16 dicembre 2014

La caduta agli inferi di Benigni

Negli ultimi anni, penso nell'ultimo decennio, ho dovuto rivalutare verso il basso il mio ex idolo Roberto Benigni, sia per le sue attuali performances, sia purtroppo ripensando anche ad alcuni suoi vecchi film.

Vediamo.
In queste sere Benigni è in prima serata su RaiUno, e non è la prima volta, per fortuna delle sue tasche, e se prima parlava di Paradiso-Purgatorio-Inferno attraverso le parole di Dante, ora invece è il turno dei 10 Comandamenti, il tutto esaltando la figura del dio cristiano. "Lui ci ama, lui ci vuole bene, pensate quanto ci vuole bene, una cosa incredibile, pazzesca, mai vista prima, ecc., ecc., ecc."

Un profluvio di esaltazione, oltreche di banalità.


Io dico questo:
come può un qualsivoglia dio volerci bene se ci ha messo al mondo senza aver chiesto nulla a nessuno?
Uno può dire che la vita è bella, ma questa è una.. sensazione personale, soggettiva. La vita è bella per via di alcune cose che certi hanno, ma molti no, e non parlo solo di cose materiali ma anche affettive, sentimentali e psicologiche.
C'è chi soffre di depressione, c'è chi è solo e senza uno spicciolo, c'è chi viene incarcerato, torturato e ucciso perché pensa X mentre il potere pensa Y e così via. Poi c'è chi ogni giorno ha sempre qualcuno con cui ridere, fare sport, varie attività ludiche e culturali, con cui fare sesso, ecc., e che a lavoro non ha problemi coi colleghi (magari non ne ha!), col datore di lavoro (magari non ce l'ha!) e di stipendio. Ma in generale la vita è un dramma perché una volta messi al mondo si è costretti a vivere, e vivere significa cercare costantemente del cibo, dei vestiti e un tetto, senza queste tre cose si crepa. Ma per ottenerle bisogna lavorare e a me risulta che milioni di persone anche soltanto in Italia siano prive di lavoro e quindi di stipendio. In natura, sia ora che ai primordi, era una costante ricerca e lotta sia nei confronti della natura che dei propri simili. Ditemi voi dove sta la bellezza.

Torniamo a Benigni.

Molti affermano che il famosissimo film "LA VITA E' BELLA" (toh, che caso!) abbia ingiustamente vinto l'Oscar nel 1999 perché prende in giro il dramma del genocidio da parte dei nazisti negli anni '40 del Novecento. E' ovvio che non era intenzione del toscanaccio prendere in giro le vittime, infatti lui recita proprio il ruolo di una di queste, però mostrarsi sempre o quasi allegro, ma soprattutto il mostrare un bimbo (nel film suo figlio) inconsapevole della tragedia, può far pensare ad alcuni che se ricalca la realtà, allora non si può parlare davvero di tragedia, dramma, crimine verso l'umanità, genocidio. Se di questo genocidio non se ne accorge un bambino che in teoria è l'essere più sensibile fra tutti......

E che dire anche di "JOHNNY STECCHINO", film del 1991?
In questo film l'ambientazione è mafiosa, e noi spettatori cosa impariamo sui mafiosi?
Poco o nulla. Sì, un pizzico di malvagità, spietatezza poca roba, qualche innocente colpo di pistola, come fosse un cartoon sul vecchio West. Poi sole, frutta (le banane!), caciara, Benigni anche qui innamorato. Bel film eh, secondo me fatto molto bene, l'avrò visto 10 volte, però la mafia non viene condannata, le vittime non vengono alzate su un piedistallo. Vittime? E quali vittime? Io non ne ricordo una.

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Aggiungo il commento di una mia amica:

"...ma a proposito del pistolotto di ieri, chi glielo spiega a Benigni che 'non commettere adulterio' è un comandamento strettamente connesso con la pena della lapidazione e che era soprattutto la donna, l'adultera, a essere lapidata da una folla felice e festante come avviene ancora oggi? Chi glielo spiega che 'roba d'altri' e 'donna d'altri' non sono concetti allegri e che il suo repertorio sul dolce stilnovo se lo puó mettere in quel posto? Certo non glielo spiegano i dirigenti RAI. I soldi che lui ha percepito sono un danno in proporzione meno grave del danno fatto dalle puttanate che ha detto. E mi fermo qui"

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