6 agosto 2015

Il gravoso problema del SUD ITALIA

Ogni giorno ci arrivano notizie sconfortanti, deprimenti e avvilenti dal Sud Italia, da Roma in giù.

Rapine, omicidi, stupri, crimini e reati vari più o meno gravi.

Perché?

Molti, al 99% meridionali, rispondono affermando che le cause vanno ricercate nell'unità d'Italia.. colpa dei Savoia se il Meridione è povero e ignorante, perché è stato depredato, colpa dei Savoia dunque se al Sud son nate le mafie spinte dall'assenza dello Stato e di possibilità.

Altri, sulla falsariga di questa teoria, dicono che è colpa dell'assenza dello Stato, salvo poi mandarlo a quel paese ogni qualvolta si palese con le sirene spiegate intento ad arrestare una manciata di malviventi.

Troppo facile, dico io, dare la colpa ad altri (Stato, Savoia, Nord, ecc.) quando la gente del Sud Italia fa parte dello Stato italiano e ne fa parte tanto quanto gli altri, pensiamo infatti a quanti impiegati statali sono meridionali, compresi poliziotti e militari, senza ovviamente dimenticare i politici.

La gente del Sud fa parte dell'Italia al 100% e se i politici sono corrotti, se le mafie hanno vita facile, se c'è corruzione, disorganizzazione, menefreghesimo, distruzione, disoccupazione, povertà, violenza, la colpa è solo sua!

Pensiamo a Napoli. E' una città in mano sia alla Camorra sia alle nuove leve della Camorra con i vari clan che si contendono pezzi di territorio. La violenza la fa da padrona. Perché? Perché la gente comune, normale, cosidetta perbene, per continuare a campare "senza problemi", fa finta di niente, chiude tutti e due gli occhi e né si lamenta né denuncia. E' un po' come quando a scuola i bambini derisi e picchiati non dicono nulla né alla maestra né ai genitori perché minacciati dai bulli di subire botte ancora più forte. Ma così facendo non si otterrà nulla, anzi, la violenza continuerà.

La gente deve svegliarsi, come si suol dire "Lo Stato siamo noi", la gente perbene deve unirsi, fare gruppo, massa sia critica si muscolare, spero di essere stato chiaro.

Nessun commento: