26 maggio 2011

Rimpiangere le ideologie


Rimpiangere o no le ideologie? Se queste hanno creato due blocchi potenti e pericolosi per l'intera umanità, gli attuali insulti con conseguenti botte per strada fra pidiellini e piddini e partiti affini non può certo portare ad un futuro roseo, perchè se le ideologie crollando quando si capisce il loro fine è impossibile da realizzare e quando finisco i soldi, qui, con gli insulti, si può andare avanti all'infinito come se fossi tutti degli eterni bimbetti rompipalle che vanno dai 3 ai 12 anni.

Nel primo caso ci sono in ballo idee da seguire senza sbavature, nel secondo e odierno caso c'è la trivialità a farla da padrona.


Come scritto su La Repubblica del 22 maggio 2011, "..occorre forse riconoscere che nella post-politica il marketing della ferocia e dell'intolleranza ha preso il posto delle ostilità ideologiche e dell'odio di classe".
Il famoso cambiamento affinchè nulla cambi, oserei dire.

E sempre a proposito dell'impossibilità di rispettare il prossimo se si vuole comandare avendo una fazione devota dalla propria parte, sempre su La Repubblica si trovano due righe di Umberto Eco provenienti dal suo libro "Costruire il nemico": "..quando il nemico non c'è occorre costruirlo". E' quello che in sostanza sta accadendo, altro che il Partito dell'Amore!

2 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Sono decisamente d'accordo con te. Stasera questo post direi che fa "pendant" con le feste

Roby Bulgaro ha detto...

Le ideologie, così come le intendo io, sono deleterie; non allo stesso modo gli ideali. Mi spiego: un ideale può essere negativo o positivo, posto che, nell'ottica di uno sviluppo civile, si debbano scartare gli ideali negativi, ritengo impensabile la vita senza la tendenza ad un ideale di vita, sia esso modesto o grandioso; tenendo presente, però, che quanto più grandioso possa essere un ideale, maggiori saranno gli esclusi da esso.
Quello che abbiamo visto in italia negli ultimi decenni prescinde qualsiasi ideale politico perseguibile, e sfocia in una diatriba politico/affaristica che ha ben poco a che fare con la civiltà, o con lo sviluppo ad essa collegato.