20 marzo 2012

Un popolo di poeti e di voyeur

Ma che bello, dopo i redditi degli italiani del 2005 spifferati poco tempo fa su Internet, ora è il turno della dichiarazione dei redditi dei parlamentari italioti.

Sembra che questo sia l'argomento (e che ci sarà mai da argomentare?) nei bar, ma a cosa può portare ciò?
A niente, è una notizia, sono dati anzi, che mi lasciano indifferente, non mi rendono nè felice, nè triste, nè altro. C'è chi fa solo il parlamentare, chi ha altre attività e di conseguenza il proprio reddito incrementa, ma dovremmo sentirci tristi perchè molto più poveri di loro? Giammai. Infatti, pensandoci bene, più roba si ha, più si vive per queste perchè bisogna mantenerle e seguire tutti i vari affari che ci possono rendere al massimo (al massimo! Se tutto va bene) più ricchi, non certo più sereni, figurarsi più felici, pfui.

Non capisco tutto questo clamore, questo interesse.
Da una parte siamo un popolo di poeti, sono milioni infatti gli pseudo-scrittori che pagano per farsi stampare 100-1000 copie a testa di un loro fantomatico libro; dall'altra invece siamo super materialisti sempre a pensare ai soldi, nostri e degli altri.

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