22 dicembre 2009

Invidia e uomini deliranti

"Il silenzio dell'invidioso fa troppo rumore" (Khalil Gibran, letterato arabo)

L'energico lanciatore di riproduzioni in ghisa del Duomo di Milano (ma qualcuno ci ha mai mostrato il corpo del reato? Dai due video amatoriali non si capisce cosa quest'uomo abbia lanciato con impressionante forza e precisione), è stato perdonato dalla sua vittima, ovvero da Silvio Berlusconi (link Il Messaggero), contro cui si rivolse violentemente la sera del 13 dicembre 2009 spinto, probabilmente, da una crisi esistenziale il cui "capro espiatorio" era l'imprenditore e politico brianzolo, in quanto uomo di successo, d'immenso successo e d'immenso potere. Un potere che mai decise di scendere negli inferi di M.T. (iniziali dell'aggressore), per elargirgli un pò di soddisfazione in campo lavorativo.

Ecco, dunque, le "cristiane" parole di Berlusconi:
"Umanamente l'ho perdonato, sapete che non so portare rancore":
"Non passi che si possa aggredire il Presidente del Consiglio, altrimenti parte il tiro al bersaglio".

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Qualcosa non torna (ecco il delirio):
se lo perdona, perchè non si ravvede la grazia? Perchè dunque lasciarlo in prigione e farlo processare?
E se non lo avesse perdonato, oltre al processo e alla sicura pena (senz'altro dura, come suggerita da Berlusconi), l'aggressore milanese avrebbe dovuto temere, una volta uscito dal carcere, una vendetta?
Non ci siamo: c'è confusione, non c'è chiarezza, manca di trasparenza, non si ravvede onestà intellettuale da parte di Silvio Berlusconi. Caro imprenditorbugiardmassonpremier, devi sapere che perdonando, ci si mette alle spalle ogni rancore e si rinuncia alla vendetta. Certo, il reato c'è stato e lo Stato non può chiudere assolutamente alcun occhio, ma, almeno, non istigare i giudici nel dare a quel bruto una forte pena.


Show business.
Il motivo della frase di Berlusconi sul "perdono", è racchiuso in queste due parole: show business. Ora farà a gara con Wojtila per chi diviene prima beato. D'altronde, quando un comune mortale subisce un simile atto, se è ancora in buone condizioni fisiche, userà anima e corpo per vendicarsi.
Lui no. Lui si mostra, si mostra anche se debole, emaciato, insanguinato, svilito e offeso, per poi andarsene (certo, non in un ospedale pubblico...) e quando ricompare non serba rancore, ma...perdona. A modo suo, ma perdona.
E se non non perdona al 100% è solamente per non sminuire la figura istituzionale del Premier.

Berlusconi parla di figura del premier, figura intoccabile ovviamente (e ci mancherebbe, essendo una figura cardine del nostro Stato), penso però che l'attentatore abbia voluto sfregiare l'immagine non tanto del Presidente del Consiglio, quanto invece del ben preciso singolo, dell'uomo Silvio Berlusconi. Non a caso una sua dichiarazione è stata: "L'ho fatto perchè lo odio" (in realtà lo invidia).
Un'azione violenta contro il premier è attuabile solo da un anarchico, non da chi ha una tessera PD...


Penso che questa aggressione ci abbia mostrato la distanza abissale tra chi, pur con buona volontà, non riesce a realizzarsi e chi, pur essendo già ricco e potente, sembra continuamente voler badare solo a sè e alle sue proprietà.
Si è parlato molto di odio e di "clima d'odio" (io avrei usato la frase "vento o bufera d'odio", siccome per clima s'intende una condizione media e non un qualcosa di anomalo che disturba il quieto vivere, indi per cui la frase "clima d'odio" forse sottindente una collaborazione del centro-destra in questa condizione climatica), ma è una parola ed una frase in uso, nel centro-destra italiano, da svariati anni e che quindi non può essere presa seriamente.
Secondo me, la causa dell'aggressione è dovuta all'invidia, essendo un sentimento che si prova verso qualcuno che possiede qualcosa in più. Berlusconi non è il più ricco d'Italia (il n.1 è Ferrero), ma è come se lo fosse, siccome su di lui si sa tutto (anche perchè fa poco o nulla per nascondersi). La sua figura, che unisce grande successo e ricchezza in ambito lavorativo e potere in quello politico, non ha precedenti storici, infatti i sovrani nacquero tutti predestinati, ma per comodità potremmo paragonarlo ad un monarca che fa dell'ostentazione il secondo scopo della sua vita.

