più. Secondo me è un circolo vizioso e nessuno lo dice e nessuno vuole risolvere la situazione.

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