28 marzo 2013

Il nonsenso della vita causa lavoro


Quando penso a tutta la massa di gente che (più o meno) lavora senza sosta come bestie da soma, sento sorgere in me, e in modo totale, il nonsenso della vita, perché vedo vite costrette ad essere imprigionate, anzi, vite vogliose di vivere imprigionate perché gli è stato detto che così è giusto (per la famosa teoria di Foucault secondo cui il potere più che reprimere, crea unilateralmente una cultura diffusa a tutto spiano, affinché la massa si auto-reprima da sola attraverso la dottrina calata dall'alto). 

Facessero tutti qualcosa di buono poi, come fanno molti coltivatori e produttori di.. non so, taluni farmaci (taluni!), bici, viti e cacciaviti, ma ad esempio la gente che lavora nel settore delle auto non si rende conto che, a parte gli omicidi di massa causati dai motori, il mondo è già pieno di auto (compresi i posteggi delle fabbriche con le auto nuove e le concessionarie con auto nuove, usate, km0) e che quindi al momento il loro lavoro crea uno stupido e inguardabile surplus di beni non digeribili? 

E il nonsenso si moltiplica..


Ricordo una frase di Freddie Mercury: "There must be more to life than this"

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