6 aprile 2010

Cosa non si fa per vendere

Chissenefrega se le macerie stanno ancora nel centro dell'Aquila dopo un anno esatto dal terribile terremoto; chissenefrega se gli abitanti del centro storico stanno lontani km e vivono in quartieri dormitorio (nonluoghi); chissenefrega se lo Stato ha speso molto più del necessario per costruire case nuove (i costrutto...ri ringraziano), anzichè impiegare codesti soldi per ristrutturare la case non completamente crollate; chissenefrega se la Protezione Civile militarizzava le tendopoli vietando assemblee e manifestazioni; chissenefrega se al TG1 del dopo terremoto ne parlano solo Berlusconi, Bertolaso e Letta (tutti e tre indagati per tanti bei reati); chissenefrega se per il CNR la Protezione Civile sottovalutò gli allarmi per il terremoto rivelatosi poi devastante.

Freghiamocene ed accusiamo, invece, chi vuole raccontare tutto ciò, accusando questi loschi sovversivi della verità conclamata dalle tivvù di essere degli "ULTRAS delle MACERIE", degli "SCIACALLI".
No, questi sciacalli non sono quelli che ridevano della distruzione per farsi i soldoni con le case nuove, non sono neanche il premier e Verdini consci che questa tragedia avrebbe portato grandi benefici al PDL in fatto di voti.
Questi sciacalli sapete chi sono? Di Pietro e Travaglio.
Ridete pure, ma è la dura verità che il "libero" Mario Giordano ci sbatte in faccia, facendo crollare i nostri sogni di purezza.

Ecco dunque Mario Giordano, ex Studio Aperto, ora direttore (pensavo mascotte) di Libero (giornale degli Angelucci, amici di Berlusconi) intento ad illuminarci.
PDF: http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=QVEAN
Giusto per non attirare l'attenzione, giusto per non tentare sciacallamente di vendere qualche copia in più, giusto per non seminare odio, ecco il titolone:
"Quelli che fitano terremoto. Sciacalli sull'Aquila. Dipietristi e Travaglini attaccano sul sisma e demoliscono (che metafora!) la ricostruzione con bugie e dati falsi".

Viva la libertà, atta ad illuminare ed aiutare i cittadini, a differenza della spazzatura di Repubblica che ci propina, sempre oggi, questi allarmanti dati:
"Su 4.500 cantieri autorizzati, solo 100 sono iniziati"; "Su 184 inchieste aperte dalla Procura dell'Aquila per i crolli killer, 150 saranno archiviate"; "3 milioni e mezzo di metri cubi di macerie sono ancora per le strade del centro storico del capoluogo e bloccano la ricostruzione"; "La tragedia venne annunciata da 400 scosse violente senza nessuna opera di prevenzione da parte dello Stato. La Polizia ha aperto un dossier sulla Protezione Civile su cui pende l'accusa di omicidio colposo"

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