3 ottobre 2009

3 is the magic number

Fra 3 giorni finalmente sapremo come si pronunzierà la Corte Costituzionale in merito alla costituzionalità del Lodo Alfano, ovvero lo "scudo" che protegge le quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio "che non c'è mai").

Con grande piacere apprendo che il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rinuncia coerentemente con le sue opinioni espresse l'anno scorso, a questa protezione inegualitaria ed ingiustificata.
Il rapporto fra lui ed il premier Silvio Berlusconi non sono buoni fin dalla fondazione del PDL che ha visto l'unione di Forza Italia e di AN (il cui presidente era appunto Fini), ma un colpo alla schiena simile, Sua Emittenza, non se lo sarebbe certo aspettato!

Non facciamo però di Fini un eroe antiberlusconiano (anche se, come successe un paio di anni fa, si scusò e pagò la multa da comune mortale per essersi immerso in acque protette, quindi la differenza c'è ed è enorme), infatti, se l'eliminazione per sè di questo scudo è appena avvenuta, è anche vero che ciò è accaduto poichè il suo avvocato, Giulia Bongiorno, ha scoperto pochi giorni fa che la sua figura era ancora improcessabile, nonostante le volontà espresse da Fini dell'anno scorso.

Per Berlusconi questa "legge protezionistica" serve per la buona governabilità del Paese, per rispettare il verdetto delle nostre democratiche elezioni (democratiche quando lui è l'unico politico imprenditore nell'editoria?) e per scacciare il pericolo delle "Toghe Rosse".
Tre buone ragioni
(3 is the magic number again), se non fosse che il nostro amato premier in passato fu condannato per svariati reati e fu salvato solo dall'amnistia (false dichiarazioni sull'eversiva P2) prescrizione (tangenti alla Guardia di Finanza) o dalla depenalizzazione del reato (falso in bilancio). Sulle Toghe Rosse non mi pronuncio, anche se la odiata Ilda Bocassini, scagionò da infamanti accuse il governatore della Lombardia Formigoni.
Sicuramente è la prima volta che nella storia repubblicana italiana, un premier con questo curriculum che l'ha sempre svignata, cerca in ogni modo, imperterrito da svariati anni, di non farsi processare, come già cercato nel 2003 con l'incostituzionale Lodo Schifani.

Com'è strana a volte la vita: anni fa Fini disse che secondo lui Mussolini fu il miglior statista del '900, recentemente invece ci ha ripensato e ha additato il Fascismo come male assoluto, mentre, per Berlusconi, Mussolini non uccise nessuno (e Dell'Utri gli dà manforte leggendo in giro i falsi "Diari di Mussolini" dove si mostra una grande umanità da parte del Duce).

Viva l'incoerenza, c'è da ammetterlo.

Link:
Fini rinuncia al Lodo (Il Fatto)

2 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Bel post, Danx.
Fini si sta attirando addosso molte accuse di "revisionismo strumentale".
Revisionista? Sì, ma quello a cui non credo è che il suo "revisionismo" sia finalizzato.
Ha assunto posizioni parecchio scomode all'interno del PdL (vedasi testamento biologico e cittadinanza agli immigrati), tutte giocandoci la pellaccia, intesa come sopravvivenza politica.
La rinuncia alla guareentigia del Lodo Alfano è l'ultima, e deflagra alla vigilia del pronunciamento della Corte.

Mi è sempre piaciuto quest'aforisma di Marco Aurelio: "Il cambiare opinione e il dare ascolto a chi ti corregge è certamente un comportamento da uomo libero."

Credo che fotografi esattamente il percorso etico e politico di Fini, che, nella mia personalissima opinione, è uno dei pochi ultimi "politici puri" - e non importati da altre realtà: manager, giornalisti, magistrati, imprenditori - rimastici.

Danx ha detto...

Ci vuole coerenza nell'etica e ci vuole studio nella storia, quindi è giusto, come da lui fatto, ammettere gli errori.