20 dicembre 2014

GRAMELLINI l'ottimista

GRAMELLINI imperterrito ottimista.

Molti lo accostano ad un pretino di campagna intento a risolvere piccoli problemi d'amore, un pretino che pensa sempre in positivo e vive per accoppiare il prossimo stringendolo nella spietata morsa dell'amore monogamico patriarcale.
Ma il suo ottimismo, che è il pane degli stolti, dilaga ovviamente anche in altri ambiti, l'ultimo riguarda le fatidiche OLIMPIADI 2024, per le quali il governo Rensi e il CONI vogliono battere la concorrenza, fregandosene ad esempio della nostra spietata corruzione (i peggiori in Europa!), delle nostre scuole pubbliche che crollano e anche del fatto più strettamente legato a questo evento del debito pubblico.
Infatti, ogni Olimpiade, porta con sé una marea di debiti perché le infrastrutture necessarie per i vari eventi vengono pagati tutti dallo Stato ospitante, mentre il CIO si intasca tanti bei soldoni e se ne sbatte i co.... avete capito.

Renzi, da vero ottimista, stolto se non ignorante, se ne infischia di questo dato e anche dei debiti di Torino (Olimpiade invernale 2006). Lui vuole fare fare e ancora fare. Prima di tutto annunci per mostrarsi uno che fa. Ma di gente che fa ce n'è fin troppa. La gente che fa a me non piace molto perché bada più al fare che all'essere e al rapportarsi in maniera corretta col prossimo, per loro il prossimo è solo un impiccio che li separa da quel loro obiettivo materiale. Renzi per me è come Berlusconi. Non è un essere vivente, è soltanto un robottino.

Ma torniamo al povero (?) Gramellini. Ecco cosa ha scritto pochi giorni fa:

Titolo: LA PAURA DI ESSERE ITALIANI

Svolgimento:
"Come sostiene un mio amico che nella sua vita precedente ebbe l’ardire di impegnarsi in politica, un popolo che si ritrae terrorizzato di fronte alla prospettiva di organizzare lo spettacolo delle Olimpiadi farebbe meglio a consegnare le chiavi del proprio Paese e andare a ritirarsi altrove. Se ci consideriamo incapaci di intraprendere qualsiasi progetto senza rubare, tanto vale chiudere gli ospedali, notorio ricettacolo di creste e mazzette, e non costruire né aggiustare più case, dal momento che dietro ogni mattone è in agguato un mascalzone. La rabbia dei delusi ha partorito la prostrazione dei depressi e adesso stiamo assistendo a una resa senza condizioni. D’accordo, l’aria è viziata, ma vi sembra una buona ragione per smettere di respirare?  
In un mondo normale il dibattito non verterebbe sull’opportunità di ospitare le Olimpiadi, ma semmai sulla trasparenza da garantire agli appalti. Invece la paura e l’avvilimento ci hanno trasformato in una congrega di sconfitti, intrisi di sfiducia nei confronti del futuro e del prossimo, che predicono sciagure e scuotono di continuo la testa, opponendosi per principio a qualsiasi mutamento. E’ diventato troppo facile, ma anche troppo comodo, raccattare consensi compiacendo la parte più distruttiva e mugugnante di noi stessi. Appena dici che gli italiani fanno schifo, gli italiani ti applaudono, sbellicandosi dal ridere o sparacchiando qualche insulto. Forse perché si sentono esclusi, a torto, dalla categoria."

Quindi, il problema, non è la corruzione, e nemmeno i debiti che lui non menziona, bensì la gente che protesta che non vuole fare e non vuole guardare avanti.

Molto più interessanti i commenti di due lettori, eccoli:

"egregio dottore, va bene essere fiduciosi in un futuro migliore e non perdere mai la speranza, ma....perseverare est diabolicum! Non basta Italia 90 con i ruderi di mezze strade, mezzi alberghi abbandonati dopo aver preso lauti finanziamenti, lo stesso per Torino 2006, poi il terremoto dell'Aquila, ancora oggi come se fosse successo ieri e non molti anni fa, poi il Mose, l'Expo, Mafia Capitale, l'uso disinvolto dei finanziamenti pubblici ai partiti, 19 regioni inquisite su 22: vogliamo ancora sentire intercettazioni telefoniche di politici e faccendieri vari che godono per l'imbecillità dell'italiano medio. Ma dai!"

"le manifestazioni internazionali vengono sempre presentate come occasione di businnes nazionale salvo poi verificare a posteriori creazione di ulteriore debito pubblico.
per fare "bella figura"si cercano di realizzare nuove opere pubbliche delle quali spesso alcune non non saranno mai ultimate, altre si demoliranno nei primi anni successivi all'evento, altre si daranno in gestione a privati ad un pezzo di pane.
Riferimento a TORINO :
MONDIALI DI CALCIO:STADIO DELLE ALPI demolito dopo 20 anni
OLIMPIADI 2006 : PISTA BOB SAN SICARIO DISATTIVATA, TRAMPOLINO DI PREGELATO NON SI SA COME DEMOLILRLO, PALAZZINE DEL LINGOTTO UN GHETTO,PALAOLIMPICO ORA ALPITOUR DATO IN GESTOINE PER GRAZIA RICEVUTA.... E DIRE CHE TORINO E' CITATO COME ESMPIO VIRTUOSO..."

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