12 maggio 2010

Più Pil per tutti

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Per non fare la fine della Grecia
, ieri a Ballarò è stata trovata la ricetta risanatrice: bisogna far crescere il PIL . Una grande scoperta rivoluzionaria..

Fotografia di Ansel Adams

Questo sistema non lo concepisco, ha qualcosa di oscuro e di veramente malvagio: per reggersi malamente in piedi, deve sempre esserci un aumento nella produzione industriale, nella fornitura di beni e servizi, quindi sono comprese ad esempio le nuove automobili che prendono il posto di altre neanche troppo vecchie che, non più volute dai proprietari causa infingarda pubblicità, le fanno gettare nelle auto-rimesse e da lì difficilmente scompariranno, o che rimarranno invendute nei secoli nella sezione dell'usato di qualche concessionario.
Questo esempio serve per comprendere quanto l'acquisto di un bene non sempre corrisponda alla sostituzione totale di quello che gettiamo, perchè tantissime cose rimangono nei vari tipi di discarica (oltre a quelle abusive e oltre ai liquami sversati nei fiumi e nei mari).

Un altro esempio di come questa concezione di sviluppo sia malata è il famoso passante di Mestre (se n'è parlato a Report la scorsa domenica in una puntata incentrata sui mezzi di trasporto e differenza fra Nord Europa ed Italia):
se un'autostrada, lungo cui scorrono città ed insediamenti industriali, è sempre congestionata da automobili e tir, se ne costruisce un'altra parallela, ma questa nuova arteria stimolerà gli appetiti dei costruttori e la loro idea di sviluppo che coincide con quella dei politici consentirà la creazione di new towns, centri commerciali e capannoni che saranno la causa di future congestioni anche sui passanti.

Insomma, un circolo vizioso stimolato anche dai programmi tv, oltrechè dalle sue pubblicità, considerati da alcuni come "alternativi" se non peggio, che in realtà non vogliono farci cambiare modo di vivere.

"Quando tutti hanno la casa nel bosco, il bosco non c'è più" (Fred Hirsch ne "I limiti dello sviluppo")
Se Hirsch è troppo diplomatico, vi piacerà sicuramente l'ultima del rag. Fantozzi su L'Unità:
"(Dopo la fine della guerra, ndb) abbiamo vissuto due anni in mezzo alle macerie senza treni, senza strade, fortunatamente senza automobili né motorini, né inquinamento, circondati da un mare stupendo, senza l’obbligo delle vacanze .. senza invidie perché eravamo tutti poveri .. Poi politici e malavita hanno messo le mani sul paese. Siamo stati sommersi da un’ondata di merda."

Link:
"Esercito USA: il petrolio è agli sgoccioli" La Stampa (PDF)
"Prepariamoci a un conto salato" La Stampa (PDF)
"Nel 2011 il punto di picco" La Stampa

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