7 gennaio 2010

Quel fenomeno di Beppe Grillo

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Beppe Grillo è fenomenale.


Nasque come comico fino a divenire in breve anche conduttore in Rai, e fin dagli inizi visse nel mondo che conta e che lo arricchì.
Il timbro di voce e la parlantina, lo resero simpatico a tutti e, grazie alla sua aria paciosa, divenne sempre più famoso e quindi ricco. Che bella la vita fra barche e auto sportive sfottendo il mondo dello spettacolo e della politica, vivendoci beatametne dentro, senza, ovviamente, osare cambiarlo.

Le gag, è risaputo, fanno comodo al potere (soprattutto quando si sfotte il potere più prossimo, quello più visibile e meno importante), perchè così questo si mostra umano, rispettevole delle idee altrui e quindi democratico, e perchè così la gente ha modo di sfogarsi di ogni ingiustizia facendosi sulla poltrona, in completa solitudine, due belle risate liberatorie, senza intaccare il potere.

Dopo qualche splendido anno, venne però cacciato dalla Rai, per aver osato sfottere troppo i socialisti di Craxi nel loro ambito preferito (la ruberia). A volte il potere, soprattutto questo più visibile e raggiungibile, è stolto nel non capire l'utile servizio che gli fornisce la cosidetta satira, così stolto da dover poi subire il lancio di monetime pochi anni dopo, proprio quando l'assenza di Grillo dagli schermi si fece più insopportabile per la massa.

Rieccolo però tornare a farsi vivo nei teatri, dopo Tangentopoli (quando il potere ebbe di nuovo bisogno di un giullare), e raramente sul canale TELE+, dove i suoi monologhi si allungarono fino ad includere le tematiche ambientali e lui a ricoprire il ruolo di santone.
Famose le sue accuse ai computer, perchè lo istigavano a stampare troppo (mah, mi sa che aveva, e forse ha, grossi problemi se non riesciuva a controllarsi, come quel tipo che si masturba ogni qualvolta i mass-media lo bombardano di balletti sexy) e i suoi elogi a quella mezza bufala del motore ad idrogeno.

Quanto gli ha giovato l'allontanamento dalla TV! I suoi spettatori, infatti, divennero sempre più adoranti quanto più lui continuava ad essere respinto dalla RAI. Lo avvolgeva, a metà anni '90, un alone di mistero e il marchio di vittima del sistema (che ora giova a Silvio Berlusconi dopo l'aggressione con la statuetta). Quanti italiani erano in crisi senza le tue scenette, quanti!

Siccome i teatri gli permettevano di raggiungere un limitato numero di persone, ha pensato bene, col nuovo millennio, di sfruttare il grande web facendosi creare dall'azienda Casaleggio un lindo e fantastico sito, più precisamente un blog, da dove ogni giorno ci mostra lo schifo dell'Italia e promette vendetta per una maggiore trasparenza, democrazia ed un minore inquinamento (dall'alto della sua villa gigantesca, ovvio). Da che pulpito! Proprio dal suo, da lui adoratore di ville, barche e auto sportive, fissato con lo spreco di fogli di carta.
Sembra un prete pedofilo che fa la morale, costretto però a subirla per i suoi vizi.
Un prete che, dall'alto del pulpito da cui parla della Legge di Dio, parla invano di democrazia (un controsenso). Così invano che è stato recentemente accusato, Beppe Grillo, di censurare vari commenti nel suo blog e di aver scelto lui, solo lui, dei candidati di una lista civica, liste così civiche da essere considerate tali solo se è Grillo ad approvarle. D'altronde lui è il Salvatore e i cittadini devono seguire il suo Verbo per essere finalmente liberi.

Quanti attacchi ai politici ha sempre sferrato Grillo per la loro avidità (da che pulpito) e per la loro illiberalità (idem). Così tanti, che preferisce attaccare anzichè cambiare qualcosa candidandosi, magari nell'IDV che lo prenderebbe volentieri con sè.
Pochi mesi fa ha tentato la "scalata" al PD, pur sapendo bene che lo avrebbero rifiutato subito. Ma l'importante è finire ogni tanto sui telegiornali.
Lui è il paladino degli oppressi, degli sfruttati, lui è il simbolo nel mondo dell'Italia sana, dell'Italia libera, così libera che nel suo blog non v'è alcun link di siti, neanche di siti amici!
Parola d'ordine: "Guai a rubarmi la scena!"
D'altronde lui è la vittima n.1 del sistema e reclama vendetta, sempiterna vendetta, compiendola con la maschera di Robin Hood o di Zorro (col nero che snellisce, e lui ne ha bisogno). Una vendetta, covata per lunghi ed oscuri anni, che ora non accetta (e neanche prima), dialoghi e dibattiti. Un one-man-show eterno. Lo si vede nei vari Vaffa Day e lo si è visto l'anno scorso a LA7 in un programma della bella e brava Ilaria D'Amico in cui lui voleva fare un monologo, nonostante gli accordi presi menzionassero un contraddittorio e una durata ben determinata degli interventi dei singoli partecipanti. Può esserci democrazia con un simile signore, così egocentrico da dover forse entrare in un centro di cura psichiatrica?

