30 gennaio 2012

Laurea, simbolo di potere voluto dagli antipotere

La laurea è un simbolo del potere che può spettare al suo detentore, ma la quantità di questo "prodotto" nel "mercato del lavoro", ne svaluta l'importanza, infatti, negli ultimi anni, sono molti i laureati che non trovano un lavoro o una remunerazione che aveva sognato il giorno in cui varcarano le soglie dell'Università o il giorno in cui ottennero l'agognato super pezzo di carta che li fece sentire superiore a tante persone.

Potere, superiorità, carriera, soldi.
E' per queste cose che la maggioranza degli studenti, dei ragazzi, vuole la laurea, mica per la cultura o per solidarietà!

Ma non si rendono conto di questo, come non si rendono conto della svalutazione, come detto poc'anzi, e quindi rieccoli pronti a scendere in piazza a protestare, perchè come si può vivere senza una laurea, senza poter divenire prof o ancor meglio preside se non rettore, senza divenire un super-manager?
Molti di quelli che protestano, vogliono la laurea per avere più soldi di un semplice fornaio, operaio, artigiano e impiegato, molti di quelli che protestano, quindi, son quelli che vogliono mandare avanti questo sistema che col produttivismo è "distruttivista", questo sistema che essendo verticistico è illiberali, antiindividuale.

Non capisco il rifiuto per una sana vita modesta, fatta di poca spesa e di un bel lavoro manuale!

4 commenti:

Inneres Auge ha detto...

ho lasciato l'università anche perché mi sono reso conto di quello che hai appena scritto.

Una volta se non avevi la laurea non ti facevano lavorare, oggi sembra che accada il contrario. Se devo finire in un call center con un 110 e lode, preferisco andare a spalare il letame!

Danx ha detto...

Ma dai?

E certo, bada che è un'istituzione medievale, vorrà pur dire qualcosa!
Poi sul fatto che non si trova un lavoro degno è la..degna conclusione di una svalutazione totale.
E poi che c'è di male nel fare lavori umili? L'importante è non rubare!

Francesco Zaffuto ha detto...

Non credo che ci sia un disprezzo dei lavori umili da parte di tutti i laureati, ci sono tanti laureati disoccupati che si sobbarcano anche a lavori umili. Il problema è se sia giusto azzerare qualsiasi forma di riconoscimento allo studio? Anche lo studio è un lavoro pesante; e a volte anche stressante quando ci sono esami su esami da dover superare.
In quanto poi a diventare padroni o classe dirigente lo si diventa per altri motivi: fortuna, eredità, malaffare.

Danx ha detto...

Non discuto che la metà dei potenti lo sia per ereditarietà - è il succo del patriarcato - discuto i motivi arrivistici per i quali l'uomo medio, e la sua famiglia vuole la laurea.

Molti di quelli che vogliono e hanno la laurea, ce l'hanno per sentirsi superiori, è un sentimento nobile - perchè nobili son proprio quei loschi figuri che vogliono ergersi a capi indiscussi - che troviamo fin dalla 1^ elementare.

Studiare costa fatica?
OVVIO!
Ma perchè non studiare per passione da soli o con un gruppo di altri studiosi senza dover entrare nelle istituzioni stataliste non controllate da questi studiosi, che quindi dovranno per forza subire decisioni delle lobby al comando?
Se si entra in un'ente, non si può pretendere che tutto sia perfetto e atto a soddisfarti/ci, anzi, gli enti, gli Stati, nascono per scopi ben precisi che non riguardano il "bene comune", ma il comandarci omologandoci fin dalla culla.

Chi studia all'UNIV lo fa per la carriera.
Se vuole studiare per passione o per fare del bene, studi da solo!