23 dicembre 2009

Grandi maroni

C'è una buona ed una cattiva notizia riguardante Internet.

La buona è la "retromarcia" del ministro dell'Interno Roberto Maroni sulla censura relativa a gruppi di Facebook e altri siti inneggianti alla violenza (idea ovviamente nata dopo l'aggressione, che non centra nulla col web, al premier), infatti se è stato accantonato il decreto legge ideato il 14 dicembre per censurare e oscurare vari gruppi su Facebook, sarà pronto a breve un disegno di legge in cui il governo detterà linee guida ad aziende operanti nelle telecomunicazioni.

La cattiva è l'incontro fra il Governo Berlusconi e grandi gruppi "internettiani" come Facebook, Google e Microsoft per l'autoregolamentazione.
"Non si faranno nuove leggi contro chi istiga alla violenza o commette reati gravi su internet. Saranno invece i fornitori di servizi a dotarsi di un codice di autoregolamentazione per arginare minacce e insulti sul web" (link La Repubblica).

La prima è buona perchè ora Maroni prevede un codice di autoregolamentazione, a causa del quale i grandi siti dovranno monitorare con attenzione, e poi censurare ed oscurare, le pagine obbrobriose inneggianti al razzismo, alla violenza, alla pedofilia, alla pulizia etnica, ecc.; mentre la seconda è cattiva perchè, a parte questo codice, gli accordi fra governi ed aziende, che dovrebbero incrementare la libertà di parola essendo nate per far comunicare le persone di tutto il mondo, servono in realtà per negarla come avviene in Cina nei confronti nei dissidenti del regime capital-comunista. In Cina (link PuntoInformatico e Wikipedia), il governo comunista obbliga le aziende straniere a fornirgli dati (come l'indirizzo IP) dei giornalisti/blogger dissidenti (ci vuol poco per esserlo in Cina, in realtà anche qui..). Peccato che aziende come Yahoo, Google e Microsoft si siano piegate ai voleri del regime (dei regimi), anzichè creare un grande cartello, in unione col governo statunitense, per esportare democrazia civilmente.

Non c'è alcun bisogno di accordi, siccome sia su YouTube che su Facebook vi è l'opportunità per gli utenti di segnalare i video più violenti e scandalosi, dopodichè sarà l'azienda, con la collaborazione della Polizia Postale e della Magistratura, ad agire di conseguenza.

Non bisogna dunque felicitarsi per questo passo indietro (con la prima idea di Maroni ne furono fatti due in avanti, quindi ne resta ancora uno), perchè il Governo non rappresenta tutto il Paese e quindi anche solo la richiesta a Silvio di farsi processare, potrebbe suonare eversiva per il..."Grande Fratello" (non quello della TV).
Un governo che si accorge della violenza, solo dopo un'aggressione al premier, è ridicolo e fazioso. Questo fatto unito a questa legge, dunque, ci mostra quanto certe iniziative del governo siano assolutamente di parte, ed è qui che sta il pericolo.

Intanto, Mediaset incrementa la sua posizione e la sua importanza sul web, grazie al servizio di trasmissione streaming dei suoi programmi (link Socialpost), dopo aver vinto la prima parte della battaglia contro YouTube, per aver diffuso puntate del "Grande Bordello" violando il copyright (link Il Sole 24 Ore). Nella sentenza si legge che è obbligatorio rimuovere perfino quei video in cui vi sono spezzoni di questa trasmissione, rielaborati in un "mesh-up" (link PuntoInformatico).
Youtube è solo un mezzo di cui si servono milioni di persone in Italia e nel mondo: è quindi assurdo pretendere che possa vigilare su ogni video caricato.
Come detto prima, per ogni video c'è la possibilità di segnalare violazioni di vario tipo (tra cui appunto quello dei diritti d'autore), affinchè venga rimosso. Questa possibilità non risulta essere stata mai esercitata da Mediaset. Vogliosa di soldi, magari per nuovi investimenti dopo l'acquisto del gruppo spagnolo Prisa (link Finanzaonline), che tra l'altro pubblica El Pais, famoso per le foto scandalo di Berlusconi (link El Pais)?

Link:
Alessandro Gilioli "Maroni sarà più buono, ma noi non siamo più scemi" (Piovono Rane)
"...questo rapporto diretto tra il governo e le corporation private del Web è un’altra cosa che fa abbastanza schifo. Per oscurare delle pagine in un paese civile ci vuole una decisione della magistratura, non una telefonata tra Maroni e Allan"
Maroni parte civile contro "Radio Padani" (Gad Lerner). Notizia dell'11 febbraio 2009

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