I suoi personaggi preferiti sono i politici e non c'è mezzo migliore per ottenere consensi che attaccarli frequentemente, senza capire che sono il frutto della società e che (molte volte) sono solo delle marionette. Strano che uno della sua fama, con le sue conoscenze internazionali, non l'abbia ancora capito, tralasciando indagini e pensieri più sofisticati per adempiere al suo compitino da semplice blogger. Con i milioni di Euro che ha, potrebbe fare grandi inchieste, invece...Invece dà soldi a Montanari una volta e poi chi lo sente più?
I politici son tutti ladri (è una cosa pazzesca, non ci sono più le mezze stagioni) e lui, anzichè candidarsi per far regnare la legalità, preferisce godersi la sua folla adorante nelle piazze italiane di tanto in tanto, giusto per farla sfogare, urlare, mentre lui dal palco si diverte a sbraitare imitando Mussolini (miiinghia che ridere).
Le adunate devono essere eventi rari, per far crescere il suo mito e per spingere la gente a raggiungerlo sul suo blog, tramite il quale, guarda caso, vende libri, dvd e biglietti dei suoi show teatrali, cosa che farebbe con più difficoltà nelle piazze (e poi, suvvia, non s'è mai visto un Eroe vendere in piazza).
Ogni giorno scrive uno o due articoli, e la sua gente, i suoi fan, come i fan di Marco Travaglio, ne hanno bisogno quotidianamente come del pane (dal famoso "Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Fuoriuscita dal tema dell'articolo: Dacci? Veramente lo compriamo. Da questa piccola e banale frase si capisce quanto i racconti divini siano frutto di una determinata situazione storico-sociale, quindi umani e non divini). E' un lavoro per lui, non è un semplice blogger come noi. Ogni giorno deve per forza trovare un argomento, dati inconfutabili, commenti di esperti e casi umani e poi stendere il tutto in un avvincente racconto per aizzare il popolo contro i soprusi. Perchè abbiamo bisogno di un aizzatore? Un aizzatore che vive di lamentele, non vorrà mai risolverle realmente e infatti, come già detto, mica entra in politica!

La gente, il suo pubblico, i suoi fan, lo vedono come il Salvatore e non immaginano che quello sia il suo lavoro e che dietro abbia un datore di lavoro (la Casaleggio), infatti pensano che lui si sacrifichi per tutti noi. Povero Beppe, ogni giorno è costretto a scrivere davanti al suo computer, altrimenti i suoi scatenati fans non troverebbero motivi validi per continuare a fare la vita di sempre, invece così, possono pensare e pensano che prima o poi cambi tutto grazie a questo energumeno ligure (mentre invece, ovviamente, continueranno a fare i servi e il solito "tran tran" quotidiano).

Il suo è un lavoro e dovrebbero dirlo, mettendo in bella evidenza la scritta in alto "Libero professionista - Pubblicatore di libri e dvd".
Se facesse un altro lavoro non potrebbe campare alla grande come invece riesce a fare da 25 anni circa a questa parte. Perchè non vende le sue proprietà e va a fare l'operaio, diventando magari un importante ed influente sindacalista? Perchè non diventa politico? Forse perchè i €15.000/mese sono troppo pochi per il suo stile di vita altamente inquinante.
L'importante è il conto in banca e solo facendo il blogger, il libero pensatore può sfruttare interamente e intensamente la giornata per vendere i suoi prodotti editoriali, alla faccia della libera diffusione del grande web, dell'Internet 2 se non 3.0
Se le sue idee e le sue parole sono fondamentali per cambiare il sistema, per divenire più ricchi e liberi, per vivere in un ambiente meno inquinato, perchè non si trasforma in Babbo Natale (la panza come detto già ce l'ha e la barba pure) comparendo nelle case di ogni italiano con i suoi libri e dvd?
Se la gente è costretta a pagarli, non tutti potranno permettersi il lusso di raggiungere la sua sapienza, saggezza, saccenza. Nei libri e negli show, può essere molto più convincente che sul web e raggiungere molte più persone: bambini, adulti che non hanno tempo di usare il computer, anziani, poveri che non lo usano perchè non se lo possono permettere (così come non possono permettersi di assistere ai suoi "one man show" teatrali).

Semplicemente cavalca il malcontento popolare e sono sicuro che mi sputerebbe in faccia se lo invitassi a recarsi in Parlamento (per la questione sopracitata dei pochi soldi che otterrebbe in cambio e per la sua innata classe).
E' sempre stata una star e sicuramente non ha il coraggio, o la voglia, di scendere di rango correndo il rischio di farsi denigrare da qualche nuovo "Geppe Brillo", un nuovo moralizzatore. "Chi fa la morale, sia pronto a riceverla", dice il saggio.

Libero professionista dicevo, ma che professione svolge esattamente? Non si sa se comico, giornalista, scrittore, moralizzatore, politico o se solo blogger. Niente di tutto questo.
Lui è un venditore, un venditore nato (vi dice qualcosa Yomo?)!
E oltre alla scritta mancante relativa al suo essere un libero professionista (che saggiamente manca, per farsi più vicino a noi), ne manca anche una che dica: "Io sono qui per vendere la mia sapienza, non sono sul web perchè lo reputo democratico, ma va là, se mi offrissero la somma delle paghe di Pippo e di Mike, tornerei di corsa in TV a sparare cazzate per far felici i vecchi borghesi"

Grande web, allontana i grandi santoni e rendi grande la nostra autonomia di pensiero.

1 commento:

Paolo ha detto...

caro dan, non ostante l'ora tarda mi sono divorato in una botta sola il tuo articolo. Mi è piaciuto molto,. sono della tua idea. Nemmeno io vedo un futuro x questo paese. L'autonomia di pensiero non c'è.
L'italia si deve rivolgere a un presidente expiduista e accusato di collusioni con la mafia (giusto x stare nel politically correct), un ex magistrato illetterato o un comico santone demagogo e populista, o un partito razzista e xenofobo aizzatore di odio.
Non c'è nulla da fare. L'Italia ha perso.
Anzi, siamo noi italiani che abbiamo fatto un clamoroso autogoal.
ciao