4 gennaio 2010

Ch-Ch-Ch-Changes

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E' tempo di cambiamento!


Brunetta e Frattini vogliono modificare la Costituzione non solo nella sua seconda parte, cosa fattibile, ma anche nella prima.

Il ministro Brunetta e la meritocrazia applicata al saper dormire in convegni di lavoro

Per Brunetta l'articolo
1 che afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro non vuol dire niente.
Invece vuole dire molto, significa che tutti hanno il diritto ad ottenere un lavoro, anche se io da sempre avrei preferito che la Costituzione dicesse che la Repubblica è fondata sul diritto alla vita, non inteso in senso cattolico, ma inteso come diritto nell'ottenere dallo Stato un tetto, del cibo e una manciata di soldi per poter sopravvivere (si legga Reddito Minimo Garantito).
Questo non per giustificare gli scansafatiche, ma perchè oggettivamente ci saranno sempre dei disoccupati (la produzione aumenta, la popolazione cresce o rimane stabile, ma i posti di lavoro diminuiscono, quindi..) e perchè con questi aiuti i disoccupati potranno liberarsi dalla ricerca asfissiante di un lavoro, adempiendo così a mansioni tralasciate, anche non totalmente per carità, dagli altri e dallo Stato (le varie attività che ora sono adempiute in parte dallo Stato e in parte dalle associazioni di volontariato come la pulizia ambientale, assistenza agli handicappati o agli anziani, ecc.), mentre, senza questi aiuti, si dispereranno diventando o completamente inutili alla società o sempre più egoisti.

Tornando a Brunetta, ho il timore che, basandosi essenzialmente sulla meritocrazia e sulla concorrenza, intenda il lavoro come negli USA, ovvero massima libertà nel passare da un lavoro all'altro, ma anche massima libertà da parte del datore di lavoro di licenziare; libertà di lavorare per quante ore uno voglia, di fare più lavori, ma anche massima libertà nel vedere le attitività come mezzo per una mera accumulazione del capitale a discapito della vita privata e della società (per competere meglio nel mondo è necessaria una bassa tassazione e quindi una minore redistribuzione del reddito).
C'è quindi il rischio che le parole di Brunetta siano atte alla giustificazione di una maggiore precarietà, tutto a vantaggio del PIL e basta, ispirandosi appunto agli USA, Paese in cui nascono le agenzie interinali e Paese da cui provengono i più grandi finanzieri e le grandi menti del corporativismo che dettano le regole liberiste al mondo intero (meno tasse e meno welfare, meno garanzie di ottenere un lavoro e tagli alla scuola pubblica, ecc.).

Prendi il bottino e dì che è per il bene del Paese!

Pensandoci bene anche l'articolo 3 non significa nulla, siccome gli studi costano e fa carriera chi è già ricco di famiglia, siccome si è rispettati solo se si rispettano le convenzioni sociali, altamente faziose e discriminanti. Inutile menzionare il premier Berlusconi che si crede un pò più uguale degli altri di fronte alla Legge, ma bisogna capire che la sua religiosità (l'Unto dal Signore), lo porta a voler assimilare le leggi islamiche che prevedono la pena di morte nel caso si bestemmi contro Dio (in realtà basta parlare oggettivamente male del Capo Supremo).

Il maiale è più uguale degli altri animali

Io non sono contrario alla modifica della Costituzione, esserlo vorrebbe dire voler vivere in un Paese islamico, dove c'è l'immutabile ed atemporale Corano a dettare la Legge, dove si vive secondo i canoni di un feroce patriarcato (qual è anche il Cristianesimo), ma c'è anche la necessità che le modifiche avvengano in modo condiviso, non di parte.

Nella nostra parte di mondo la religione cristiana s'è dovuta affiancare inizialmente all'Impero Romano, quindi è sì penetrata in una grande società, ma in una che era già fornita di sue leggi che la religione ha forse reso più umane, ma che sicuramente, col tempo, si sarebbero ammorbite anche senza di essa. Se quindi si può pensare che parte del nostro diritto sia influenzato semplicemente da regole morali religiose e non da leggi religiose, bisogna stare attenti alle mire dei religiosi cattolici al potere, perchè possono modificare la Carta per portarci indietro di secoli, legiferando non per incrementare ed estendere diritti e libertà, ma per fare il contrario, cioè limitarci e dividerci, ovvero ciò che auspicano le religioni, in nome dei loro due dei: Dio e Silvio.
La morale cristiana è incentrata sul peccato e sul perdono, quindi la riforma della Giustizia può essere voluta per limitare le pene verso certi reati, sicuramente quelli commessi dai legiferanti (cattolici che, in quanto potenti e religiosi, si credono superiori alla massa).
Il sopracitato Brunetta ed il sottomenzionato Frattini, auspicano che i giudici siano alquanto assoggettati al Governo, quindi con un governo clerico-fascista (contrario alla divisione dei poteri) non si potrà avere altro che una "legge divina" (o per meglio dire, disumana) che colpirà in modo brutale i non o diversamente credenti e i criminali minori, mentre difenderà i grandi capi, assimilabili a Dio.

Frattini mima le corna del satanasso islamico

Franco Frattini, ministro degli Esteri, propone una modifica della Carta in cui si deve affermare che diventa cittadino italiano solo chi rispetta in modo vero e profondo i principi e i valori del nostro Paese. Parlando di stranieri e di valori è facile pensare allo scontro di civiltà fra musulmani e cattolici, come se in Italia ed in Occidente, la gente fosse solo cristiana.

Se Frattini pensa che i valori italiani siano quelli religiosi (provenienti però dal Medio-Oriente, ops), sono pronto a diventare apolide in nome della libertà.

Link:
Brunetta: "Cambiare l'art.1 della Carta" Il Corriere della Sera
Frattini: "Riscriviamo anche la libertà di religione" L'Occidentale

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