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11 maggio 2010

Raztinger, Moratti e Fede

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Joseph Ratzinger
, eletto Papa (ovvero dittatore dello Stato teocratico della città del Vaticano) da vescovi, non dalle pecorelle smarrite cattolichce; Letizia Moratti, eletta sindaco di Milano dai suoi concittadini che dovevano, come purtroppo avviene in ogni altro comune, scegliere fra ben pochi soggetti prescelti da altri posti in alto; Emilio Fede, ventennale direttore sempreverde del TG4 scelto dall'attuale premier.

Chi li ha scelti? Qualcuno di noi?
No, qualcuno ben in alto che si sente immortale e degno di ergersi sopra l'uguaglianza. Vescovi, politici, imprenditori, banchieri, ecc.
Eppure molta gente comune, che non decide mai nulla, nè viene mai interpellata da questi di cui sopra, non fa altro che ascoltarli e rispettarli oltre il dovuto, come venerandoli.
Se per democrazia si intende dover fare una semplice x o, peggio, ammirare una fumata bianca che sancirà una figura di rilievo internazionale che ci dirà cos'è giusto e cosa è sbagliato (tra l'altro succhiandoci miliardi con voracità immensa), penso che possiamo tranquillamente gettare i dizionari nei bidoni dell'immondizia.
Per fortuna negli ultimi anni le liste civiche han preso piede e vengono votate sempre di più.


Piccolo excursus prima dell'elenco delle frasi choc di questi tre personaggi pubblici di spicco, giusto per chiarire che noi non contiamo nulla.

"Lo scandalo della pedofilia è la più grande persecuzione della Chiesa, nata dai suoi stessi peccati"
(J.R., fonte: APCom).

Il Papa, per fortuna, afferma anche che il perdono non sostituirà la giustizia, ma si dovrebbe interrogare sul perchè di questo peccato sessuale (questo crimine violento, direi). Nessuno sembra mettere in dubbio l'educazione impartita ai futuri preti e, da questi, ai bambini che frequentano le chiese durante le messe, il catechismo e altre attività. In chiesa, come a scuola, non si parla di amore nè di sesso, è tutto un tabù e ciò non porta ad una tarda maturazione sessuale che, negli ambienti cattolici, non avviene affatto. Considerando che i preti e tutti i suoi diretti superiori vengono (venivano) visti come indiscutibili angeli in Terra, era impossibile per i bambini molestati essere creduti da amici, genitori e conoscenti: si rischiava il linciaggio pubblico. Se non erro è solo dagli ultimi cinque anni che si parla delle molestie e questo avviene dopo lunghissimi decenni in cui son stati compiuti migliaia di abusi in tutto il mondo. Cieca fiducia, omertà e nessun controllo (e nessuna puniziona), fanno sì che adulti con una sessualità di un 10enne si rapportino senza alcuna razionalità verso i bambini. Ne parla approfonditamente il sito Cristianesimo.it

"I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono" (L.M., fonte: Libero).

Questa frase è di una banalità sconcertante perchè, se ci vuole mostrare un dato di fatto (8 reati su 10 compiuti da clandestini), sembra voglia ripulire l'immagine degli italiani e della loro classe politica/dirigente. Da questa statistica (8 su 10) riportata dal sindaco di Milano, non si sa che tipo di crimine abbiano commesso i clandestini: se si tratta del "reato di clandestinità" è, come direbbe l'architetto Fuffas (M.Crozza), fuffa. Inoltre, è ovvio che un clandestino che non può avere un lavoro regolare debba azionarsi in qualsiasi maniera per ottenere del cibo. Griderò al miracolo il giorno in cui un politico affermerà che sono tanti gli italiani che sfruttano la situazione di clandestinità in cui si trovano molte persone in cerca di un lavoro, persone che vengono pagate pochissimo e che sono costrette a lavorare senza alcun diritto per 14-15 ore al giorno se non di più. Rosarno vi dice niente (link Ansa)? Molte aziende agricole del Sud Italia fanno enormi profitti con lo schiavismo. Sempre in tema clandestini, ecco un articolo del Corriere su una commevente storia di un 18enne marocchino, Ismail.
Se alla Moratti piacciono i numeri, dovrebbe interrogarsi sui risultati di questa semplice ricerca on-line:
Tangenti+politici, 300.000 risultati (link Google);
Mazzette+Forza Italia, 302.000 risultati (link Google);
Politico+arrestato, 1.360.000 risultati (link Google).

"Ci sono magistrati che sono morti, lui (Saviano, ndb) è superprotetto, giustamente dev'essere protetto ma non se ne può più di sentire che lui è l'eroe", "Ha scritto dei libri sulla camorra, l'ha fatto tanta altra gente senza rompere" (E.F., fonte: L'Espresso).

Emilio Fede si diverte spesso ad attaccare Roberto Saviano (6 video rintracciati da Il Nichilista ), probabilmente esprimendo male un concetto giusto, ovvero il problema riguardante il popolo di sinistra che ha eletto questo giovane scrittore come idolo incontrastato dell'antimafia, senza forse curarsi di tutti quelli che lavorano come lui, se non meglio. Il problema, che è sempre esistito e spero finirà (ma ne dubito), è la creazione degli idoli, la loro difesa a spada tratta, l'unirsi tutti quanti per sentire solo le sue parole e relegare in seconda fila tutti gli altri seri e/o coraggiosi autori, giornalisti, politici, magistrati, registi, ecc.
Saviano, Travaglio, Sanchez
: sono tutti degli intoccabili e questi, più pochi altri personaggi che fanno audience, sono dei professionisti di ben determinati argomenti (lotta alla camorra, cronaca giudiziaria, denunce contro il regime castrista, ecc.), monopolizzando l'attenzione del popolo che o smetterà di fare la sua parte perchè presa da questi eroi, o che non degnerà più di attenzione altre persone che vivranno nell'oscurità.

Quindi, è come se il sistema dello show business avesse fatto un casting per scegliere alcune "stelle" e mandare a casa tantissime persone altrettanto valide che, continuando a fare il loro rischioso lavoro di denuncia, rischiano la vita senza scorta e senza l'abbraccio di un pubblico come rubato da altri attraverso i mass-media.
Per una volta Fede voleva farci ragionare?

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