23 gennaio 2011

Chi si accontenta crepa

Per fortuna ogni tanto si legge, ad esempio su Repubblica, come siano sempre e solo i dipendenti a dover subire tagli di stipendio/salario e diritti (ovvero più ore di lavoro con meno pause con 2 cent in più a fine mese), mentre i "capitani coraggiosi", come quelli che si son pappati l'Alitalia, o gli italosionisticanadesi Marchionne/Elkaan navighino nell'oro non sentendo alcuna crisi.

Basta infatti evidenziare un numerino: 50 anni fa il cosidetto chief executive della Fiat prendeva 55 volte lo stipendio di un operaio, oggi invece questa proporzione è salita a 420.

E nonostante ciò i borghesucci (come gli impiegati Fiat che han votato "SI") sono tutti contenti del nuovo contratto e dell'andazzo generale, perchè avere 1.000 Euro è meglio che non avere niente.
Niente? E perchè mai si dovrebbe avere niente?
Forse perchè grazie ad un governo scandaloso (anche questo votato da borghesucci inutili che badano al loro piccolo orticello, che però è sempre più misero, ma fanno finta di non accorgersene, oppure scaricano la colpa a operai, comunisti, giudici, marche di auto straniere e tra un pò pure ai gatti neri, bianchi e rossi che attraversano la strada, oltre ai ciclisti), è possibile che pur avendo firmato di recente un contratto (tra l'altro con un'azienda italiana che deve solo e soltanto e sempiternamente ringraziare l'Italia intera) si resti senza lavoro, perchè l'imprenditore di turno trova, ammirate il genio, più vantaggioso lavorare solo in Polonia, Brasile, Cina, India o negli USA dove, pensate, le industrie delocalizzano negli Stati del Sud come il Tennessee, lasciando a casa gli operai del Michigan che pretendono troppo (pensate ad esempio a Flint, città natale di Michael Moore).
Troppo? E i dirigenti non si fanno mai un esame di coscienza? C'è gente che guadagna milioni di dollari semplicemente licenziando persone come fosse gettare briciole di biscotti dal balcone (la mia attività preferita a mezzanotte).

Ma sappiamo bene che "tutto il mondo è paese"
, infatti un vizio, un difetto generale di ogni umano è badare a ciò che accade a sè stesso e basta, d'altronde ognuno di noi deve stare a sentire i reclami della propria pancia.
E anche i ricchi ne hanno una, anche se cercano di atteggiarsi coi loro completi asettici come dei robot, e non importa che sia piena, infatti dopo poco ci si abitua ed essendo tutti quanti gli umani vittime della nostra cultura che si basa sul costante progresso senza fine, si pretende sempre di più, rinchiudendosi così in una gabbia d'oro che minimizza i giusti reclami altrui, focalizzandosi invece suile proprie puerilità.
Gli imprenditori, così come i politici, fanno esattamente così: promettono, ma una volta fatto ciò e una volta ottenuti una marea di consensi (tramite la propaganda), non rifiutano incredibili emolumenti, ma anzi se li godono, si compiacciono del loro ruolo vivendo nel lusso più sfrenato che li porta ad allontanandosi dal mondo reale, cioè il mondo della massa che sembra essere formato non da persone migliori delle figure di cui sopra, ma da meri consumatori (gente che ogni giorno lavora duro, annullando la propria vita, per poter prendere qualcosetta in tasca e sulla tavola e credersi parte attiva in questo mondo consumistico, facendo invece il gioco degli sfruttatori che girano il mondo studiando tecniche, manovre, contratti sempre peggiori per noi, ma poco-poco, che sul momento neanche ce ne accorgiamo quasi), massa che nei Paesi poveri può portare a rivolte ma che qui vegeta in una ronfata generale, infatti un singolo che si lamenta può essere visto come un pazzo dalla massa contenta del suo stipendiuccio. Pensate a chi è considerato, anche dai medici, come veramente pazzo. Ogni tanto ne vedo e non li reputo tali, cioè persone da snobbare, compatire o rinchiudere, ma come figure uniche che ci mostra cos'è la vita: cercare di comportarsi ognuno a suo modo andando quindi contro una società che ci omologa verso il silenzio, l'ubbidienza, quindi verso il piattume generale. I pazzi non sono pericolosi, i pazzi sono quelli che sgasano in autoper andare a lavoro o al suopermercato inquinando di brutto col rischio di mettere sotto pedoni e ciclisti
.

Ma se il manager di turno,come Marchionne, svolge grandi manovre che deliziano il palato degli azionisti (Lapo ne è entusiasta: appena ha visto schizzare le azioni Fiat in Borsa s'è preso una biro ficcandosela ben dentro per poi annusarla e miseramente capire che anche lui è umano proprio come gli operai e impiegati che sfrutta facendo un beneamato biiip), ha tutte le sue buone ragioni per non vergognarsi del suo mega-stipendio. Lui non deve badare nè ai lavoratori, nè alla società in generale che subirà anche solo indirettamente le sue scelte, ma solo accontentare la proprietà. Nonostante ciò, gente come lui viene ben vista dai politici di "centro-sinistra".

Purtroppo il rapporto fra ciò che prende un manager e un operaio non viene molto diffuso, rimane nascosto in qualche articolo a metà dei giornali (non campeggia nelle prime pagine, figurarsi nei titoli dei Tg), quindi penso che la gente appartenente alla massa continuerà ad abbaiare contro i suoi simili, giustificando sempre chi sta più in alto (la nostra educazione non si basa sul rispetto verso i più grandi?). Questa forse è una saggia scelta che rispecchia le teorie sull'adattamento. Però non conta solo l'ambiente naturale, ma anche chi ne fa parte. Pensate a scuola, al bullo che nella vostra classe disturbava o vi aveva preso di mira. Voi e i vostri compagni non facevate nulla per zittirlo, punirlo, cacciarlo, ma eravate costretti a conviverci (facendo magari i lecchini con lui perchè la sua arroganza e forza poteva farvi comodo contro nemici ben peggiori) e da grandi è lo stesso, perchè se non ci si sottomette le punizioni saranno peggiori.

Sicuramente è meglio fare gli eremiti!

Nessun commento: