15 maggio 2013

Google per il pensiero critico

All'interno di questa intervista doppia ai capoccioni di Google, si legge una bellissima frase di Schmidt che sento totalmente mia:

"Con i loro smartphone, tutti i miliardi di individui che saranno in linea nelle zone rurali, non avranno bisogno di urbanizzarsi per aderire al mercato. Pensate ai miliardi che saranno in grado di andare oltre l'apprendimento meccanico e di impegnarsi nel pensiero critico interattivo al di fuori della scuola".

Sono due cose che sento mie, perché reputo una violenza il dover allontarsi dai luoghi natii, quando questi possono essere molto belli sotto diversi punti di vista, per andare a cercarsi un misero stipendo in una città fredda e inospitale, e poi perché il più della volte la scuola è una prigione dentro la quale rispettare le varie autorità (preside, prof, ma anche bidelli) e che riempie la testa dei giovani così tanto che poi non hanno più energie per pensare ad altre cose in modo libero (di solito pensano solo ad eseguire in maniera appunto meccanica il compitino pensando soltanto al voto e questa cosa può anche portare ad una competizione inutile e anche dannosa perché annienta la convivialità, l'unione pacifica fra due o più persone che stanno facendo la stessa cosa!).
Già coi libri è possibile studiare da soli, ma con i computer collegati alla rete, o ancora meglio con gli smartphone, è possibile aiutarsi a vicenda da casa o dal vivo senza dover entrare in quei luoghi osceni che sono le scuole, perciò uno può liberamente sbizzarrirsi e cercare tante cose creando magari una sorta di propria scuola :)

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