27 maggio 2010

L'editoriale di Belpietro

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Maurizio Belpietro
è l'attuale direttore di Libero ed ex de Il Giornale ed oggi, 27 Maggio 2010, stimola le nostre menti atrofizzate da anni di giustizialismo con questo editoriale (visibile "purtroppo" in parte), dal titolo.."L'editoriale".


Inizia subito con un clamoroso errore d'ortografia, risalta infatti una doppia e', ma la cosa peggiore è il suo proseguire con Marco Travaglio.
Può non piacere il suo tipo di giornalismo basato sulla denuncia di vizi e vizi (avrei voluto scrivere virtù, ma mi ha colpito l'autocensura) dei politici, può non piacere la sua voce da moralista, la sua risatina isterica da casalinga che ha appena scoperto di non soffrire di frigidità, ma essendo un grande archivista il suo lavoro lo svolge bene e, in giorni in cui si discutono leggi, manovre e riforme, non riesco a capacitarmi dell'attenzione rivolta verso un giornalista, uno solo, quando queste leggi possono colpire tutti.

Travaglio ha la fobia di Berlusconi? Belpietro e Feltri hanno la fobia di Travaglio.

Perchè questa attenzione odierna verso il giornalista torinese?
Perchè se il DDL Intercettazioni colpirà il lavoro investigativo (e l'informazione, ma di questo non c'è problema, non c 'è sentore di regime, poichè Libero si occupa notoriamente di fumetti), ciò darà, secondo Belpietro, una bella mazzata alle entrate dei giornalisti che lavorano sui "giornali delle procure" come
Il Fatto Quotidiano.

Gli elettori di Sinistra sono invidiosi della ricchezza di Berlusconi? Il direttore di Libero lo è di quella di Travaglio.
Infatti il bresciano scrive: "..la sua carriera giornalistica e le sue fortune di arruffapopolo sarebbero praticamente finite."

Travaglio viene accusato di usare stralci di intercettazioni, comprese quelle che ledono completametne la privacy altrui, per vendere libri e fare la bella vita, alla faccia di chi fa inchieste serie.
Sarà, ma nel 2005 Il Giornale da chi era guidato (come proprietario risulta Paolo Berlusconi)? Piccola ricerca in Rete e...ecco che salta fuori il nome di Maurizio Belpietro che il 31 dicembre di quell'anno titolò (o comunque diede il consenso) sul Giornale "Fassino a Consorte: Siamo padroni di Bnl?".
Embè, direte voi? E' un fatto di una gravità inaudita. Vero, anzi, verissimo, peccato che questa frase provenisse da un'intercettazione trafugata come file audio (non venne infatti trascritta e neanche riassunta da pm e carabinieri) e finita nelle mani di due imprenditori di una società che compie intercettazioni per conto dei pm, Favato e Raffaelli, che ne fecero dono al Cavaliere probabilmente come regalo di Natale o come richiesta di favori.
Quanti anni di carcere per gli amichetti di Silvio? Ah già, non sono giornalisti e per fortuna non c'è retroattività.

Travaglio usa i verbali delle intercettazioni? Sì, gli capita, ma non fà gossip.
Infatti, i suoi articoli e i suoi libri vertono soprattutto sugli inciuci, tresche affaristiche e sulle leggi vergogna promulgate sia a destra che a sinistra e il suo ultimo libro ne è un esempio lampante.

Tornando a Belpietro, vorrei soffermarmi su alcune parole e frasi da lui utilizzate in questo editoriale:

E' è;
arruffapopolo;
impiccare le persone;
brogliacci investigativi;
il Robespierre de'noantri tiene famiglia;
l'aedo (mica è Apicella, ndb) dei pm racconta un sacco di balle;
la legge è bruttarella;
ma non preceduto da una virgola.

La parte visibile a tutti dell'articolo (il resto sembra a pagamento) si conclude con "
Però che serva un colpo di freno a un sistema che non garantisce giustizia ma soltanto notorietà ai magistrati..".
Un vero piduista. Cafone, ma con una sobria eleganza piduista che critica in piccola parte il sistema, per poi attuare il suo progetto liberticida e antidemocratico, scagliandosi in prima battuta sui cacciatori di criminali che, per direttori e giornalisti di questo tipo, sono sempre innocenti.


Link:
Editoriale di Belpietro. Libero
"Due indagati per la telefonata Fassino-Consorte" L'Unità
"Fassino intercettato con Consorte, scatta l'inchiesta" Il Corriere della Sera

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