Questo suo perdono può indurci a pensare che esso abbia poteri di...vita o di morte!

Potrebbe obiettare, chi non condivide nell'invidia un serio movente, che ferendo questo moderno monarca, che basa tutto sul possesso (sulla patriarcale proprietà privata), l'aggressore non otterrà mai i suoi beni. Ma forse è proprio per questo che agisce in modo così banale e violento: vorrebbe togliergli la vita, affinchè non sia più in grado di bearsi delle immense comodità e dei molteplici privilegi.
C'è chi accusa Di Pietro & c., ma ragioniamoci su: se Tonino vive per dare contro a Berlusconi, come potrebbe sperare in un suo ferimento o nella sua morte? Senza di esso non avrebbe più stimoli e con Berlusconi ferito, come abbiamo visto, i consensi di questo salgono (link Reuters).

Resta da capire se M.T. sia pazzo o meno. Certo, è in cura psichiatrica da 10 anni, ma dietro c'è stata sicuramente una premeditazione, altrimenti non si sarebbe trovato armato e in un punto così favorevole.
A proposito della sua posizione, ci sono dei dubbi a riguardo dell'autenticità dell'accaduto, infatti, c'è chi pensa che un microfonista, posto al suo fianco, gli abbia "dato il via" per lanciare l'oggetto contundente (link Leggo)
, trasformando le gesta di un pazzo, in una "combine" (link YouTube).

Ho visto più volte il suo sguardo: c'è violenza, tanta, così tanta che il suo gesto non può essere perdonabile/perdonato.


Gli unici deliranti non sono solo M.T. e Berlusconi purtroppo, ma anche Raffaele Lauro (PDL): infatti ha presentato un DDL per inasprire il reato di "istigazione e apologia dei delitti contro la vita e l'incolumità della persona", che verrà punito con una pena dai 3 ai 12 anni di galera e che comprende un'aggravante se il reato viene commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica", cioè servendosi di mezzi quali Internet e relativi social network (link BitCity) o telefono (boh?).
Giusto (come no!), infatti se per via di una mia libera frase
(non siamo in un mondo libero?), rischio la galera, non ne dirò più una, no, ma ne dirò mille di frasi istiganti, giusto per prendervi per i fondelli, siccome la galera non potrà certo cambiare le mie idee, le mie convinzioni!

Combinazione la proposta di censura di Internet di Bobo Maroni, assieme al sopracitato DDL, nasce dopo "l'odio verso Berlusconi" inscenato su Facebook, mica per video, gruppi e frasi inneggianti ai vari dittatori fascisti/comunisti o istiganti all'odio/violenza/uccisione di altri politici e stranieri vari. No, solo per l'odio (presunto, tra l'altro, siccome nessuno l'ha ancora dimostrato) verso il "povero Silvio".
Ennesima legge AD PERSONAM, dunque, e probabile invidia del libero contestatore?

PS: Frattini, il ministro degli Esteri, era convinto del perdono di Berlusconi che poi infatti è avvenuto. Ma anche lui vuole che la pena sia sicura, perchè "si darebbe un cattivo esempio se si dicesse: scordiamoci completamente la cosa e se questo signore tornasse a casa magari dopodomani, visto che e' Natale e poi il giorno dopo dovesse ricominciare su Facebook questa gente che inneggia alla violenza" (fonte Agi News).

"Caro" (per lo stipendio) Frattini, come già scritto sopra, che senso ha perdonare, se tanto verrà data comunque una pena severa (d'altronde ciò che conta è la sentenza di un giudice, il perdono personale è una faccenda privata che ai cittadini non deve interessare, anche perchè incide su niente)?
E perchè accusare Facebook se questo signore non usa Internet, non usa Facebook e se la violenza è esistita, esisteva, esiste ed esisterà, prima durante e dopo Facebook?
Dovete smetterla di strumentalizzare le disgrazie, le tragedie, i casi, per censurare i dissidenti e/o farvi pubblicità/propaganda.
Se continuate a mostrarvi ignoranti e/o provocatori, non ricaverete assolutamente niente se non il vostro "amato" odio.

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