2 maggio 2010

Destra e Sinistra

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Se è vero che in origine la distizione fra Destra e Sinistra era forte
, negli ultimi anni e non solo in Italia, ciò è venuto meno, eppure la rivalità è ancora forta fra i sostenitori di una tipologia di politica rispetto all'altra.

Se la Destra è sinonimo di libertà nell'attività economica, atta nel generare nuove opportunità di sviluppo (vedasi alla voce "accumulazione di capitale" da parte di "capitani coraggiosi" che molto generosamente offrono lavoro alle timide masse ignoranti) e della conservazione del potere della Chiesa e delle grandi famiglie industriali, la Sinistra prometteva più diritti ai lavoratori, che però sempre lavoratori che rischiavano la vita nelle fabbriche o nelle miniere rimanevano, e demarcazione dalle religiose leggi immutabili, violente e discriminanti.

La massa di operai che, andando via dalle campagne, si ritrovò inscatolata nelle periferie senza storia e atmosfera, riuscirono a dare maggiori poteri alla Sinistra, ma, da quel che mi risulta, non ci sono casi di nuovi insediamenti industriali ideati da ex operai con l'ausilio dei partiti, o del partito, di Sinistra. In questo modo, pur ottenendo con gli anni diritti sempre più estesi non solo verso il singolo operaio ma verso la sua intera famiglia (case, asili, mensa, ferie, sanità, ecc.), l'operaio era costretto a rimanere sempre tale. La Sinistra, dal mio modesto punto di vista, svolgeva lo stesso inutile ruolo della Chiesa, ovvero consolava ma non cambiava, altrimenti la sua figura sarebbe appassita.

Nello stesso tempo, gli scaltri industriali e i loro amici politici della Destra, attraverso i mass media (giornali e trasmissioni radio in passato, più recentemente coi film e poi con i canali televisivi) han potuto ammaliare l'intera popolazione, separandola dai legittimi desideri degli operai e anche degli altri lavoratori che, però, sentendosi più liberi a causa di migliori stipendi e trattamenti, non fraternizzavano con i primi, pensando più a sogni di gloria che ad un'estensione dei diritti.

Propaganda dunque: tutto il Paese (ogni Paese) poteva sognare mari e colli lucenti e saturi e una lunga vita abbondante in tutto. Dov'era la Sinistra? Facendo da Chiesa è scomparsa.
Anzi no: alcuni, fingendosi di questa parte politica, e lasciando nell'ignoranza e povertà il popolo (in questo caso bue, nel caso dei credenti pecora o agnello), si sono costruiti imperi favoriti dagli amici di partito, partito votato però sempre in massa dai fedeli operai.
Una destra dentro la sinistra, dunque. D'altrone non esiste sistema senza un'elite di ricchi e potenti: non mi risulta che in URSS comandassero gli operai ruotandosi nel ruolo di potente..

Morale della storia contemporanea: destra e sinistra e le loro derivazioni più moderate e democratiche, servono per dividere il popolo, facendo credere ad una parte di stare bene in un mondo perfetto, e che l'altra parte, quella più diffidente, sia una massa di sovversivi che non hanno rispetto, quando invece entrambi sono vittime.
Infatti ogni giorno che passa il popolo arranca sempre di più: fra i giovani c'è un tasso di disoccupazione allarmante, i 50enni licenziati e senza lavoro ipotizzano un'harakiri di massa e gli impieghi un tempo sicuri perchè durativi e remunerativi sono diventati miraggi da raggiungere a suon di stages.
Mentre il popolo è diviso fra chi consuma in allegria, fra chi inquina impunemente e chi vorrebbe ma non può, le elites di destra e sinistra si scambiano consigli e formulano leggi per potersi arricchire. Chi sale al governo aiuterà i suoi amici politici, potenti, banchieri, industriali, finanzieri, oltre alla propria famiglia. Non c'è alcun motivo per aiutare operai o chi vorrebbe divenire un industriale. Non vorremmo mica troppa concorrenza, vero?
La ricchezza, che è una mera illusione, tra l'altro piena di problematiche, dev'essere a scapito di pochi, così come pochi sono i partiti che decidono.

Il popolo si saprà unire? Saprà creare partiti che non creano potere, ma diritti?

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