25 gennaio 2012

Lezione di sociologia

Sarò molto breve:

siete tutti dei pecoroni, dalla culla alla tomba.

Appena nati, ovviamente dal di dentro di un ospedale (istituzione statale), verrete subito portati in chiesa (istituzione religiosa di uno Stato dittatoriale straniero) per il battesimo, perchè si fa così, nessuno si oppone, è cusssì e basta (detto alla Matteo Montesi).
Poi, visto che i genitori lavorano tutto il giorno (che bella la vita!), e guai a sgarrare di un minuto (l'invenzione del tempo che uccide il tempo!), verrete rinchiusi prima in un asilo, magari con un bel giardino verde intorno, poi a scuola, istituzione statale dove si impara la disciplina, il rispetto delle gerarchia, dell'ordine e dell'orario (col passare degli anni, le vostre scuole avranno sempre meno verde, per finire poi con quei "bei" palazzoni dell'università, dentro cui vi sentirete importanti perchè "sapere è potere", mica "sapere è felicità", insomma, studierete di tutto e di più da bravi pecoroni per fare carriera e comandare il prossimo, anche qua: "bella la vita con la gerarchia!").

Come se non bastasse, verrete rinchiusi anche dentro la casetta squallida dei vostri genitori da cui non potrete uscire per decenni. Ovviamente verrete influenzati da questi "uomini medi" (o bassi!) e nella vita, per colpa loro e della massa di pecoroni, penserete che solo la quantità e il fare quello che fanno gli altri - mostrandosi però sempre superiori in termini quantitativi, anche se non apportano benessere psico-fisico - sia importante, quindi si desidera una ragazzina tutta per sè come fosse la mogliettina da schiavizzare in cucina e in camera da letto, poi si desidera una magghena (tradotto: automobile) per sgasare veloci veloci per andare..dove??? A lavoro a farsi comandare a bacchetta, stando zitti, rispettando ogni cazzata e ogni orario da veri automi, o in discoteca a drogarsi, generalmente a fare i pecoroni in ambo i casi.

Poi, dopo essersi rotti le palle durante i migliori anni della propria vita, per mandare avanti l'economia (invenzione umana non al servizio degli umani, ma umani suoi schiavi), ecco che si viene presi a calci nel sedere e si ritorna nella casetta lurida, zozza e puzzolente proprio come quella dei genitori dove non si può fare nulla. Dopo aver passato una vita compiendo sempre lo stesso percorso: casa-chiesa, casa-lavoro, casa-scuola, casa-supermercato, casa-discoteca, anche se si è finalmente liberi, non verrà mai in mente la possibilità di vagare liberamente in giro, perchè la casa è un diritto che, guarda caso, ci soffoca. In questa società il nomadismo è bandito, eppure le gambe le abbiamo per muoverci, ma quando mai le usiamo? Scalini? Giammai, c'è l'ascensore. Lavoro? Il più lontano possibile da casa, tanto c'è la magghena!!!

Io vorrei dunque sapere dove sta il valore della vita e la qualità della vita, il benessere (che in questa società patriarcal-capitalistica guarda caso è un termine abbinato alla quantità di denaro posseduta), se fin dalla nascita si è obbligati a subire ordini (forza) e a omologarsi (persuasione).

E alla fine della vita, al vostro funerale, tutti quanti sentiranno il bisogno di presenziare, anche se per 20 anni non vi hanno mai più telefonato, e guai a non esserci, ahah, ridicola la cultura umana occidentale.

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