4 marzo 2009

Scioperi: bene così, ma anche no

Stop agli scioperi selvaggi con il loro chiasso che viene portato in giro per le città italiane!

L'Italia è la patria degli scioperi, in primis quelli che tengono ancorata al cancelletto di partenza la parte di popolazione che prende treni, aerei e talvolta mezzi pubblici in città per scattare a lavoro.
Nel futuro, se il disegno di legge presentato alla Camera diverrà operativo, ci saranno regole più ferree, ad esempio i lavoratori di servizi pubblici essenziali, dovranno sempre essere disponibili sul posto di lavoro (trasporti, sanità); ci sarà lo sciopero virtuale in cui il lavoratore dovrà lavorare, ma senza prendere stipendio, il quale sarà versato in beneficenza; si dovranno ridurre le sigle sindacali (ad esempio nei trasporti aerei, vi può essere il sindacato dei piloti che non indice sciopero, a differenza del sindacato dei lavoratori di terra. Un buon esempio lo trovate nel sito ufficiale del Ministero dei Trasporti: http://www.infrastrutturetrasporti.it/page/NuovoSito/site.php?p=scioperi) e d'ora in poi servirà il 50% della rappresentanza (dei lavoratori di un sindacato o dei lavoratori di tutti i sindacati all'interno di un'azienda? Nel primo caso ci sarebbe l'impossibilità, in vari casi, di scioperare, basti pensare all'esempio di prima) o, in alternativa, i sindacati che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum che, però, deve registratre un consenso di almento il 30% dei lavoratori.
Prossimamente vedremo come si evolve la cosa.

Le sicurezze però sono 3: la CGIL come sempre è contraria, Confindustria applaude e il PD è diviso fra contrari (ex DS) e favorevoli (ex Margherita).

In Italia, ogni anno, vi sono 1.000 scioperi fra nazionali e locali che, per questa seconda e molto diffusa caratteristica, non incidono molto sul nostro stile di vita, ma il numero risulta veramente importante.
Fra precari, insegnanti, aeroportuari, agricoltori, operai, ricercatori, ecc., sono molti gli italiani volenterosi di mostrare la loro voce contro il Governo, quindi, come ogni cosa, questo provvedimento assume due facce: la prima, che viene spontanea, è rallegrata per lo stop a chi sa solo lamentarsi con disordine; la seconda, più riflessiva, pensa che possa essere una mossa per mettere a tacere, per non mostrare alla massa che segue i tg, che i lavoratori di certi settori (tanti!) siano contro il Governo.

Non si vede soluzione alla crisi globale, le banche italiane saranno solide, ma le aziende licenziano a man bassa, fra pochi mesi ci sarà una quantità immane di operai ed impiegati imbufaliti senza più speranze e liquidi per il futuro.
Considerando il momento economico attuale, che viene visto con forte preoccupazione da team di esperti, come il Leap Europe 2020 (prevedette la crisi attuale già nel 2006) che prevede una guerra civile in USA, Europa (presumibilmente del Nord. "Sono americane o inglesi 8 banche delle 10 più grandi per scambio di valute che sono scomparse dal panorama economico, come Lehman Brothers, o che sono a un passo dalla bancarotta o dalla nazionalizzazione, come Citigroup o Royal Bank of Scotland" Fonte: http://www.criticamente.it/Article4128.html.
) e Giappone, mandare meno volte possibile lavoratori incazzati in strada è una scelta ottima, ma siamo sicuri che così non li si infervorisca maggiormente?
Ovviamente, se i licenziamenti continueranno a moltiplicarsi, sarà una legge che potrà fare bene poco e si mostra quindi come il classico provvedimento di chi mette la polvere sotto il tappeto.

Di motivi per una rivolta ce ne sono parecchi:
1-Miriadi di licenziamenti;
2-Crisi che colpendo le grandi aziende nazionali ed internazionali, colpisce tutto l'enorme indotto;
3-Case prese dalle banche ai nuovi licenziati e precari che non riescono a far fronte ai mutui;
4-Banche che rifilano titoli tossici et similia;
5-Piccola e media delinquenza che, dati i bassi finanziamenti alle forze dell'ordine, la fa da padrona in zone periferiche e quindi disturberebbe i sogni già disturbati dei nuovi poveri;
6-Lavori precari e a tempi determinati in aumento;
7-Stipendi fermi a 7-8 anni fa, con prezzi sempre più alti.

Per sfortuna dei governanti Sanremo e il suo canta che ti passa è finito, chissà se gli italiani si incavoleranno come successo in Grecia, Islanda e Lettonia?

A parte ciò, ovvero senza considerare il futuro apocalittico, una regolamentazione ed una semplificazione degli, per gli scioperi va fatta.

Link: legge sullo sciopero, http://www.abclavoro.it/html/legge_sciopero.html

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